Dopo un'apertura all'insegna della debolezza, giornata all'insegna del recupero per le principali piazza azionarie europee, con gli indici del Vecchoo Continente che hanno così terminano le contrattazioni in generale territorio positivo.
A sostenere il sentiment degli operatori alcune indiscrezioni provenienti dall'Iraq, che avrebbe attivato un canale di contatto con l’Iran per il passaggio sicuro di alcune petroliere lungo lo Stretto di Hormuz.
Con una Wall Street che dopo il giro di boa si mantiene in territorio positivo, grazie alla buona intonazione del settore tecnologico, il FTSE Mib ha così chiuso le seconda seduta dell'ottava in guadagno dell'1,22% a 44,887,54 punti.
Con un trend di breve periodo che torna a rafforzarsi, fondamentale per l'indice italiano sarà ora il superamento dei 45 mila punti. Sopra questi livelli dovremmo assistere a ulteriori allunghi in direzione dei 45.250-45.300 punti e a seguire verso i 45.500 punti. Al contrario nuovi segnali di debolezza si avrebbero con la violazione dei 44 mila punti.
Tra le azioni che a Piazza Affari hanno registrato una volatilità in aumento troviamo A2A, nel giorno in cui l'utility lombarda ha comunicato i conti del 2025. Andiamo a scoprirli e analizzare il titolo dal punto di vista grafico.
A2A: ricavi Adjusted in aumento del 9%
In un anno caratterizzato da uno scenario energetico complesso, A2A ha continuato a dimostrare capacità di resilienza ed esecuzione, confermando anche nel 2025 la solidità industriale e finanziaria del Gruppo.
Nello specifico la società ha chiuso il 2025 con ricavi adjusted in aumento del 9% a 14,01 miliardi di euro, grazie sia all’aumento dei volumi venduti di energia elettrica del comparto retail che all’apporto del consolidamento della società Duereti.
In flessione del 4% a 2,24 miliardi di euro è stato il margine operativo lordo, a seguito prevalentemente della normalizzazione della produzione idroelettrica. Al netto di questo effetto, l’Ebtida sarebbe risultato in crescita del 4%.
Nel dettaglio il margine operativo lordo della Business Unit Generazione & Trading è risultato in calo del 26% a 258 milioni di euro. Il margine operativo lordo della business Unit Mercato è aumentato del 2% a 464 milioni di euro, mentre quello della business Unit Circular Economy è cresciuta del 2% a 595 milioni di euro. Infine il margine operativo lordo adjusted della Business Unit Smart Infrastructures si è apprezzato el 37% a 518 milioni di euro.
Per quanto riguarda l'utile netto adjusted è sceso del 16% 686 milioni di euro, mentre l'utile netto reported è stato pari a 750 milioni di euro, oltre la attese poste a 690 milioni.
Grazie a investimenti in aumento dell'11% 1,7 miliardi di euro, il gruppo ha accelerato il percorso di sviluppo non solo nel settore delle rinnovabili, ma anche nel potenziamento ed efficienza delle reti di distribuzione elettrica.
Al 31 dicembre dello scorso anno l’indebitamento netto è sceso del 6,3% a 5,47 miliardi di euro, rispetto ad attese poste a 5,5 miliardi di euro. Alla stessa data il rapporto PFN/Ebitda risultava pari a 2,4x, in calo rispetto al valore di inizio esercizio situato a 2,5x.
In scia a questi dati il management di A2A ha proposto la distribuzione di un dividendo 2026 di 0,104 euro per azione, in aumento del 4% rispetto allo scorso anno.
Per quanto riguarda l'anno in corso A2A prevede di chiudere l’esercizio con un margine operativo lordo compreso tra 2,21 miliardi e 2,25 miliardi di euro e un utile netto ordinario adjusted atteso tra 0,63 e 0,68 miliardi di euro.
Azioni A2A: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come hanno chiuso la giornata le azioni A2A sulla Borsa italiana. Con volumi in aumento rispetto alla media giornaliera mensile, è stata una seduta volatile per il titolo A2A che, dopo aver toccato un massimo intraday a 2,536 euro, ha chiuso le contrattazioni in guadagno dello 0,66% a 2,441 euro.
Dal punto di vista operativo l'hammer ribassista formatosi con la candela odierna, potrebbe aprire la strada a una nuova fase correttiva in direzione dei 2,35 euro e a seguire verso la soglia dei 2,3 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo.
La mancata tenuta di questi supporti dovrebbe spingere il titolo a mettere sotto pressione i minimi degli ultimi 5 mesi in area 2,25 euro. Nel caso in cui dovessimo assistere alla violazione di questi ultimi livelli, si avrebbe un rafforzamento della fase discendente innescatasi nello scorso mese di febbraio dai 2,6 euro. I prossimi obiettivi ribassisti sarebbero situati sui 2,20-2,15 euro e successivamente i minimi degli ultimi 11 mesi sui 2,07 euro.
Al contrario solo con il superamento dei massimi odierni situati a 2,536 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico di breve termine.
Oltre questi livelli il titolo dovrebbe spingersi in direzione dei 2,60 euro e a seguire i 2,62 euro. Nel caso in cui tali aree dovessero essere messe alle spalle, aumenterebbero le chance prima di una chiusura del gap-down lasciato aperto lo scorso 12 novembre a 2,693 euro e a seguire i top degli ultimi 19 anni situati sui 2,745 euro.
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