Negli ultimi anni le Trading Firm non bancarie, tra Hedge Fund e società di trading proprietario, hanno assunto un ruolo sempre più centrale nei mercati finanziari globali, modificandone struttura e dinamiche di rischio.
La loro espansione, sostenuta da un forte aumento degli asset gestiti e dei ricavi, sta ridefinendo gli equilibri dell’ecosistema finanziario, con implicazioni rilevanti anche per le grandi banche internazionali. È quanto emerge da una recente ricerca condotta da S&P Global Ratings: “Systemic Risk: Trading Firm' Expansion Affects Selected Ratings”. Vediamo tutto quello che c’è da sapere.
Hedge Fund e Trading Firm: crescita senza precedenti
Il peso delle Trading Firm non bancarie è aumentato in modo significativo negli ultimi cinque anni. Gli asset gestiti dagli Hedge Fund hanno superato i 5.000 miliardi di dollari, mentre le principali società di trading proprietario - come Citadel o Jane Street - hanno generato ricavi complessivi per circa 40 miliardi di dollari nel 2024.
Questi operatori sono oggi attivi su un’ampia gamma di mercati, dai titoli di Stato alle opzioni azionarie, contribuendo in modo rilevante alla liquidità e alla formazione dei prezzi. Il loro ruolo è destinato a crescere ulteriormente, anche grazie all’evoluzione tecnologica e all’uso intensivo di strategie algoritmiche.
Il ruolo chiave delle banche: il “markets financing”
Alla base di questa espansione c’è il supporto fornito da un numero ristretto di grandi banche globali, che offrono servizi di finanziamento e infrastruttura operativa alle Trading Firm. Questo insieme di attività, noto come markets financing, include leva finanziaria, prestito titoli, esecuzione degli ordini e servizi di clearing.
Negli Stati Uniti, il credito di prime brokerage verso Hedge Fund ha raggiunto circa 2.500 miliardi di dollari nel 2024, raddoppiando in quattro anni. Per le banche, queste attività rappresentano una fonte crescente di ricavi - oltre 24 miliardi di dollari nel 2025 - ma anche un significativo assorbimento di capitale e liquidità.
Banche e Trading Firm, un equilibrio delicato: benefici e rischi
Il rapporto tra banche e Trading Firm è caratterizzato da un equilibrio complesso. Da un lato, il markets financing genera entrate stabili e rafforza le relazioni con clienti istituzionali altamente profittevoli. Dall’altro, espone gli istituti a rischi di controparte, di mercato e di liquidità.
L’elevato livello di leva finanziaria è uno degli elementi più critici: gli Hedge Fund operano mediamente con una leva di circa 10 volte il capitale, che può salire fino a 12 volte per i player più grandi. Questo amplifica i rendimenti, ma anche le perdite in caso di shock di mercato.
Strategie a leva e vulnerabilità nei mercati obbligazionari
Un esempio emblematico è rappresentato dalle strategie basis trade sui titoli di Stato, in cui gli Hedge Fund sfruttano differenze di prezzo tra mercato cash e futures utilizzando leva finanziaria. Queste operazioni, pur generando margini contenuti per singola posizione, richiedono un ampio ricorso al finanziamento tramite repo.
La concentrazione di queste strategie in pochi operatori e la loro dipendenza dalla leva possono aumentare la volatilità in caso di disimpegno rapido. Episodi recenti hanno mostrato come la liquidazione forzata di posizioni possa innescare movimenti bruschi sui prezzi, con potenziali ripercussioni sull’intero sistema finanziario.
Concentrazione e interconnessione: il rischio sistemico
Il crescente peso delle Trading Firm si accompagna a un’elevata concentrazione del mercato. Alcuni operatori dominano specifici segmenti: ad esempio, singole società gestiscono oltre il 20% dei volumi nel mercato azionario statunitense o una quota significativa degli ETF.
Questa concentrazione, unita all’interconnessione con le banche, aumenta il rischio sistemico. In scenari di stress, il default o il deleveraging di un grande operatore potrebbe avere effetti amplificati, trasmettendosi rapidamente attraverso il sistema finanziario.
Hedge Fund e Trading Firm: regolamentazione e prospettive future
Le autorità di vigilanza stanno iniziando a prestare maggiore attenzione al settore, cercando di bilanciare stabilità finanziaria e competitività dei mercati. Tuttavia, pressioni politiche e esigenze di crescita economica potrebbero portare a un allentamento di alcune regole, favorendo un’ulteriore espansione del leverage.
Nel complesso, il sistema appare oggi resiliente, grazie anche ai miglioramenti nella gestione del rischio introdotti dopo eventi critici passati. Tuttavia, l’aumento della leva, delle valutazioni e dell’interconnessione rende l’ecosistema intrinsecamente più fragile.