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Criptovalute ecco perché le banche non amano il Dollaro digitale

Federal Reserve e Congresso USA sono al lavoro per lanciare il Dollaro digitale. Eppure le banche USA sono contrarie a questa soluzione. Ecco perchè

L'idea di introdurre un Dollaro digitale sta prendendo sempre più forma all'interno della politica statunitense. Riuscire a fare pagamenti senza commissioni, attese e quant'altro derivi dalla presenza di intermediari, alletta molte persone. Per questo la Federal Reserve e il Congresso USA stanno lavorando di concerto per studiare una soluzione che possa essere adottata nei prossimi anni.

Il consenso politico tuttavia non è unanime. Vi è sempre la paura che un nuovo tipo di criptovaluta possa oscurare la leadership del Dollaro USA come valuta di riserva globale e prescelta nel commercio internazionale e nelle transazioni finanziarie. Ad esempio, l'ex Segretario al Tesoro durante l'Amministrazione Trump, Steven Munchin, si è espresso più volte sulla inopportunità di un Dollaro digitale nell'immediatezza. Viceversa l'attuale Segretario, Janet Yellen, ha manifestato interesse, pur con i dovuti accorgimenti.


Dollaro digitale: perché le banche sono contro

I veri nemici di un biglietto verde virtuale saranno sicuramente le banche USA. L'adozione di questa formula metterebbe a rischio qualcosa come 17.000 miliardi di depositi che rappresentano il core business aziendale. In sostanza, passando al digitale andrebbe a sgonfiarsi la montagna di denaro costituita dal margine di intermediazione, dagli interessi sugli scoperti di conto, dalle commissioni su bancomat e carte di credito, nonché dalle tariffe per la manutenzione del conto.

La conseguenza di un Dollaro digitale controllato dalla FED sarebbe di un potere enorme che acquisirebbe la Banca Centrale nella regolazione del libero scambio nell'economia. Secondo alcuni economisti, tutto questo potrebbe portare a una destabilizzazione assoluta di tutto il sistema bancario, soprattutto se dovesse scoppiare una grande crisi, laddove i depositanti potrebbero ritirare con un solo clic tutti i loro risparmi dalle banche.

Gli istituti di credito inoltre dovrebbero trovare un altro modo per finanziare i loro prestiti. In questo FED e Governo potrebbero venire in soccorso. La prima attraverso il prestito, il secondo fissando ad esempio un tetto alla quantità di valuta digitale che i clienti possono detenere, come avviene in alcuni Paesi come le Bahamas. Tuttavia, c'è chi è contrario a questo tipo di compromesso. Ad esempio, Lev Menand, Consigliere del Tesoro durante l'Amministrazione Obama, ritiene che l'accesso a una valuta digitale controllata da una Banca Centrale dovrebbe essere illimitato, sebbene rientrante in un chiaro disegno di legge approvato dal Congresso.


Dollaro digitale: quali effetti sul mercato

La domanda a questo punto è: a chi giova veramente un Dollaro digitale? Osservando da vicino quali potrebbero essere le conseguenze, si evince che uno degli effetti collaterali che potrebbe produrre è quello di un innalzamento del costo per i mutui richiesti per l'acquisto di una casa, nonché una maggiore difficoltà all'accesso.

Riguardo le grandi aziende, attualmente i pagamenti interbancari transfrontalieri sono diventati super veloci e questo ridimensiona l'appeal di una valuta digitale. Di certo, un rischio molto serio si ha per gli investitori di criptovalute, in quanto finora hanno puntato su alternative d'investimento che fossero più interessanti rispetto al mercato, sopportando anche l'eccessiva volatilità. Proprio quest'ultima potrebbe finire per rendere Bitcoin e simili un sostituto di poco rilievo di una valuta sostenuta dal Governo.

 

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