L'impegno da parte di Israele e Stati Uniti a non colpire più le installazioni petrolifere iraniane impatta positivamente sui mercati azionari europei, che aprono l'ultima seduta della settimana all'insegna del rimbalzo. In questo contesto si raffreddano i prezzi del petrolio e del gas, mentre i futures di Wall Street ritrovano il segno positivo.
In una giornata che sarà contrassegnata dalle scadenze tecniche delle 4 streghe, che potrebbe far rimanere alta la volatilità, il FTSE Mib inaugura le contrattazioni in guadagno di quasi l'1% ritrovando la soglia dei 44 mila punti.
Come è stato segnalato più volte nei nostri articoli, fondamentale per l'indice italiano sarà la tenuta di questi livelli per evitare un ulteriore indebolimento del quadro grafico di breve periodo.
Sotto tali aree le quotazioni potrebbero andare a rivedere i minimi settimanali situati sui 43.400 punti e a seguire la media mobile di lungo periodo in area 43.037 punti. Al contrario segnali di forza si avrebbero con il superamento dei 45 mila punti.
Tra le azioni da seguire nella giornata odierna a Piazza Affari troviamo Enel, con il gruppo energetico che ha comunicato i conti definitivi del 2025. Andiamo a scoprirli nel dettaglio.
Enel: ricavi 2025 in aumento dell'1,8%
Grazie all'ottima performance delle attività internazionali, Enel ha concluso il 2025 con numeri in crescita e con un rafforzamento della propria struttura finanziaria. In scia ai maggiori volumi scambiati sul mercato wholesale, Enel ha terminato l'anno passato con ricavi in crescita dell'1,8% a 80,35 miliardi di euro.
Nonostante la riduzione dei margini in Italia il Gruppo ha visto l'Ebtida apprezzarsi del 2% a 22,87 miliard di euro. L'Ebtida ordinario riguardante i business integrati è passato da 14,7 miliardi di euro a 14,1 miliardi di euro, in scia alla diminuzione dei margini provenienti dalle attività di vendita wholesale delle commodity energetiche.
Per quanto riguarda il risultato netto è cresciuto del 5,7% attestandosi a 7,01 miliardi di euro, oltre le attese che erano poste nel range tra i 6,7-6,9 milioni di euro.
Nell’intero 2025 le attività operative di Enel hanno generato cassa per 13,93 miliardi di euro, mentre gli investimenti sono scesi dell'1,4% a 10,67 miliardi di euro.
Includendo però l’acquisizione di alcuni impianti in Spagna, Germania e Stati Uniti, per quasi 1,09 miliardi di euro, l’ammontare totale degli investimenti effettuati nel periodo è aumentato di 944 milioni di euro rispetto al 2024.
Il riacquisto di azioni da parte di Enel, Endesa e Enel Americas ha impattato sul debito che è aumentato del 2,5% a 57,18 miliardi di euro. Il rapporto indebitamento finanziario netto/Ebtida si attesta a 2,5x, risultando tra i migliori nel settore.
Grazie a questi numeri il Cda ha proposto un dividendo pari a 0,49 euro, in aumento del 4% rispetto all'anno precedente. Per quanto riguarda il 2026 il Gruppo guidato da Carlo Cattaneo ha confermato i target presentati in occasione della presentazione del piano strategico 2026/2028, che prevede un utile per azione posto tra gli 0,72-0,74 euro.
Azioni Enel: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire quali potrebbero essere le strategie long e short nel breve e medio periodo sulle azioni Enel. È stata una giornata all'insegna delle vendite quella di ieri per il titolo Enel che, con un calo dell'1,53%, ha terminato le contrattazioni a 9,437 euro.
Con un'impostazione primaria che si conferma al rialzo, eventuali ulteriori correzioni fin verso i 9,25 euro, dove troviamo l'indicatore giornaliero del Supertend, non andrebbe a indebolire la struttura grafica di fondo.
Dal punto di vista operativo una conferma dei corsi sopra questi livelli dovrebbe favorire una ripresa del trend ascendente prima in direzione dei 9,7 euro e a seguire la soglia dei 10 euro.
L'eventuale superamento di tali aree dovrebbe aumentare le possibilità affinché il titolo possa andare a mettere sotto pressione i top di periodo situati a 10,3 euro. Nel caso in cui anche questi livelli dovessero essere lasciati alle spalle, si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico verso i 10,5 euro e successivamente la soglia degli 11 euro.
Al contrario la perdita dei 9,25 euro aprirebbe le porte a una fase correttiva di breve periodo, che potrebbe essere sfruttata con l'apertura di posizioni ribassiste con un primo target sui 9 euro.
La mancata tenuta di questi sostegni dovrebbe far proseguire la fase discendente, con prossimi obiettivi gli 8,8 euro e a seguire i minimi degli ultimi 4 mesi situati a 8,6 euro.
La violazione di tali supporti, dove transita sia la trendline ascendente che parte dai minimi di aprile dello scorso anno che la media mobile di lungo periodo, indebolirebbe il trend di medio termine. In questo caso sono possibili ulteriori discese in direzione degli 8,35-8,30 euro e successivamente la soglia degli 8 euro.
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