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Criptovalute: cos'è e come funziona Aave (V1)

Scopriamo come funziona Aave, un protocollo open source creato al di sopra di Ethereum per il prestito in maniera completamente decentralizzata

Cosa è Aave? Come funziona? Quali sono le sue caratteristiche e come vengono remunerati gli investitori che usano questa piattaforma? Negli ultimi anni la blockchain ha sviluppato una moltitudine di progetti capaci di cambiare gli usi e gli stili di vita di milioni di persone. Scopriamo le caratteristiche di questo progetto che in pochi anni è diventata la seconda piattaforma per capitali bloccati all’interno degli Smart Contract

 

Aave: cosa è e caratteristiche

Aave è un protocollo open source creato al di sopra di Ethereum per la funzione di Lending (prestito) in maniera completamente decentralizzata. Questo progetto è stato lanciato nel novembre 2017 come piattaforma di prestito P2P chiamato ETHLend e ribattezzato successivamente Aave nel settembre 2018. Il nome riprende la parola finlandese “fantasma” e il protocollo è andato live sulla mainnet nel gennaio 2020 con 16 asset supportati di cui 13 da utilizzare come garanzia, ma questo verrà spiegato successivamente. Il codice del protocollo è stato sottoposto a due Audit (controlli) esterni ed è certificato al 95% per grado di sicurezza economica.

Attualmente è la seconda piattaforma per capitali bloccati all’interno degli Smart Contract con quasi 6 miliardi di USD e negli ultimi mesi è costantemente rimasta nella top 3 della DeFi. Oltre al protocollo esiste anche un token AAVE che attualmente si trova nella top 20 per capitalizzazione di mercato con un costo di circa 500 USD e un hard Cap di 16 milioni di token. Ma come funziona esattamente tutto l’ecosistema intorno a questa piattaforma?

 

Il modello di interazione: P2P e P2C

Inizialmente la piattaforma era stata creata per permettere il prestito in maniera decentralizzata tra due utenti. Fu utilizzato quindi un modello peer-to-peer (P2P) che permetteva lo scambio di informazioni e di denaro direttamente tra gli utenti. Questo modello però, si dimostrò poco efficiente in quanto c’era la necessità di avere domanda più che offerta.

Si passò quindi ad un modello peer-to-contract (P2C), utilizzato da gran parte dei protocolli DeFi, in cui i fondi erano depositati all’interno di un contratto apposito che permetteva poi agli utenti l’utilizzo istantaneo riconoscendo ai “lender”, o prestatori, una tassa di interesse. Il modello P2C permette l’interazione di due tipi di utenti all’interno della piattaforma:

 

  • Depositanti, ossia coloro che forniscono liquidità agli Smart Contract e quindi al protocollo, ricevendo in cambio degli interessi,
  • Mutuatari, ossia coloro che chiedono in prestito i soldi agli Smart Contract del protocollo e in cambio pagano la tassa di interesse ricevuta poi da i depositari dopo aver depositato il collaterale (i 13 asset citati in precedenza.

 

Il collaterale, come ad esempio ETH, è fondamentale perché permette alla piattaforma di ripagare in qualsiasi momento il prestito richiesto da parte del mutuatario. Il prestito viene infatti “overcollateralizzato”, ossia per ricevere in cambio token per un valore di X dollari, bisogna dare in garanzia un controvalore di X più una percentuale.

 

Come funziona il meccanismo di reward per i depositanti?

Coloro che depositano liquidità ricevono in cambio degli aTokens, ossia token conformi allo standard ERC20 in un rapporto di 1:1 con la quantità di liquidità fornita. Questi utenti ricevono un interesse sulla liquidità e il tasso è gestito in due modi diversi:

 

  • Tasso Stabile, ossia un tasso fisso che rimane costante nel tempo,
  • Tasso Variabile, ossia un tasso che varia algoritmicamente in base alla domanda e all’offerta e quindi alle condizioni del mercato.

 

L'interesse inizia subito ad accumularsi continuamente, rappresentato da un aumento costante della quantità di aTokens detenuti dal prestatore. Questo flusso di interessi può essere reindirizzato a qualsiasi indirizzo della Blockchain di Ethereum, anche ad indirizzi che sono separati dagli aTokens che rappresentano il capitale sottostante.

Gli utenti possono richiedere dei prestiti dando come garanzia qualsiasi dei 13 asset disponibili. Ovviamente il rapporto di collateralizzazione e la soglia di liquidazione dipendono dal bene a seconda che sia una Stablecoin o una criptovaluta con volatilità più alta. Il protocollo mantiene una riserva di liquidità per garantire il ritiro in qualsiasi momento e dà la possibilità ai mutuatari di entrare e uscire da un prestito decidendo il tasso di interesse da pagare.

 

Cosa sono i Flash Loans?

La piattaforma Aave offre anche i cosiddetti “Flash Loans”, ossia dei prestiti non collateralizzati, dove l’azione di prestito e l’azione di rimborso devono avvenire nella stessa transazione. Questo particolare "prestito" permette di creare dei meccanismi di arbitraggio e liquidazione ed è una feature rivolta agli sviluppatori che apre però a diverse soluzioni nel mondo della DeFi.

 

Aave: la licenza FCA

In uno dei tanti milestone raggiunti da Aave nella sua crescita figura anche una licenza ufficiale rilasciata dalla FCA, o Financial Conduct Autority, del Regno Unito per operare come istituzione di moneta elettronica (e-money) autorizzata. Mentre la piattaforma continua a crescere ci sarà la possibilità di gestire transazioni in valuta fiat senza dover richiedere la certifica di altri intermediari, rendendo così l’on-boarding molto più semplice e immediato per gli utenti interessati.

 

Conclusioni

Aave è senza dubbio uno dei protocolli di DeFi che più sta attirando le attenzioni di utenti e investitori che ne riconoscono le potenzialità. In più, a dicembre 2020, gli sviluppatori del protocollo hanno rilascio una seconda versione di Aave, Aave V2, creando degli use case e delle feature molto interessanti. La DeFi è in continua crescita come dimostrano i quasi 40 miliardi all’interno degli Smart Contract e Aave è uno dei più importanti protocolli al suo interno.

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