Nuova seduta all'insegna degli acquisti per le Borse europee, che hanno chiuso le contrattazioni in generale territorio positivo. A far proseguire il risk-on è l'entusiasmo che si respira sul settore tecnologico, in particolar modo dopo le news provenienti dal vertice tra Xi e Trump, con quest'ultimo che ha autorizzato la vendita dei chip H200 di Nvidia a circa 10 società cinesi.
E mentre sullo sfondo rimangono presenti le tensioni geopolitiche, il Dax e il Cac 40 hanno terminato le contrattazioni in guadagno dell'1,31% e 0,93%. In questo contesto non rimane indietro il FTSE Mib che chiude la seduta in guadagno dell'1,15 % a 50.050,27 punti, di poco sotto i massimi di sempre (50.108,56 punti raggiunti nel marzo del 2000).
Con una struttura grafica in continuo rafforzamento, la conferma dei 50 mila punti dovrebbe favorire ulteriori allunghi rialzisti per l'indice italiano. In questo caso i prossimi target sarebbero posti a 50.250-50.300 punti e a seguire i 50.500-50.550 punti. Al contrario, il ritorno dei corsi sotto i 49 mila punti aumenterebbe la possibilità di una chiusura del gap-up lasciato aperto lo scorso 6 maggio in area 48.500 punti.
Tra le azioni che a Piazza Affari hanno registrato una volatilità in aumento troviamo A2A, dopo che l'utility lombarda ha comunicato i conti dei primi tre mesi del 2026. Andiamo a leggerli nel dettaglio e ad analizzare il titolo dal punto di vista tecnico.
Trimestrale A2A: ricavi in aumento del 15%
Grazie a investimenti in aumento del 4% a 315 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2025, A2A ha chiuso i primi tre mesi del 2026 con ricavi Adjusted in crescita del 15% a 4,552 miliardi di euro. Su questo dato un impatto importante è arrivato dalla vendita di energia elettrica sui mercati retail.
Il calo del prezzo delle commodities unito all'incremento dei costi per canoni concessori ha spinto al ribasso il margine operativo lordo Adjusted che, con una contrazione del 4%, si è attestato a 647 milioni di euro. Con un risultato operativo netto Adjusted in discesa del 9% a 372 milioni di euro, l'utile netto è diminuito dell'11% a 221 milioni di euro.
La Business Unit Generazione e Trading ha visto un margine operativo lordo Adjusted in calo dell'11% a 202 milioni di euro, la Business Unit Mercato ha registrato un aumento del 2,2% a 136 milioni di euro, mentre la divisione Smart Infrastructures si è apprezzata del 5,7% a 129 milioni di euro.
Nel corso del trimestre i costi sono aumentati del 20% a 3,665 miliardi di euro, per i maggiori oneri dovuti all'incremento dei volumi delle commodities, in parte compensati dalla discesa dei prezzi dell'energia. Con una Posizione Finanziaria Netta in aumento del 2,8% a 5,63 miliardi di euro, il rapporto PFN/Ebitda Adjusted è pari al 2,5x, in leggero aumento rispetto al 2,4x di fine 2025.
Durante la presentazione dei conti l'Amministratore Delegato, Renato Mazzoncini, ha confermato la guidance sull’esercizio 2026. Questa prevede un Ebitda Adjusted compreso tra 2,21 e 2,25 miliardi di euro e un Utile Netto di Gruppo Adjusted compreso tra i 630-660 milioni di euro.
Azioni A2A: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si sono comportate le azioni A2A sulla Borsa italiana. È stata una giornata volatile per il titolo A2A che, dopo essersi spinto in direzione dei 2,425 euro, ha terminato le contrattazioni a 2,337 euro. Con una tendenza di medio e breve periodo che rimane confermata al ribasso, la perdita dei 2,3 euro farebbe proseguire le vendite verso i minimi degli ultimi 7 mesi a 2,25 euro.
Nel caso in cui dovessimo assistere alla violazione di tali supporti, si avrebbe un rafforzamento della fase discendente innescatasi lo scorso 8 aprile dei 2,56 euro. I prossimi obiettivi ribassisti sarebbero situati sui 2,20-2,15 euro e successivamente il bottom degli ultimi 13 mesi sui 2,07 euro.
Solo con il superamento dei massimi odierni, che allo stesso tempo rappresentano i top delle ultime settimane, si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico di breve termine. Oltre questi livelli il titolo dovrebbe spingersi in direzione dei 2,5 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, e a seguire i 2,56 euro.
Se tali aree dovessero essere messe alle spalle, aumenterebbero le possibilità prima di un test sui massimi del 2026 a 2,62 euro e a seguire i 2,693 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 12 novembre. Oltre questi livelli il titolo A2A dovrebbe andare a mettere sotto pressione i massimi degli ultimi 19 anni a 2,745 euro.
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