Binance: tra future e token azioni, cosa succede con CONSOB? | Investire.biz
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Binance: tra future e token azioni, cosa succede con CONSOB?

Continua il periodo nero per il più famoso exchange di criptovalute: la Consob ha lanciato un warning su Binance. Cosa sta succedendo? Facciamo chiarezza

Continuano i problemi per uno dei più noti exchange di criptovalute, Binance. Dopo il divieto scattato a fine giugno da parte della Financial Conduct Authority (clicca qui per saperne di più), l’autorità di vigilanza finanziaria del Regno Unito, ieri la Consob ha lanciato un avvertimento per gli utenti italiani.

Binance continua ad essere nell'occhio del ciclone, in quanto non è la prima volta che emergono problemi normativi o la mancanza di autorizzazioni necessarie per operare in determinati Paesi. Oltre che in Italia e in Regno Unito, gli avvertimenti agli investitori sono arrivati anche in Canada e Giappone. Vediamo cosa sta succedendo.

 

Consob vs Binance: facciamo chiarezza

La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, l'ente rivolto alla tutela degli investitori italiani, attraverso un comunicato pubblicato sul proprio sito, ha avvisato i risparmiatori che “le società del “Gruppo Binance” non sono autorizzate a prestare servizi e attività di investimento in Italia, nemmeno tramite il sito www.binance.com le cui sezioni denominate “Derivatives” e “Stock Token” relative a strumenti relativi a cripto-attività”.

Quello dell’autorità di vigilanza italiana è per il momento solo un avvertimento agli investitori, dunque non c'è stato nessun tipo di divieto contro Binance. Si tratta comunque di un warning importante che mira a tutelare gli utenti residenti in Italia che hanno un conto registrato su questo exchange o stanno pensando di aprirlo. In tutto ciò, Visa e Mastercard al momento mantengono il supporto a Binance nonostante le pressioni delle diverse autorità di regolamentazione.

In una lettera agli avvocati di Binance vista da Reuters, la Consob ha affermato di avere il potere di ordinare ai provider Internet nel Paese di smettere di offrire i propri servizi a fornitori di servizi di investimento non autorizzati.

"Secondo la legislazione italiana, fornire servizi e attività di investimento senza la prescritta autorizzazione costituisce un'attività illecita punibile penalmente", si legge su Reuters. Non è chiaro se la Consob abbia chiesto alle società internet locali di bloccare il sito di Binance, o se abbia deferito il caso ai magistrati. Binance al momento ha rifiutato di commentare la lettera dell’Autority italiana.

"In ogni caso, è importante che i risparmiatori siano informati che le transazioni in strumenti relativi a cripto-attività possono presentare rischi non immediatamente percepibili, per la loro complessità, l'elevata volatilità dei prezzi di tali strumenti nonché per malfunzionamenti e cyber attacchi ai quali potrebbero essere soggette le infrastrutture informatiche utilizzate per tali operazioni", conclude il comunicato della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa.

 

Consob sempre più attenta al mondo delle criptovalute

Il warning da parte di Consob su Binance non è un fulmine a ciel sereno. In realtà, l’Autority italiana era già intervenuta lo scorso mese riguardo al tema delle criptovalute. "Senza un'adeguata vigilanza, potrebbe esserci un peggioramento della trasparenza del mercato, fondamento della legalità e della scelta razionale per gli operatori. Se ci vorrà troppo tempo a livello europeo per trovare una soluzione, l'Italia dovrà prendere le proprie misure", aveva affermato lo scorso giugno il presidente della Consob, Paolo Savona.

L’Autority ha inoltre invitato gli utenti italiani a “usare la massima diligenza al fine di effettuare in piena consapevolezza le scelte di investimento verificando preventivamente che i siti internet mediante i quali si effettua l’investimento siano riconducibili a soggetti autorizzati”, e a “prestare la massima cautela nell’effettuare operazioni su strumenti correlati a cripto-attività (crypto-asset) che possono comportare la perdita integrale delle somme di denaro utilizzate”. Come è noto già da diversi anni, le criptovalute sono spesso viste un canale che facilita attività illecite come il riciclaggio di denaro, l'evasione fiscale e per il finanziamento del terrorismo.

 

 

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