Ursula von der Leyen: chi è la Presidente della Commissione UE | Investire.biz

Ursula von der Leyen: chi è la Presidente della Commissione UE

28 mar 2020 - 08:00

30 nov 2022 - 21:07

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Studi, incarichi e vita di Ursula von der Leyen, ex Ministro della difesa del Governo di Angela Merkel ora alla guida della Commissione Europea. Ecco cosa sapere di lei

Ex ministro della Difesa del Governo Merkel, Ursula von der Leyen è la prima donna Presidente della Commissione Europea. Dopo poco più di 100 giorni dall’inizio del suo mandato, oggi si trova ad affrontare la più grave epidemia nel Vecchio Continente dall’influenza spagnola: la pandemia di Coronavirus. Ecco sua storia. Nata l’8 ottobre 1958 a Albrecht, in Belgio, Ursula Gertrud von der Leyen è una politica tedesca ed esponente di punta del partito Cristiani Democratici Uniti. Dal 1° dicembre 2019 è Presidente della Commissione Europea, la prima donna in questo incarico. Ecco tutto quello che c’è da sapere su di lei.

 

Gli studi universitari e la fuga a Londra

Figlia di Ernst Albrecht, ex ministro-presidente della Bassa Sassonia, von der Leyen trascorre gran parte della sua infanzia in Belgio, dove frequenta la scuola europea di Bruxelles dal 1964 al 1971. Successivamente studia presso il liceo scientifico di Lehrte e, una volta ottenuto il diploma, studia Archeologia dal 1976 al 1977.

Tra il 1977 e il 1980 cambia materia e intraprende gli studi di Economia a Gottinga e Münster. In Germania sono gli anni del terrorismo rosso e, per un periodo nel 1978, Ursula si rifugia a Londra, dove vive sotto il falso nome di Rose Ladson. Durante la sua permanenza nella capitale inglese studia alla London School of Economics and Political Science. Nel 1980 cambia nuovamente interessi: rientrata in Germania, inizia gli studi in Medicina presso la Scuola Superiore di Medicina di Hannover, dove si laurea nel 1987.

Nel 1991 la von der Leyen ottiene la laurea magistrale in Medicina, anche se nel 2015 viene accusata di plagio per la sua tesi. Una commissione universitaria ha successivamente stabilito che le omissioni sarebbero state involontarie e non avrebbero riguardato l’argomento centrale della sua tesi.

Solo un anno più tardi segue il marito, che aveva ricevuto un incarico accademico presso l'Università di Stanford, in California, per poi rientrare in Germania nel 1996. Nel 1998 comincia a insegnare a Hanover nel dipartimento di Epidemiologia e Medicina sociale della facoltà di Medicina.

 

Attività politica in Germania

La sua carriera politica inizia nel 2001, quando ottiene un mandato locale presso la regione di Hannover, che abbandonerà tre anni dopo. Il 2 febbraio 2003 è eletta deputata al Landtag della Bassa Sassonia. Il 4 marzo dell’anno dopo, a seguito della vittoria di Christian Wulff, diventa Ministro degli Affari Sociali, delle Donne, della Famiglia e della Salute della Bassa Sassonia.

Due anni più tardi, è scelta dalla Cancelliera Angela Merkel per diventare Ministro della Famiglia. Molto vicina alla Cancelliera, lancia una politica familiare basata sullo sviluppo degli asili nido, per permettere alle donne tedesche di conciliare la vita lavorativa ed il loro ruolo di madri. Nel 2009 viene confermata come Ministro della Famiglia e successivamente, a seguito delle dimissioni di Franz Josef Jung, viene nominata Ministro del lavoro e degli affari sociali.

La von der Leyen fu la prima a imporre i congedi obbligatori di paternità in Germania, portando a compimento un progetto a cui aveva lavorato il precedente governo socialdemocratico. Inoltre, ha introdotto una legge per la tutela dell’infanzia, che ha destinato 4.3 miliardi di euro alla creazione di strutture per bambini in tutto il Paese.

Nel dicembre del 2013 diventa Ministro della Difesa, durante il terzo mandato al governo della Merkel, diventando così la prima donna in Germania a occupare questo incarico. Nel 2019 promuove la politica del governo tedesco sulle esportazioni di armi in Arabia Saudita e Turchia.

 

Presidente della Commissione europea


Il 2 luglio 2019, dopo numerose riunioni e a seguito di un negoziato finale protrattosi per tre giorni, la von der Leyen è stata designata dal Consiglio europeo alla carica di Presidente della Commissione europea.

Dopo aver presentato le sue linee guida con un discorso che ha convinto diversi europarlamentari indecisi, il Parlamento europeo ha dato seguito a tale nomina il 16 luglio, eleggendola con 383 voti favorevoli, 327 contrari, 22 astensioni e una scheda nulla. Una vittoria con appena nove voti di scarto rispetto a quelli necessari.

Risultarono decisivi i voti del Movimento 5 Stelle (14 europarlamentari) e dei conservatori polacchi di Diritto e Giustizia (26 seggi), che solo all’ultimo momento hanno deciso di esprimersi favorevolmente a sostegno della Presidente designata. Il giorno successivo von der Leyen si è dimessa dall'incarico di ministro della Difesa, lasciando il posto ad Annegret Kramp-Karrenbauer, per dedicarsi alla formazione della sua commissione.

L’emergenza Coronavirus e il suo “whatever it takes”

Dopo poco più di 100 giorni dall’inizio del suo mandato, la von der Leyen si è trovata ad affrontare la più grave epidemia nel Vecchio Continente dai tempi dell’influenza spagnola all'inizio del ventesimo secolo. “Faremo tutto il necessario per sostenere l’economia europea” ha detto Ursula Von der Leyen cancellando le parole funeste di Christine Lagarde ed evocando il celebre “Whatever it takes” di Mario Draghi, di recente adottato anche dal G20.

Il 16 marzo 2020, in piena emergenza Coronavirus, la Presidente ha proposto la chiusura delle frontiere di 26 Stati membri dell'UE per 30 giorni (ulteriormente prorogabili qualora si rendesse necessario). La proposta ha ricevuto l'approvazione del Consiglio d'Europa svoltosi il giorno successivo, che ha lasciato ai singoli Stati la loro concreta implementazione.

Sotto la von der Leyen la Commissione Europea ha sospeso le regole del Patto di stabilità e quelle sugli aiuti di Stato non solo per fronteggiare la pandemia, ma anche i suoi effetti secondari, come gli aiuti per tenere a galla le imprese, i lavoratori, le banche e i servizi finanziari e altri settori a rischio.

Rivolgendosi all’Italia, in italiano, ha detto: “Il vostro sforzo e il vostro esempio sono preziosi per tutti i cittadini europei. In Europa stiamo seguendo con preoccupazione ma anche con profondo rispetto e ammirazione quello che state facendo. L’Italia è parte dell’Europa e l’Europa soffre con l’Italia. In questo momento in Europa siamo tutti italiani”.

 

Vita privata

Ursula von der Leyen è sposata con il medico e imprenditore Heyko von der Leyen, discendente di una nota famiglia aristocratica tedesca, che ha conosciuto ai tempi dell'università. La coppia ha sette figli nati fra il 1987 e il 1999, tra cui due gemelle: David (1987), Sophie (1989), Donata (1992), le gemelle Victoria e Johanna (1994), Egmont (1998) e Gracia (1999).

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