In una giornata che sarà caratterizzata dalla variazione degli occupati non agricoli statunitensi, le Borse europee aprono l'ultima seduta della settimana in leggero territorio negativo.
In questo contesto è stata una giornata contrassegnata da vendite sui listini asiatici che, in scia alla performance decisamente negativa del settore tecnologico, hanno terminato le contrattazioni in generale ribasso. Nello specifico il Nikkei è sceso dell'1,26%, mentre il Kospi coreano ha perso il 5,54%.
Con i futures di Wall Street in contrazione dello 0,5%, il FTSE Mib apre le contrattazioni sui livelli della chiusura di ieri in area 50.100 punti.
Dal punto di vista operativo la tenuta dei 50 mila punti dovrebbe favorire ulteriori acquisti per l'indice italiano. In questo caso i prossimi target sarebbero situati sui 50.250-50.300 punti e a seguire i 50.500-50600 punti. Al contrario la perdita dei 50 mila punti dovrebbe far proseguire la fase correttiva di breve periodo, in direzione dei 49.750-49.700 punti e a seguire i minimi della passata ottava situati sui 49.300 punti.
Tra le azioni da seguire a Piazza Affari troviamo Eni, dopo che il governo ha sbloccato un nuovo giacimento offshore. Andiamo a vedere di cosa si tratta.
Eni: ok al giacimento di gas Gemini
Con il decreto del 28 maggio scorso, il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha autorizzato dopo un lungo iter alla messa in produzione del pozzo Gemini 1.
Questo è situato nel canale di Sicilia tra i campi di Argo e Cassiopea nella concessione G.C1.Ag di cui sono titolari Eni con il 60% e Energean con il 40%.
Nonostante la presenza di quest'ultima, Eni opererà in solitaria al 100% in quanto Energean nello scorso mese di novembre ha rifiutato di aderire al progetto, sollevando critiche non solo tecniche ma anche commerciali.
A sbloccare l'impasse in cui si trovava il progetto è stato il modello di simulazione Iam presentato da Eni, che ha dimostrato come l'immissione di gas da Gemini migliori le performance operative dell'intero sistema sottomarino, riducendo la presenza di acqua.
Esaminate le rassicurazioni tecniche, il Mase ha dato il via libera in nome dell'interesse pubblico e della sicurezza degli approvvigionamenti, superando i dubbi del partner.
Nello specifico Gemini dovrebbe garantire quasi 1,2 miliardi di metri cubi in otto anni, 150 milioni annui, che rappresenterebbe il 5% dello stock nazionale.
Il gas estratto verrà trasportato, sfruttando le pipeline attive e la condotta da innestare, verso la bioraffineria Eni di Gela, dove è operativa la base a terra per la fase successiva di trattamento e compressione.
Col via libera da parte del MASE Gemini rientra nel più ampio sviluppo dell'asset Argo-Cassiopea che, avviato nell'agosto del 2024, ha riserve stimate tra 10-12 miliardi di mc.
Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora ad analizzare le azioni Eni dal punto di vista grafico e quali potrebbero essere i target nel breve periodo.
È stata una giornata all'insegna della debolezza quella di ieri per il titolo Eni che, con un calo dello 0,17%, ha chiuso le contrattazioni a 23,415 euro.
Con un trend di fondo impostato al rialzo, le attese sono per un test sulle prossime resistenze situate a 23,5 euro. Con il superamento di questi livelli, dove troviamo la media mobile a 50 giorni, il titolo dovrebbe spingersi verso i top dell'ultimo mese situati sulla soglia dei 24 euro, dove transita anche la trendline discendente che parte dai massimi di sempre toccati nello scorso mese di marzo.
Sopra questi livelli dovremmo assistere a una continuazione degli acquisti verso i 24,25 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, e successivamente i 25 euro, che rappresentano i top degli ultimi 15 anni.
Con il superamento di questi livelli si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico, con prossimi target i 26,4-26,5 euro e a seguire i 27,30-27,40 euro, che rappresentano i massimi degli ultimi 18 anni.
Oltre tali aree le azioni Eni dovrebbero andare a mettere sotto pressione i top assoluti, toccati il 13 luglio 2007, sui 28,95 euro.
In questo contesto eventuali prese di beneficio fin verso i 22,10-22 euro, minimi dell'ultimo mese, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario la perdita dei sostegni appena menzionati dovrebbe far proseguire il trend discendente innescatosi nello scorso mese di marzo, con prossimi obiettivi i minimi degli ultimi 3 mesi in area 21,50 euro.
La mancata tenuta di tali sostegni farebbe proseguire le vendite prima in direzione dei 21 euro e successivamente la soglia dei 20 euro.
Fondamentale sarà non perdere questi ultimi sostegni per evitare ulteriori ribassi prima in direzione dei 19,7-19,6 euro e successivamente verso i 18,50 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la trendline rialzista che parte dai minimi di aprile 2025 e congiunge quelli di ottobre dello scorso anno.
La violazione di tali livelli andrebbe a indebolire la struttura grafica, con prossimi target i 17,5 euro, che rappresentano i minimi degli ultimi 4 mesi.
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