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Azioni Eni volano a Piazza Affari con nuovo piano industriale

19 mar 2026 - 18:03

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Il rally odierno ha spinto le azioni Eni sui top degli ultimi 18 anni. Scopriamo i prossimi obiettivi dopo la presentazione del nuovo Piano industriale

E' stata una giornata molto negativa per le piazze azionarie europee, con i principali indici di Borsa che hanno chiuso le contrattazioni in deciso territorio ribassista. Sul sentiment ha inciso negativamente l'escalation in atto in Medio Oriente, dove gli attacchi a infrastrutture energetiche in Iran, Qatar e Arabia Saudita hanno riacceso i timori di una crisi globale delle forniture.

Nel giorno in cui la Bce lasciando i tassi fermi ha avvertito che la guerra in Medio Oriente sta generando rischi al rialzo per l'inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica, il Dax e il Cac 40 hanno chiuso le contrattazioni in calo rispettivamente del 2,67% e dell'1,94%. In questo contesto non ha fatto eccezione il FTSE Mib, con l'indice italiano che ha terminato la quarta seduta dell'ottava in discesa del 2,32% a 43.701,38 punti.

Dal punto di vista operativo la perdita dei 44 mila punti ha indebolito ulteriormente il quadro grafico di breve periodo. Il mancato recupero dei livelli appena menzionati dovrebbe far proseguire il trend discendente prima in direzione dei 43.550-43.500 punti e a seguire i 43.250-43.200 punti. Al contrario solo con il ritorno delle quotazioni sopra i 45 mila punti che si avrebbe un rafforzamento dell'indice italiano.

Tra le azioni che oggi a Piazza Affari si sono mosse in controtendenza troviamo Eni, con il Cane a sei zampe che ha beneficiato sia del recente rialzo dei prezzi del petrolio che ancor più della presentazione del piano industriale che accompagnerà il Gruppo al 2030. Andiamo a leggerlo nel dettaglio.

 

 

Eni: nel nuovo piano buyback da 1,5 mld e possibile dividendo extra

Il Gruppo guidato da Claudio Descalzi ha presentato nelle scorse ore il nuovo piano industriale 2026-2030 che, confermando il petrolio e il gas come i business fondamentali, prevede un'accelerazione su rinnovabili e biocarburanti.

Nello specifico gli investimenti annui dovrebbero attestarsi sotto i 6 miliardi di euro, in calo di quasi 2 miliardi rispetto al piano precedente. Considerando anche gli effetti delle operazioni di portafoglio, gli investimenti netti si riducono a quasi 5 miliardi all’anno, mentre per il 2026 sono previsti 7 miliardi lordi, equivalenti a circa 5 miliardi netti.

Il Cash Flow From Operations per azione dovrebbe apprezzarsi a un tasso medio annuo del 14% fino al 2030, con un flusso complessivo stimato intorno ai 71 miliardi di euro.

Il free cash flow generato durante il piano dovrebbe attestarsi tra 40 e 45 miliardi di euro, grazie al contributo delle operazioni di portafoglio. Il ritorno sugli investimenti attesi dovrebbe arrivare al 13% nel 2030.

Per quanto riguarda la produzione dovrebbe spingersi fino a 850 mila barili al giorno entro il 2030, con una crescita annua tra il 3% e 4%. Al contrario Plenitude ed Enilive guideranno la crescita green.

Nel dettaglio Plenitude ha come obiettivo quello di raggiungere 15 gigawatt entro il 2030, rispetto ai 5,8 GW del 2025, con un Ebitda a 1,3 miliardi di euro nel 2026 e di oltre 2,5 miliardi di euro nel 2030.

Enilive, specializzata in biocarburanti e combustibili sostenibili per l’aviazione, ha come obiettivo quello di raggiungere i 5 milioni di tonnellate entro il 2030, con una capacità attuale di 1,65 milioni di tonnellate e altri 2 milioni in costruzione.

L’Ebitda del cane a sei zampe dovrebbe passare dagli 1,1 miliardi di euro atteso nel 2026 a quasi 3 miliardi nel 2030, con un ritorno sugli investimenti superiore al 15%.

Grazie a una solida struttura finanziaria, Eni manterrà il rapporto tra debito e capitale tra il 10 e il 15%, sui minimi storici. La società aumenterà anche il range di distribuzione agli azionisti, che passerà dal 35-40% al 35-45% del flusso operativo. Nello specifico la società proporrà un dividendo di 1,10 euro per azione, in crescita del 5% rispetto ai 1,05 euro del 2025.

Nel caso in cui il Brent dovesse arrivare sui 90 dollari al barile, il 60% del cash flow incrementale sarà destinato al buyback. Se invece il prezzo della materia prima dovesse superare i 90 dollari o i margini di gas e raffinazione superare del 50% le previsioni, l’intero flusso aggiuntivo sarà distribuito agli azionisti come dividendo straordinario nell’ultimo trimestre.

La società avvierà inoltre un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie per 1,5 miliardi di euro, con la possibilità di arrivare fino a 4 miliardi se il flusso di cassa operativo dovesse superare le previsioni del piano strategico 2026-2030.

Per quanto riguarda la situazione presente nello stretto di Hormuz e nel Golfo Persiso, Eni ha sottolineato che l'impatto è molto marginale in quanto ha più progetti in sviluppo che in produzione.

 

 

Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come hanno reagito a queste notizie le azioni Eni sulla Borsa italiana. È stata una giornata al'insegna degli acquisti questa odierna per il titolo Eni, la nona nelle ultime undici, con i prezzi che con un guadagno del 3,75% ha chiuso sui massimi degli ultimi 18 anni a 23,935 euro.

Con un'impostazione di fondo in continuo rafforzamento e con tutti gli indicatori di forza che si mantengono sui top di periodo, le attese sono per una continuazione del trend prima verso i 24,5 euro e a seguire la soglia dei 25 euro.

Nel caso in cui anche tali livelli dovessero essere messi alle spalle, si aprirebbero le porte per ulteriori apprezzamenti fin verso i 26 euro e a seguire i 27,30-27,40 euro.

In questo contesto tutte le fasi correttive che dovessero riportare le quotazioni fin verso i 21 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.

Al contrario, la perdita dei livelli sopra menzionati dovrebbe aprire la strada a una fase correttiva di breve periodo, con un primo obiettivo situato sui 20 euro e successivamente i 19 euro, dove troviamo la media mobile a 50 giorni.

La mancata tenuta di questi supporti farebbe proseguire le vendite prima in direzione dei 18 euro e successivamente i 17,40-17,30 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la trendline ascendente che parte dai minimi toccati nel mese di aprile dello scorso anno.

La violazione di questi ultimi livelli andrebbe a indebolire il quadro grafico di medio periodo, con prossimi obiettivi i 16 euro dove transita la media mobile a 200 giorni.

 

 

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