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Bitcoin: 3 motivi per cui il rally rialzista non riprenderà

Gli operatori di mercato non sembrano più essere attratti da Bitcoin e preferiscono investire su altre criptovalute. Vediamo quali sono tutte le motivazioni

Gli investitori hanno abbandonato Bitcoin? Il mancato ritorno di fiamma per la prima criptovaluta per capitalizzazione una volta respinta dal tentativo di avvicinarsi a 60.000 dollari fa sorgere più di un dubbio. Le quotazioni ora si aggirano intorno ai 54.300 dollari e, con altre valute concorrenti che sembrano essere entrate nelle grazie dei trader, risulta difficile pensare che Bitcoin possa tornare a crescere come prima, almeno nel breve.

Basti pensare che all'inizio del 2021 la capitalizzazione di mercato della moneta virtuale era intorno al 70% sul totale, oggi è scesa sotto il 50%. Per trovare valori più bassi bisogna risalire al 2018 quando la dominance toccò quota 33%.

 

Bitcoin: 3 ragioni per vendere la criptovaluta

In questo frangente storico ovviamente gli operatori di mercato si stanno interrogando su quali possano essere le reali motivazioni per una perdita d'interesse verso Bitcoin. Di fatto, se ne potrebbero individuare 3:

 

1) L'arrivo di Bitcoin sugli Exchange

Quando i trader riportano le criptovalute nei propri account sugli Exchange significa normalmente che sono pronti per la vendita. E negli ultimi tempi si sono registrate delle impennate in tal senso, sebbene il saldo complessivo in questi ultimi 12 mesi sia decresciuto. I dati sono ancora contrastanti, perché vi sono alcuni siti in cui aumentano gli afflussi e altri in cui vi sono deflussi, però questa apparente instabilità non promette nulla di buono.

 

2) L'indice Crypto Fear & Greed segnala avidità

Il sentiment dei trader in questo momento è quello normalmente sbagliato nei mercati finanziari, ossia di avidità. A determinarlo è il Crypto Fear & Greed Index, che rileva l'atteggiamento del mercato di fronte a sentimenti come la paura e l'avidità.

Lo strumento comprende valori da 0 a 100. Un avvicinamento verso lo 0 vuol dire che gli investitori sono molto preoccupati e da quel momento potrebbero scattare gli acquisti. Il contrario succede qualora l'indicatore si trovi in prossimità di 100. A quel punto l'avidità ha preso il sopravvento ed è proprio lì l'attimo in cui potrebbe azionarsi un sell-off.

Di norma, una situazione di allarme si ha una volta che il punteggio supera i 60, a quel punto il sentment di mercato è contrassegnato dall'avidità. Adesso il Crypto Fear & Greed Index segnala per Bitcoin un valore di 68, quindi di pericolo, ancor più se lo si paragona a un punteggio di 27 che aveva il 27 di aprile. Per l'esattezza occorre dire che all'inizio del 2021 si è anche raggiunto un picco di 90, livello che determina una vendita quasi certa.

 

3) Le altcoin esercitano pressione su Bitcoin

L'entusiasmo degli investitori per le altcoin ha spostato l'attenzione generale verso criptovalute come Ethereum, che si è resa protagonista di un rally che l'ha portata a bucare la barriera dei 3.000 dollari, e Dogecoin che sembra oggetto di un trading schizofrenico da parte dei trader dal momento che in una settimana ha praticamente raddoppiato le sue quotazioni.

Ovviamente la volatilità intorno alle altcoin è spesso fuori controllo, di conseguenza con la stessa velocità in cui esse crescono, possono tranquillamente precipitare. Tuttavia secondo alcuni esperti del settore, entro l'anno prossimo la capitalizzazione di mercato di queste criptovalute potrebbe moltiplicarsi del 27.000%. Se così dovesse essere, le prospettive per Bitcoin sarebbero tutt'altro che confortanti.

 

Bitcoin: un segnale di speranza

Nonostante questi venti contrari, nei confronti della criptovaluta numero uno, alcuni analisti invece vedono a breve una ripartenza. Uno di questi è Glassnode, fornitore di ricerche e analisi sulla blockchain. L'esperto segnala che le principali 4 stablecoin, ossia Tether, USD Coin, Binance e Dai hanno aumentato l'offerta ai massimi storici, il che potrebbe essere uno spunto per un nuovo rialzo di Bitcoin.

Glassnode mette in luce il calo della Stablecoin Supply Ratio, che misura l'offerta di Bitcoin divisa per l'offerta delle stablecoin. Questo rappresenta un fattore rialzista perché significa che l'offerta appunto delle stablecoin è aumentata in relazione al rialzo delle quotazioni di Bitcoin.

 

 

 

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