L'attenuarsi delle tensioni geopolitiche tra Usa ed Europa sulla Groenlandia ha sostenuto i mercati azionari europei, che chiudono le contrattazioni in generale territorio positivo. Ad impattare sul sentiment degli operatori anche il PIL statunitense, cresciuto nel 3° trimestre del 4,4% al ritmo più alto degli ultimi 2 anni.
Con una Wall Street che al giro di boa vede l'S&P 500 salire dello 0,75% e il Nasdaq di quasi l'1%, il FTSE Mib ha terminato le contrattazioni in guadagno dell'1,36% a 45.091,23 punti.
Dal punto di vista operativo, il ritorno dell'indice italiano oltre i 45 mila punti dovrebbe allentare la pressione ribassista delle ultime sedute, con prossimi target i 45.250-45.300 punti e a seguire i 45.500-45.550 punti.
Tra le azioni che in queste ore stanno invece registrando una performance negativa ci spostiamo a Wall Street con Freeport, nel giorno in cui il gruppo minerario ha comunicato i dati sia del 4° trimestre che dell'intero 2025. Andiamo a leggerli nel dettaglio.
Freeport: utile trimestrale in aumento del 48%
Nelle scorse ore il gruppo minerario Freeport ha comunicato i dati del 4° trimestre e dell'intero 2025 che, grazie agli alti prezzi raggiunti sia dall'oro che dal rame, in aumento rispettivamente del 55% e del 28% se confrontati con il 2024, hanno battuto le attese degli analisti. Da sottolineare che la società ha beneficiato, rispetto allo stesso periodo dell'anno passato, dei dazi del 50% sulle importazioni di rame.
In questo contesto l'utile netto è cresciuto del 48% attestandosi a 406 milioni di dollari. L'utile per azione si è attestato a 0,47 dollari, in aumento rispetto agli 0,31 dello stesso periodo del 2024 e oltre il consenso situato a 0,29 dollari.
In calo i ricavi, che passano dai 5,72 miliardi di dollari agli attuali 5,63 miliardi di dollari, ma sopra le attese poste a 5,29 miliardi di dollari.
Per quanto riguarda l'intero 2025, l'utile netto è cresciuto del 16,5% a 2,2 miliardi di dollari, con un utile per azione che passa da 1,3 dollari a 1,52 dollari. In crescita anche i ricavi che passano da 24,45 miliardi di dollari a 25,915 miliardi.
Nel corso della presentazione dei dati la società ha comunicato che, a partire dal prossimo mese di marzo, dovrebbe esserci un avvio graduale della miniera indonesiana di Grasberg Block, rimasta ferma dallo scorso 8 settembre per una frana.
Da sottolineare infine che la CEO del Gruppo, Kathleen Quirk, ha confermato che le vendite di rame dovrebbero mantenersi anche nel 2026 sugli stessi livelli del 2025. Questo grazie a una richiesta sempre più forte proveniente dal settore del'AI, che sta compensando la debolezza presente sia nel settore dell'edilizia che in quello automotive.
Azioni Freeport: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si stanno comportando le azioni Freeport sulla Borsa americana. Con volumi che a fine seduta dovrebbero essere in aumento rispetto alla media giornaliera mensile, è una giornata all'insegna delle prese di beneficio per il titolo Freeport che, con un calo del 1,6%, transita nei pressi dei 59,65 dollari.
Con un'impostazione primaria che rimane confermata al rialzo, eventuali e ulteriori discese fin verso i 54,5-55 dollari, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentate nuove occasioni di acquisto. Una conferma delle azioni sopra questi livelli dovrebbe riportare le quotazioni verso i top assoluti situati sui 62 dollari.
Il superamento di queste aree resistenziali andrebbe a rafforzare la struttura grafica di fondo, con prossimi target i 65 dollari e successivamente la soglia dei 70 dollari.
Al contrario, la perdita dei 54,5 dollari dovrebbe innescare una fase ribassista di breve periodo. In questo caso il primo target sarebbe situato sui 52,18 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 6 gennaio e a seguire la soglia dei 50 dollari.
Nel caso in cui i prezzi dovessero scendere sotto tali livelli si avrebbe una continuazione delle vendite prima in direzione degli ex massimi del 2025 in area 49 dollari e in seguito i 48,2 dollari, dove troviamo la media mobile a 50 giorni.
Fondamentale sarà la tenuta dei sostegni appena menzionati, per evitare un ulteriori fase correttiva verso i 45 dollari e in seguito i 42,7 dollari, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo.
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