Fed: effetti su cripto, immobili e inflazione da conferma Powell | Investire.biz
Kimura Trading

Fed: effetti su cripto, immobili e inflazione da conferma Powell

La nomina di Jerome Powell per altri 4 anni come Governatore della Fed avrà effetti importanti su tante aree dell'economia e della finanza. Vediamone insieme alcune

La notizia che Jerome Powell continuerà con un altro mandato ad essere al vertice della Federal Reserve ha scatenato un dibattito su quali potranno essere le ripercussioni sull'economia e sulla finanza statunitensi.

Molti pensano che colui che ha  mantenuto in piedi l'economia USA con le misure di stimolo monetario in questi 2 anni di pandemia non abbandonerà la sua politica accomodante. Questo si ripercuoterebbe sui mercati azionari in maniera positiva, esattamente come è stato in questo periodo dove un fiume di denaro riversatosi in Borsa ha evitato il disastro.

Alcuni invece credono che con Powell si prosegua sulla stessa linea tracciata da qualche mese, ovvero di restringimento dei cordoni della borsa per via dell'inflazione. Qualunque sia l'atteggiamento che da questo momento seguirà la Federal Reserve, il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha voluto dare continuità con la nomina di Powell in un momento molto delicato, dove la ripresa procede a singhiozzo e la pandemia non è stata ancora domata.

 

Jerome Powell: 3 aree influenzate dalla sua conferma

Le sfide che però Powell, insieme al suo vice Lael Brainard, dovrà affrontare sono davvero ardue e andranno a influenzare diverse aree economiche e finanziarie. Vediamone alcune.

 

Criptovalute e azioni tecnologiche

In questi ultimi anni gli assets di rischio come le criptovalute e le azioni tecnologiche hanno conosciuto un periodo di grande spolvero, con il culmine raggiunto nel momento più buio della pandemia. Il motivo è derivato dai tassi d'interesse tenuti a livelli minimi. Le valute digitali sono state avvantaggiate dal fatto che presentavano possibilità di rendimento molto più allettante, viste le alternative. I titoli tech hanno beneficiato di un costo di finanziamento basso per i loro investimenti e di un'attualizzazione dei flussi reddituali a un tasso minore.

Adesso bisognerà vedere cosa farà Powell con i tassi d'interesse. L'intento è quello di procedere con molta cautela nel rialzo del costo del denaro, non prima del 2023 insomma anche a costo di lasciar correre l'inflazione. Se così fosse tutto ciò marcerebbe a favore di cripto e tech. Le valute digitali sarebbero anche scelte dagli investitori come copertura alla crescita dei prezzi, in base alla teoria di alcuni secondo la quale le monete virtuali non perdono il loro valore con un'inflazione più alta, a differenza di altri assets.

 

Immobili

Il mercato immobiliare ha conosciuto anni di positività con Powell al comando della Fed, in quanto i tassi bassi hanno incoraggiato i consumatori a contrarre i mutui e ad acquistare le case. La domanda che ha soverchiato l'offerta ha contribuito a mantenere alte le quotazioni, cosa che potrebbe continuare se una ripresa tentennante convince la Banca Centrale a non alzare il tasso ufficiale di sconto.

Questo impatterebbe positivamente su coloro che vendono immobili, meno sugli acquirenti che si troverebbero prezzi più elevati. La percentuale di americani infatti che pensano che questo sia un buon momento per comprare casa è caduta di 29 punti nel mese di settembre. Una ventata di pessimismo questa che non si vedeva dal 1982, quando i tassi dei mutui trentennali erano arrivati al 15%. L'ideale oggi sarebbe finanziare l'acquisto di una casa ai tassi attuali proprio per proteggersi dall'aumento che inevitabilmente avverrà massimo tra 13 mesi.

 

Inflazione

Questo probabilmente è l'argomento più spinoso che dovrà affrontare Powell nei prossimi mesi, perché da ciò dipenderanno tutte le decisioni a scalare. L'ultima rilevazione dell'Ufficio di Statistica USA ha evidenziato un tasso d'inflazione a ottobre del 6,2%, come mai era successo dal 1990. Il dato ha messo in allarme anche coloro che all'interno del FOMC continuavano a dibattere della transitorietà del fenomeno inflazionistico.

Con un carovita così alto è inevitabile che l'istituto monetario abbia ridotto il piano di acquisti di 120 miliardi di dollari mensili in titoli di Stato e obbligazioni garantite da mutui. Ma sarà abbastanza per allentare la crescita dei prezzi? Gli effetti verranno monitorati costantemente; se l'indice dei prezzi al consumo andrà fuori controllo, nell'estate del 2022 potrebbe arrivare il primo ritocco dei tassi.

 

 

Ogni opinione espressa in questi commenti è unicamente quella del suo autore, identificato tramite nickname collegato alla sua registrazione e di cui si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Investire.biz manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.

0 - Commenti