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Criptovalute: cosa sono e quali solo le AltCoin

Dalla nascita di Bitcoin ad oggi il mondo è sicuramente cambiato, ma l’ha fatto in maniera silenziosa e quasi impercettibile. Con l’invenzione e lo sviluppo di un protocollo open-source, decentralizzato e peer-to-peer, Satoshi Nakamoto ha aperto una nuova possibilità nell’epoca dello sviluppo digitale.

Non soltanto il protocollo Bitcoin in sé, ma la tecnologia base per il funzionamento dello stesso, ossia la Blockchain, hanno attirato moltissimi programmatori e sviluppatori web nel settore da ogni parte del mondo. Se inizialmente era un argomento di nicchia per crittografi e gamers, nel giro di oltre un decennio il movimento rivoluzionario della Blockchain e delle DLT (Digital Ledger Technologies) ha accolto moltissime persone pronte ad innovare.

Col passare degli anni, la spinta innovativa del settore portò alla creazione di centinaia di Blockchain e protocolli alternativi a quello di Bitcoin. Proprio da questa caratteristica deriva il nome conosciuto come AltCoin (o alternative coin in inglese), che rappresenta quindi tutte le criptovalute inventate e sviluppate dalla nascita di Bitcoin.

I primi progetti che furono testati e resi pubblici furono delle vere e proprie copie della criptovaluta numero uno. Pensiamo per esempio a Litecoin (LTC), uno dei primi progetti usciti nel settore come Altcoin e forse il più simile in assoluto: le poche differenze stanno nella velocità di chiusura del blocco (da 10min/blocco BTC a 2,5min/blocco LTC) e nella total supply delle monete (21mln BTC, 84mln LTC). Altre criptovalute sfruttavano sempre lo stesso algoritmo di consenso di Bitcoin (PoW) e cercavano di risolvere o migliorare alcuni features del protocollo proponendo la loro versione.

Col passare degli anni però l’utilizzo di protocolli informatici non in grado di eseguire funzioni più complesse rispetto alle sole finanziarie portò alcuni degli early adopters a sviluppare delle criptomonete più complete, impostate sulla creazione di contratti intelligenti (Smart Contract) in grado di girare automaticamente senza il controllo dell’essere umano.

Nasce così la seconda generazione di criptovalute, con a capo Ethereum, la seconda moneta digitale per capitalizzazione di mercato. Questo progetto diede vita ad una piattaforma decentralizzata, open source e globale per lo sviluppo di Smart Contract creati con un linguaggio di programmazione Turing Completo chiamato Solidity.

Dalla creazione di Ethereum, si sono susseguiti una infinità di progetti con lo scopo di fornire un miglior servizio, una maggiore velocità e con la pretesa di risolvere i problemi tipici delle criptovalute quali scalabilità e volatilità. Gli esempi sono moltissimi, ma rimanendo nei primi 50 posti nella classifica per capitalizzazione di mercato, si possono individuare dei progetti e dei protocolli davvero molto interessanti.

È l’esempio di EOS, di TRON e di Algorand, tutti progetti “decentralizzati” per lo sviluppo di Smart Contract e di DApp (ossia Decentralized Application). Un altro settore in espansione è sicuramente quella delle privacy-coin, ossia quelle monete che mettono la privacy dell’utente davanti a qualsiasi altro parametro, come Monero e ZCash.

Si meritano una menzione anche progetti quali IOTA, NEO, Dash, Stellar, Cardano e Ripple (XRP), che attraverso lo sviluppo rivolto a funzioni ben precise hanno innovato il settore spingendo la ricerca sempre in avanti.

Se da un lato le Altcoin rappresentano una minoranza in cerca di soluzioni a problemi sempre più attuali, la capitalizzazione di mercato di tutte queste criptovalute nei confronti del solo Bitcoin è molto inferiore, dimostrando quanto ancora questo mondo sia in via di sviluppo.

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