Wall Street: il 19 ottobre S&P 500 a 3.000 punti, ecco perché | Investire.biz

Wall Street: il 19 ottobre S&P 500 a 3.000 punti, ecco perché

L'S&P 500 è entrato in un mercato ribassista una volta che è sceso del 20% dal picco. Per la storia potrebbe scivolare fino a 3.000 punti, ecco quali sono le ragioni

Wall Street sta per entrare in un mercato ribassista per quanto riguarda l'S&P 500. Il principale indice borsistico americano è sceso in questi giorni del 20% dal suo picco, prima di un lieve rimbalzo. Quella soglia, una volta violata, fa entrare ufficialmente un benchmark in un trend discendente. Stando ai dati di Bank of America, negli ultimi 140 anni, in 19 mercati ribassisti vi è stato un calo medio del 37,3% nell'arco di 289 giorni. Questo significa che l'S&P 500 dovrebbe toccare il fondo a 3.000 punti esattamente il 19 ottobre, se dovesse mantenere la tendenza storica. Il team di BofA trova delle ragioni sostanziali al di là delle statistiche perché il mercato continui il suo percorso di discesa.
 
La banca d'affari sottolinea come le Autorità fiscali e monetarie abbiano inondato il mercato di 23.000 miliardi di dollari a livello globale nel 2020 e di altri 9.000 miliardi nel 2021. Ora le loro politiche si stanno invertendo, con un drenaggio di 2.000 miliardi di dollari quest'anno. Già questo potrebbe essere sufficiente per mettere in allerta i rialzisti. BofA inoltre sottolinea come l'inasprimento della Federal Reserve sia appena iniziato, con 2 rialzi dei tassi quest'anno e ancora nessuna contrazione del bilancio da quasi 9.000 miliardi di dollari. Adesso tra giugno e luglio ci saranno 2 strette sul costo del denaro da mezzo punto in ogni riunione, secondo gli analisti della banca. BofA quindi mantiene un obiettivo di 3.600 punti per l'S&P 500.
 
 

Wall Street: prevale la prudenza tra gli analisti

Altri analisti sono sulla stessa lunghezza d'onda di Bank of America. Evercore ISI elenca una sfilza di motivi che interessano lo stato di salute dell'economia americana per essere negativi, come il calo delle vendite delle case esistenti, l'indebolimento del sentiment dei costruttori di case, l'aumento delle richieste di disoccupazione, il calo delle vendite al dettaglio e l'ampliamento degli spread creditizi aziendali.
 
Secondo una nota di JP Morgan, sebbene i prezzi delle case abbiano continuato a salire, la ricchezza delle famiglie con il calo dei prezzi di azioni e obbligazioni si è ridotta di 8.000 miliardi di dollari quest'anno. Questo significa che le persone spenderanno meno per consumi e investimenti, ancora più con un'inflazione a livelli così alti.
 
Per gli strategist di BCA Research, questo apparentemente non è il momento per essere rialzisti, tuttavia tra 6 mesi le cose potrebbero cambiare. Allora l'inflazione diminuirà e la crescita avrà un'accelerazione, sostiene il team guidato da Peter Berezin. In questo momento poi a livello generale le valutazioni sono meno impegnative, con le azioni globali che scambiano a 15,3 volte gli utili attesi.
 
 
 

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