Stablecoin: Tether rompe peg di $1 e sul mercato si scatena il panico | Investire.biz

Stablecoin: Tether rompe peg di $1 e sul mercato si scatena il panico

Anche la più grande stablecoin perde il suo ancoraggio sul dollaro e fa sorgere molti dubbi agli investitori sulla sicurezza di queste monete. Ecco cosa è successo

Anche Tether ha rotto il peg di 1 dollaro dopo TerraUSD, facendo crollare il mercato delle criptovalute. La stablecoin più grande del mondo è precipitata fino a 95 centesimi, nel panico generale che sta colpendo gli investitori crittografici. Le stablecoin in teoria dovrebbero servire come riserva di valore a cui aggrapparsi in tempi in cui i mercati sono poco stabili. In particolare Tether e USDC, che sono le più grandi in assoluto, dovrebbero essere garantite da una quantità di denaro tale affinché i depositanti possano ricevere il loro denaro quando ne hanno bisogno.
 
A quanto pare questo non sta accadendo. In verità, non sono in pochi a sollevare dubbi sul fatto che Tether abbia risorse sufficienti per eseguire il backup del peg di 1 dollaro, nonostante la società abbia assicurato che tutti i token sono garantiti da dollari tenuti in una riserva. Di fatto è emerso che, per sostenere il proprio token, Tether fa affidamento ad altre attività come forme di debito non garantito a breve termine.
 
Secondo Vijay Ayyar, capo dell’exchange di criptovalute Luno, gli investitori sono entrati nel panico per quanto accaduto con TerraUSD, il che dimostra come l'ambiente sia maturo affinché certi eventi causino increspature nei mercati crittografici.
 

Tether: i motivi del crollo

La discesa di Tether sopraggiunge quindi dopo che la stablecoin di minore dimensione TerraUSD, si è totalmente sganciata dal dollaro USA finendo per affondare sotto i 30 centesimi. Ma come funziona in realtà Tether? La società garantisce rimborsi a 1 dollaro ai clienti verificati, precisando che ciò potrebbe essere ritardato da situazioni in cui le riserve a sostegno del token siano illiquide, indisponibili o subiscano perdite.
 
In condizioni normali, non ci dovrebbero essere problemi, ma il caos scatenato dal crollo di TerraUSD ha determinato il panico in tutto lo spazio crittografico, anche con riferimento ad asset considerati come sicuri. Ciò ha fatto insorgere dubbi sulla solvibilità presso i depositari di monete e fondi, con conseguenti perplessità sulla natura delle riserve di Tether. Quest'ultima però afferma che il token è supportato da una serie di attività basate sul dollaro, come titoli di Stato a breve termine per 35 miliardi di dollari. Tuttavia, c'è da dire che i dati sulle riserve del gruppo non sono stati sottoposti a revisione secondo i principi contabili accettati, tantomeno dalla società sono state fornite informazioni dettagliate sulle sue partecipazioni.
 
Lo scorso anno Tether è stata multata per 41 milioni di dollari dalla Commodity Futures Trading Commission degli Stati Uniti con l'accusa di aver rilasciato dichiarazioni fuorvianti nel periodo che va da giugno 2016 a febbraio 2019. Tali accuse vertevano sul fatto che la società avesse riserve a sufficienza per sostenere le stablecoin. Negli Stati Uniti, le Autorità regolamentari ritengono che le stablecoin rappresentino un rischio per la stabilità finanziaria, in quanto la gran parte di esse non risulta regolamentata. Un recente rapporto della Federal Reserve avverte che le monete potrebbero perdere valore o diventare illiquide durante i momenti di stress. Situazioni che verrebbero esacerbate dalla scarsa trasparenza sulla rischiosità e sulla liquidità degli asset che supportano le stablecoin.
 
 

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