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Bitcoin: cosa è la layerizzazione del protocollo

Mentre migliaia di persone si concentrano solo ed esclusivamente sul prezzo e la speculazione di Bitcoin, il protocollo prosegue il suo inesorabile miglioramento attraverso diverse soluzioni che aiuteranno l’adozione di massa.

Se da un lato la Blockchain di Bitcoin si è dimostrata la più robusta per sicurezza e potenza computazionale, dall’altro gli addetti ai lavori continuano a lavorare sui problemi più grossi del protocollo come la scalabilità, la privacy e la volatilità. Il primo problema è quello che sta ricevendo maggiori feedback e proposte da parte dei programmatori in giro per il mondo che lavorano apertamente in cerca di innovazione in un campo ancora inesplorato.

Prima di addentrarci nelle soluzioni per l’innovazione di Bitcoin dobbiamo capire dove si posizionano le stesse in un quadro generale. La Blockchain di Bitcoin e l’algoritmo di consenso dello stesso sono per natura molto resistenti ma forniscono delle feature poco appetibili per la vita di tutti i giorni: 7 TPS (transazioni per secondi) sono niente in confronto a colossi come Visa/Mastercard che possono arrivare fino a decina di migliaia, sommato alla necessità di aspettare delle “conferme” per essere sicuri che la nostra transazione è stata incubata in un blocco on-chain.

È proprio sulla differenza tra on-chain e off-chain che molti sviluppatori si stanno concentrando. Il libro mastro su cui vengono scritte tutte le transazioni, secondo questo modello, funge da base per lo sviluppo del protocollo stesso, creando diversi livelli al di sopra dello stesso. Questo principio si chiama “layerizzazione” di Bitcoin, e comprende una serie di protocolli collegati con la catena di blocchi principale ma che sfrutta l’utilizzo di transazioni off-chain per non pesare sulle già poche transazioni al secondo.

Per comprendere meglio questo funzionamento utilizziamo l’esempio del più famoso protocollo creato sopra Bitcoin in modo da capire i concetti base. Si chiama “Lightning Network” e offre la possibilità di creare un canale di pagamento tra due indirizzi e di scambiarsi BTC in maniera sicura, istantanea, con delle commissioni molto basse e senza dover pesare sulla Blockchain di Bitcoin.

Attraverso questi canali ci possono essere moltissime transazioni, che rimangono nell’ottica di uno scambio fiduciario tra due parti. Nel momento in cui uno dei due partecipanti decide di chiudere il canale, il saldo finale delle transazioni viene registrato on-chain richiedendo l’archiviazione di una singola transazione invece di un numero molto più elevato.

Come possiamo facilmente intuire, questo tipo di soluzione può aiutare notevolmente Bitcoin a scalare, anche se ancora non basta per accogliere una mole di utenti che si aggira nell’ordine dei miliardi.

Altre soluzioni proposte o in fase di sviluppo sono RGB Protocoll, per la creazione di asset digitali basati su Blockchain, Schnorr, uno modo semplice di aggregare più firme digitali all’interno di una singola per aumentare la verifica e il processo di autenticazione, e Segwit (già utilizzato), per aumentare la capacità di un blocco e la malleabilità delle transazioni.

Questi protocolli si inseriscono nella grande famiglia delle BIP (Bitcoin Improvement Proposal), ossia proposte per il miglioramento di Bitcoin, nella quale fanno parte molte idee come P2BT, Drivechain, Dandelion, Liquid, Sidechains, Simplicity, PayJoin e CoinJoin.

Senza dubbio, le idee proposte aiuteranno Bitcoin a diventare un protocollo sempre più completo per gli innumerevoli “use cases” di tutti i giorni. La layerizzazione è il passo evolutivo naturale per lo sviluppo di uno standard che non deve essere utilizzato solo come bene speculativo ma che offre un nuovo modo di risolvere problemi comuni.

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