I dazi USA sulle auto stanno per entrare in vigore. Domani il presidente degli Stati Uniti
Donald Trump farà l'annuncio definitivo e non è escluso che potrebbe aggiungere nuove tariffe, che partiranno dal 3 aprile. C'è molto fermento nel settore automobilistico nella valutazione delle contromisure per mitigare il danno creato dai provvedimenti trumpiani.
Due gruppi imprenditoriali del Michigan - la Camera regionale di Detroit e MichAuto, un'associazione del settore automobilistico e della mobilità - hanno inviato una lettera alla Casa Bianca cercando di far desistere l'amministrazione USA dal mettere in atto il progetto. "L'aumento dei costi causerà notevoli disagi lungo tutta la catena di approvvigionamento e, cosa forse più importante, porterà a significativi aumenti del costo dei veicoli per i consumatori americani", si legge nella missiva.
Tuttavia, questi tentativi sembrano destinati a cadere nel vuoto, dal momento che il governo insiste sulla necessità delle case automobilistiche di spostare la produzione negli Stati Uniti per evitare le imposizioni. Mercedes-Benz, uno dei colossi dell'automotive che risentirà maggiormente dei dazi USA, cerca di correre ai ripari aumentando il livello di scorte in USA sia riguardo le vendite all'ingrosso che presso i concessionari.
Lo scopo è di anticipare le tariffe in vigore dal 3 aprile. Secondo i dirigenti del produttore tedesco, le tariffe impatteranno sul margine per 2,5 punti percentuali. Margine che per il primo trimestre 2025 è previsto del 6,4%, con un utile di 1,57 miliardi di euro, secondo gli analisti di Bernstein e Jefferies. I dati saranno pubblicati il 30 aprile.
Le aziende di Detroit (General Motors, Ford e Stellantis), alle quali si è aggiunta Toyota, hanno denunciato che le tariffe aumenteranno i costi dei veicoli. Hyundai ha detto ai concessionari di auto che potrebbero dover adeguare i prezzi. Tra l'altro, c'è il rischio che l'aumento dei prezzi dei veicoli nuovi spinga alcuni proprietari a tenere più a lungo le auto usate, facendone a loro volta incrementare i prezzi.
Auto: non solo dazi, in USA anche le emissioni
Un altro tema molto caldo relativo al settore delle auto in questo momento è quello delle emissioni. Nei giorni scorsi Trump ha avuto un incontro con il presidente di Stellantis, John Elkann, con il quale ha discusso degli standard ambientali. Il tycoon ha detto che i limiti imposti dal suo predecessore Joe Biden sono troppo onerosi e pertanto cercherà di ripristinare lo status delle emissioni che vigeva nel 2020. "Le restrizioni all'inquinamento esistenti in tutto il mondo non fanno differenza per l'ambiente, ma rendono impossibile costruire automobili", ha aggiunto.
Un ritorno al 2020 significa in termini pratici un limite di inquinamento da gas serra di 204 grammi per miglio per le auto e 284 grammi per miglio per i camion leggeri. Ciò stravolge un modello molto più rigoroso imposto da Biden che prevede il limite di emissione di anidride carbonica dallo scarico a 170 grammi per miglio per il 2027 e a soli 85 grammi per miglio nel 2032. Il programma di Trump probabilmente si andrà a scontrare con i sostenitori dell'ambiente, ma anche con gli scienziati che sostengono la riduzione di gas serra per contenere il riscaldamento globale. Una delle fonti di inquinamento principali negli Stati Uniti è proprio il settore dei trasporti, affermano gli esperti.