USA: nel 2021 boom di aperture di negozi fisici, ecco perché | Investire.biz

USA: nel 2021 boom di aperture di negozi fisici, ecco perché

Per la prima volta da 4 anni negli Stati Uniti i negozi fisici aperti sono stati maggiori di quelli chiusi nel 2021. Ci sono 4 ragioni che spiegano il fenomeno, vediamole

Uno dei risultati più drammatici della pandemia e che ha condizionato la vita delle persone in questi 2 anni è stata la chiusura di molti negozi fisici, a causa di lockdown e quarantene. Purtroppo molti hanno chiuso definitivamente, messi in ginocchio da una crisi economica per cui è stato poi impossibile rialzarsi.

Negli Stati Uniti quest'anno però si è verificato un fenomeno molto incoraggiante, per quanto inaspettato: per la prima volta dal 2017 il numero di negozi fisici aperti presumibilmente sarà maggiore di quanti ne chiuderanno.

Il risultato è straordinario soprattutto alla luce di quanto molti pensavano finora, ovvero che il Covid-19 avesse impresso un cambiamento irreversibile in alcune abitudini dei consumatori come una maggiore tendenza verso l'e-commerce. Il dato potrà essere ancora più interessante alla fine dell'anno, quando ci sarà il resoconto degli acquisti delle persone che si riverseranno nelle strade durante le festività, a partire da quella di oggi del Black Friday.

 

USA: 4 ragioni della rinascita dei negozi fisici

Tra i settori dove vi è stata una presenza maggiore di aperture dei negozi fisici vi sono quelli alimentari, dei beni di massa, dei discount e delle drogherie. Ancora in difficoltà invece si trovano i grandi magazzini e i rivenditori specializzati, che soffrono un numero di chiusure superiore alle aperture. Ma quali sono le ragioni per un ritorno di moda dei negozi fisici? Se ne possono individuare diverse.

In primis le persone hanno sentito la necessità del luogo fisico come occasione per uscire e svagarsi nello shopping, dopo molti mesi in cui sono state costrette a stare chiuse in casa per la pandemia. Questo è un effetto che forse alcuni avevano trascurato quando parlavano di cambiamenti irreversibili nelle scelte dei consumatori.

In secondo luogo i negozi fisici rimangono un importantissimo appoggio per quelli online, dove gli acquirenti possono ritirare e restituire la merce acquistata su internet. Ancor più questo nelle festività, durante le quali i corrieri saranno sopraffatti dagli ordini e ci saranno ritardi e disagi nelle consegne.

In terzo luogo è salito in maniera eccezionale il costo per acquisire clienti online, al punto che è diventato meno oneroso gestire un negozio fisico. Secondo un'indagine di ProfitWell, produttore di software che aiuta le società a fidelizzare i clienti, è emerso che i costi di acquisizione dei clienti digitali è aumentato negli ultimi 5 anni quasi del 50%. Le spese riguardano gli annunci Google e Facebook, la ricerca a pagamento e la creazione di contenuti.

Questo aumento è dettato dal fatto che ci sono più marchi rispetto al passato che spendono di più per il marketing digitale. La cattiva notizia è che tali costi sono destinati ad aumentare ora che colossi come Apple e Google limitaranno l'uso dei cookie, rendendo più onerosa la ricerca sulle preferenze dei consumatori.

Infine i nuovi negozi nati dopo la pandemia sono diversi rispetto al passato. Molti sono più piccoli, il che comporta un minore dispendio in termini di affitti. Ma soprattutto vanno al di là dell'esposizione della merce, aggiungendo una maggiore interattività delle persone.

Ad esempio Levi Strauss aprirà 100 negozi di nuova generazione nei prossimi 3-5 anni, che saranno di dimensione più limitata rispetto a quelli esistenti con un risparmio del 15% nella locazione. I locali però disporranno di funzionalità nuove, come reparti di sartoria dove i consumatori possono personalizzare gli indumenti acquistati, sezioni di checkout mobile e l'uso dell'intelligenza artificiale per immagazzinare la merce in base ai gusti delle persone.

 

 

 

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