I SEGRETI degli OSCILLATORI: dalla teoria di Dow allo Stocastico | Investire.biz

I SEGRETI degli OSCILLATORI: dalla teoria di Dow allo Stocastico

Era il 1970 quando George Lane ebbe una intuizione che avrebbe rivoluzionato il mondo della finanza mondiale e che avrebbe segnato la nascita degli oscillatori...

Avete presente quelle linee colorate che si vedono spesso sui grafici dei traders e degli analisti finanziari? Sono gli indicatori e gli oscillatori dell’analisi tecnica, degli speciali algoritmi che consentono di interpretare l’andamento dei prezzi, grazie ad una rielaborazione dei dati storici.

Prima di entrare nel dettaglio di questo tipo di strumenti, capendone il funzionamento, dobbiamo fare un passo indietro e capire quali sono i vari passi che hanno portato all’invenzione di questi strumenti. Il primo ad intuire che i prezzi di borsa fossero prevedibili fu Charles Dow.

L’ideatore del noto indice fu il primo a capire che i prezzi, in un trend al rialzo, creavano massimi e minimi crescenti ed in un trend al ribasso, gli stessi prezzi, creavano massimi e minimi ribassisti. Sembra una banalità, ma quel principio vale ancora oggi.

Fu poi George Lane, nel 1970, ad andare oltre questa intuizione, capendo che in un trend rialzista i prezzi di chiusura tendono ad avvicinarsi al massimo del range di prezzo, in un down trend i prezzi di chiusura tendono ad avvicinarsi al minimo del range.

Fu questa intuizione a permettere la nascita degli oscillatori, semplici formule matematiche che, applicate ai prezzi, permettono di disegnare sul grafico delle linee che consentono l’interpretazione del grafico e del trend.

 

La nascita dello stocastico: il più famoso tra gli oscillatori dell’analisi tecnica

Fu proprio George Lane che, in seguito ad avere avuto l’intuizione vista prima, invento lo stocastico.
L’oscillatore è costruito in modo tale che i suoi prezzi oscillino tra un livello minimo di 0 ed un massimo di 100. Quando i prezzi sono al di sopra della soglia centrale di 50, possiamo affermare che il trend è rialzista, quando i prezzi sono sotto tale soglia, il trend è ribassista.

L’informazione più interessante che possiamo estrapolare da questo indicatore però è collegata a quelle che, tecnicamente, possiamo chiamare le “divergenze”. Grazie allo stocastico, per esempio, possiamo sapere se un nuovo massimo è un vero nuovo massimo, che porterà a ulteriori rialzi, oppure se è un massimo che è stato segnato con una forza inferiore rispetto al precedente e che, quindi, sfocerà in una fine del trend rialzista, lasciando posto ad un nuovo trend al ribasso.

 

Stocastico ed applicazione ai vari timeframe

Il bello dello stocastico (e di tutti gli altri indicatori dell’analisi tecnica) è che possono essere applicati con facilità ad ogni timeframe. Partendo dal grafico o settimanale, possiamo facilmente applicare questa formula fino al più piccolo dei time frame.

L’analisi multi time frame è qualcosa che consigliamo di applicare a qualsiasi strumento finanziario. Se per esempio sul grafico giornaliero capiamo che i prezzi sono in procinto di segnare un minimo, sul grafico orario andremo alla ricerca di opportunità rialziste.

Allo stesso tempo, se sul grafico o giornaliero lo stocastico ci suggerisce che i prezzi sono in un trend ribassista, sul grafico orario non faremo altro che concentrarci sulle opportunità al ribasso, ottimizzando cosi le nostre chance di ottenere un profitto dal nostro trading.

 

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1 - Commento

Alessandro Piergentili

Alessandro Piergentili - 30 gennaio 09:05 Rispondi