I nuovi dazi verso l'Europa, annunciati nella serata di ieri da Trump, uniti all'indice dei consumi personali USA, saliti sopra le attese degli analisti, indeboliscono i mercati azionarI del Vecchio Continente che chiudono le contrattazioni in generale ribasso.
In questo clima il FTSE Mib perde terminando la quarta seduta dell'ottava in area 38.600 punti. Dal punto di vista operativo una conferma dei prezzi sopra i 38.500 punti, dovrebbe mantenere inalterato il trend di breve rialzista con prossimi obiettivi i 29.250-39.300 punti e a seguire i 39.500 punti.
Al contrario segnali di debolezza si avrebbero solo con la violazione dei primi supporti di breve periodo situati sui 37.500 punti, nelle cui vicinanze troviamo l'indicatore daily del Supertrend.
Tra le azioni che a Piazza Affari hanno cercato di non arrendersi alle vendite troviamo Azimut, grazie anche ad una nuova operazione messa in campo dal Gruppo negli Stati Uniti. Andiamo a vedere di cosa si tratta.
Azimut: sale al 51% di Kennedy Capital Management
Dando seguito all'acquisizione effettuata il 16 novembre 2022 del 35% di Kennedy Capital Management, Azimut nella seduta odierna ha comunicato di aver esercitato, attraverso la controllata americana Azimut US Holdings, l’opzione call per aumentare la propria quota al 51%. La rimanente quota continuerà a essere detenuta dagli attuali partner di KCM. Azimut avrà sempre l’opzione di aumentare la propria quota fino all’80% nel tempo, attraverso l’esercizio di opzioni call/put.
Kennedy Capital Management, nata nel 1980, è una boutique di investimento specializzata nella gestione di prodotti azionari statunitensi a piccola e media capitalizzazione e gestisce ad oggi circa 5 miliardi di dollari di AUM. Inoltre alla fine dello scorso anno, ciascuno dei suoi comparti ha sovraperformato il proprio benchmark su un orizzonte temporale di 5 e 10 anni.
Oltre a essere presente nell’Asset Management tradizionale, il Gruppo guidato da Pietro Giuliani è presente oltreoceano anche nel Wealth Management, attraverso la sua partecipazione in Sanctuary Wealth, e negli investimenti Alternativi, tramite Azimut Alternative Capital Partners.
L'obiettivo da parte della società è quello di continuare a crescere negli USA, per sviluppare un modello integrato di Gestione e Distribuzione, seguendo il successo globale ottenuto in diversi mercati internazionali.
Azioni Azimut: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si sono comportate le azioni Azimut a Piazza Affari. Con volumi pari alla media giornaliera mensile, è stata una giornata in leggero rialzo per il titolo Azimut che ha chiuso le contrattazioni nei pressi dei 26 euro.
Con un'impostazione di medio periodo confermata al rialzo, fondamentale sarà la tenuta dei primi supporti situati nei pressi dei 25,50 euro per proseguire il trend ascendente verso i massimi degli ultimi 11 mesi situati in area 26,90 euro.
Nel caso in cui queste aree resistenziali dovessero essere lasciate alle spalle, aumenterebbero le possibilità di ulteriori apprezzamenti prima in direzione dei 27,25-27,30 euro e successivamente in direzione dei massimi assoluti posti sui 27,65 euro. L'eventuale superamento di questi ultimi livelli andrebbe a rafforzare la struttura grafica di lungo periodo, con prossimi obiettivi i 28 euro e a seguire i 28,5 euro.
Al contrario la perdita dei 25,55 euro, minimi della settimana in corso, dovrebbe far proseguire il trend di breve periodo ribassista in direzione dei 25 euro, dove troviamo sia la media mobile a 50 giorni che l'indicatore daily del Supertrend, e successivamente i 24,80 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la trendline ascendente che parte dai minimi dello scorso mese di agosto e congiunge quelli di novembre.
L'eventuale violazione di questi supporti andrebbe a indebolire la struttura grafica, aprendo la strada a ulteriori correzioni in direzione dei 24,40 euro e a seguire verso la soglia dei 24 euro. Fondamentale sarà non perdere questi ultimi supporti, per evitare una prosecuzione della discesa verso i prossimi target situati in area 23,5 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo.
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