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Market Sentiment Indicator: cos'è e come funziona

Cosa è il Market Sentiment Indicator (MSI)? Come funziona e come viene costruito? Ecco quello che c’è da sapere sull’indicatore sviluppato da Morgan Stanley

Il Market Sentiment Indicator (MSI) è un indicatore sviluppato da Morgan Stanley. L'MSI mira a fornire una guida tattica sugli “asset rischiosi”. In sostanza, il Market Sentiment Indicator aggrega dati di sondaggio, posizionamento, volatilità e momentum per quantificare lo stress e il sentiment del mercato. Vediamo insieme tutti i dettagli.

 

Market Sentiment Indicator (MSI): le metriche prese in considerazione

Come accenato precedentemente, il Market Sentiment Indicator è un indicatore sviluppato da Morgan Stanley che mira a fornire una guida tattica sugli asset considerati rischiosi. L’MSI aggrega dati di sondaggio, posizionamento, volatilità e momentum per quantificare lo stress e il sentiment del mercato. Vediamo una panoramica delle metriche di sentiment principali.

1) Sondaggi sul sentiment: Dal 1987 l'American Association of Individual Investors (AAII) ha condotto un sondaggio, chiedendo ai suoi membri una semplice domanda - "in che direzione ritiene che il mercato azionario sarà nei prossimi sei mesi?" Ogni settimana pubblica la proporzione di voti rialzisti, ribassisti e neutrali.

In modo simile, Investors Intelligence pubblica dal 1963 un Advisors' Sentiment Report, che classifica i consigli d'investimento dei redattori indipendenti di newsletter sul mercato azionario (che non sono affiliati a broker o fondi comuni) in raccomandazioni rialziste, ribassiste e neutrali. La compensazione dei voti rialzisti rispetto a quelli ribassisti crea una serie in cui i valori alti suggeriscono un sentimento rialzista (e i valori bassi suggeriscono un sentimento ribassista).

2) Volatilità: Una volatilità più alta è tipicamente un segno di maggiore stress o pessimismo nel mercato. La volatilità implicita suggerisce quanto gli investitori si aspettano che i mercati siano turbolenti ed è quindi spesso un buon indicatore del sentiment del mercato.

Possiamo considerare l'indice VIX così come la sua curva dei futures. Per esempio, ci si potrebbe aspettare che lo spread tra il terzo e il primo future del VIX sia inclinato verso l'alto, cioè più incertezza più avanti nel tempo. Una curva invertita implica più incertezza a breve termine, cioè aspettative ribassiste.

Un'altra metrica è il rapporto equity put/call. Una maggiore domanda di opzioni put rispetto a quelle call indica una maggiore proporzione di investitori che cercano di proteggere il ribasso rispetto a quelli che si aspettano di guadagnare dal rialzo di un'azione o di un indice, cioè, una lettura più alta indica più pessimismo.

Infine, si considera anche l'indice di correlazione implicita CBOE, che misura la correlazione media tra i rendimenti dei prezzi impliciti nelle opzioni dell'indice S&P 500, e le opzioni su singole azioni dei 50 maggiori componenti dell'S&P 500.

3) Posizionamento: I dati di posizionamento degli investitori forniscono un'utile indicazione del sentiment degli operatori verso un particolare asset. Mentre un posizionamento più alto segnala opinioni positive degli investitori, un posizionamento estremo è spesso citato come un segnale contrarian, dove un posizionamento estremo lungo/corto significa rispettivamente rendimenti futuri scarsi/migliori. Morgan Stanley considera anche i dati sulla leva netta HF del proprio team di prime brokerage come misura del posizionamento degli investitori.

4) Momentum: I cambiamenti nel sentiment possono essere misurati in base alla persistenza, ad esempio il momentum a 1 mese, o all'intensità, ad esempio i crossover delle medie mobili. I cambiamenti nell'andamento dei prezzi azionari globali o degli spread di credito possono segnalare il miglioramento/deterioramento del sentiment.

Altri indicatori tecnici spesso utilizzati sono la quota di azioni che raggiungono nuovi massimi rispetto a nuovi minimi e l’indicatore RSI che intende identificare se l'attività sottostante è ipercomprata o ipervenduta. L’RSI oscilla tra 0 e 100, con una lettura superiore a 70 che indica che l'asset è ipercomprato e una lettura inferiore a 30 che suggerisce che è ipervenduto.

 

Market Sentiment Indicator (MSI): la costruzione dell’indicatore

Morgan Stanley ha identificato dieci metriche e calcolato una media ponderata dei loro z-score semestrali. Un punteggio elevato indica propensione al rischio/ottimismo, mentre un punteggio basso indica avversione al rischio/pessimismo.

Vengono selezionate le metriche con i punteggi più alti e tra diversi gruppi (sondaggio, volatilità, posizionamento e momentum), e tra diverse classi di attività (per esempio, volatilità azionaria e momentum dei tassi).

Le metriche selezionate vengono combinate in una misura aggregata del sentiment ponderando equamente ciascuno dei quattro gruppi (sondaggio, volatilità, posizionamento e momentum). L'indicatore viene poi smussato calcolando una media mobile esponenziale a 5 giorni. I seguenti componenti costituiscono l’MSI.

 

1. Dati del sondaggio

a. AAII survey sul sentimento degli investitori netti

b. Intelligent Investor Sentiment survey

 

2. Dati sulla volatilità

a. Indice VIX

b. Rapporto put-call

c. Indice di correlazione implicita CBOE

 

3. Dati di posizionamento

a. S&P 500 posizionamento netto CFTC

 

4. Dati sul momentum

a. Quota di azioni globali ai massimi di 52 settimane meno i minimi di 52 settimane

b. RSI a 9 giorni delle azioni globali

c. Incrocio della media mobile esponenziale a cinque giorni contro quella a 20 giorni

i. Rendimento trentennale USA

ii. Spread del credito sovrano EM $

 

 

Market Sentiment Indicator (MSI): determinazione e interpretazione dei segnali

I segnali di risk-on/risk-off sono basati sia sul livello che sulla variazione dell’indicatore. Valori estremi determinano segnali contrarian statisticamente significativi per le azioni globali, ma è migliore nell'identificare le opportunità di acquisto rispetto a quelle di vendita.

 

  • Livello: I livelli di soglia dell'indicatore sono determinati creando dei limiti (+/- 0,5) intorno alla media mobile esponenziale a sei mesi dell'indicatore. Secondo gli esperti le soglie che si muovono con l'indicatore stesso catturano meglio gli estremi rispetto a soglie fisse. Un segnale di risk-on/risk-off viene determinato solo se l'indicatore è stato sotto/sopra la soglia inferiore/superiore negli ultimi 22 giorni lavorativi.
  • Variazioni: Se la prima condizione è soddisfatta, il segnale è basato sul cambiamento a tre giorni dell'indicatore. Per esempio, se l'indicatore è stato sotto la soglia inferiore e sta salendo, si considera come un segnale di rischio. Poiché l’indicatore è smussato (con una media mobile esponenziale a 5 giorni), una finestra più breve (per misurare il cambiamento) è più tempestiva nella generazione del segnale. Allo stesso tempo, determinare un segnale basato su cambiamenti giornalieri significherebbe che i segnali sono meno persistenti.

 

Gli esperti evidenziano che il miglioramento/deterioramento del sentiment è un segnale più potente per i rendimenti futuri rispetto ai soli livelli estremi. I rendimenti forward di una settimana per le azioni globali sono statisticamente sopra/sotto la media durante il segnale positivo/negativo di MSI (+0,2%/-0,3%). Gli sharpe ratio sono stati migliori con i "buy" che con i "sell". Questo risultato ha retto il test out of sample dal 2018 a oggi.

I segnali risk-on producono rendimenti e tassi di successo migliori della media, sia dentro che fuori dal campione. Inoltre anche la rotazione tra azioni e obbligazioni basata sui segnali di sentiment può migliorare i rendimenti del portafoglio, ottenendo un rendimento annualizzato del 7,9% rispetto a un benchmark 60/40 azioni/obbligazioni del 5,7% (dal 2006), evidenzia Morgan Stanley.

Ci sono anche degli svantaggi: molti indicatori tattici (compreso questo) presuppongono che le letture estreme si normalizzino. In una forte crisi, questo costrutto può fallire. Gli estremi persistenti o il sentiment range-bound possono far venire meno le logiche che stanno dietro alla costruzione dell’indicatore.

 

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