Dopo i record toccati nella giornata di ieri è stato un finale di settimana all'insegna della decise vendite sulle Borse europee, che hanno chiuso le contrattazioni in generale ribasso. Sul sentiment odierno è tornato a pesare lo stallo delle trattative tra Usa e Iran e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz.
Con i prezzi del petrolio che si mantengono sui top di periodo, Parigi e Francoforte hanno terminato le contrattazioni in calo rispettivamente dell'1,6 e del 2,05%. Le vendite non hanno risparmiato Piazza Affari, con il FTSE Mib che ha terminato le contrattazioni in calo dell'1,87% a 49.116,47 punti.
Il movimento odierno non cambia il quadro grafico dell'indice italiano che, con la tenuta dei 49 mila punti dovrebbe riattivare il trend rialzista. Al contrario il ritorno dei corsi sotto i 49 mila punti aumenterebbe le possibilità per una chiusura del gap-up lasciato aperto lo scorso 6 maggio in area 48.500 punti.
Tra le azioni che a Piazza Affari hanno registrato un vero e proprio crollo troviamo Interpump, che ha pagato i contrastanti dati comunicati dal Gruppo nelle scorse ore. Andiamo a leggerli nel dettaglio.
Interpump: ricavi trimestrali in aumento dello 0,6%
Grazie alla buona performance della divisione Olio, Interpump ha terminato i primi tre mesi del 2026 con ricavi in aumento dello 0,6% a 524,8 milioni di euro. Il dato si inserisce a metà del range che il Gruppo aveva comunicato nello scorso mese di febbraio, quando aveva previsto le vendite attestarsi tra -2% e +3%.
Nel dettaglio le vendite del settore Olio hanno visto una crescita del 6,3%, mentre la divisione Acqua ha registrato una contrazione del 10,3%. In calo del 2,3% a 114,7 milioni di euro è risultato l'Ebitda, con un margine che passa dal 22,5% dello stesso periodo del 2025 al 21,9%. L'utile netto consolidato ha visto una crescita dello 0,9% a 57,5 milioni di euro.
Nel corso dei primi 3 mesi la posizione finanziaria netta è passata dai 291,1 milioni di fine 2025 a 294,6 milioni di euro, mentre gli investimenti netti sono stati pari a 18,9 milioni di euro.
Alla luce di questi risultati il Presidente dell'azienda, Fulvio Montipò, ha confermato la guidance sul 2026. La variazione dei ricavi dovrebbe essere compresa tra +3% e -2%, con una marginalità attesa tra il 22%-25% e una solida generazione di cassa.
Azioni Interpump: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si sono comportate le azioni Interpump sulla Borsa italiana. È stata una giornata all'insegna delle decise vendite per il titolo Interpump che, con un calo del 9%, ha terminato le contrattazioni a 33,72 euro.
Con un'impostazione di breve e medio periodo al ribasso, la perdita dei 32,5 euro dovrebbe far proseguire la fase correttiva in direzione dei minimi degli ultimi 13 mesi posti sulla soglia dei 30 euro.
Dal punto di vista operativo, fondamentale diventerà la tenuta di questi sostegni, per evitare un ulteriore indebolimento delle azioni. In quel caso un prossimo obiettivo sarebbe posto sui 29 euro e a seguire i 27,5 euro. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere persi, il titolo dovrebbe andare a mettere sotto pressione il bottom degli ultimi 5 anni a 25,5 euro.
Al contrario, solo con il recupero degli ex supporti violati in queste ore e situati sui 35 euro, che le azioni potrebbero porre le basi per un recupero. Il primo obiettivo sarebbe situato sui 37 euro e a seguire i massimi degli ultimi 3 mesi in area 38,7 euro. Il superamento di queste aree dovrebbe far proseguire il recupero verso la soglia dei 40 euro e successivamente i 40,8-40,9 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo.
Sopra questi livelli si avrebbe un indebolimento della pressione ribassista, con prossimi target i 42,5-43 euro e a seguire la soglia dei 45 euro.
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