TERP: cos'è e come calcolare il prezzo teorico ex diritto di un titolo | Investire.biz

TERP: cos'è e come calcolare il prezzo teorico ex diritto di un titolo

Che cosa è il TERP (Theoretical ex right price)? Come viene calcolato? Ecco tutto quello che c’è da sapere sul prezzo teorico ex diritto di un titolo

Sapere quali ragioni spingono una determinata società ad un aumento di capitale è fondamentale, così come sapere quali opzioni si hanno come azionisti quando ciò accade. Partiamo dalle basi, i motivi che spingono una società ad aumentare il proprio capitale potrebbero diversi: ad esempio, per ottenere capitali per effettuare nuovi investimenti, migliorare la propria struttura finanziaria ripagando il debito o ristrutturandolo oppure per pagare dividendi tramite azioni.

Uno dei temi più importanti che preoccupa gli investitori a questo punto è il TERP (Theoretical ex right price), ovvero il prezzo teorico ex diritto di un titolo. Vediamo quindi nel dettaglio che cosa è, perché è importante saperlo, come viene calcolato e altre informazioni importanti.

 

TERP: cosa è come funziona il prezzo teorico ex diritto di un titolo

Il TERP (Theoretical ex right price) o prezzo teorico ex diritto di un titolo è il prezzo teorico di un’azione dopo lo stacco del diritto di opzione relativo ad un aumento di capitale. Il medesimo concetto è applicato anche ai diritti di opzione per la sottoscrizione di obbligazioni convertibili.

Per capire il fondamentale ruolo del TERP negli aumenti di capitale, bisogna comprenderne i meccanismi. Un aumento di capitale consiste nell’immissione di nuovi capitali in una società da parte dei suoi azionisti.

A questi viene attribuito un diritto di opzione (“ex diritto”) che consente a ogni socio di sottoscrivere l’aumento in modo da non diluire le proprie partecipazioni. In sostanza un azionista ottiene gratuitamente il diritto di sottoscrivere nuove azioni della società.

Essendo un diritto di opzione, si tratta di una scelta e non di un obbligo, tanto che il diritto può anche essere venduto o quotato. A questo punto arriviamo alla definizione di prezzo teorico ex-diritto o TERP: si tratta quindi del prezzo teorico di un’azione dopo che sono stati attribuiti i diritti su un aumento di capitale. Vediamo un esempio per chiarire meglio il concetto.

 

TERP, prezzo teorico ex diritto: un esempio pratico

Per meglio comprendere il TERP e il suo calcolo facciamo un esempio. Supponiamo che una società abbia 100 azioni del valore di 30 euro ciascuna. Supponiamo anche che sia varato un aumento di capitale che prevede l’emissione di altre 100 azioni al valore di 20 euro ciascuna. Poniamo anche di essere azionisti della società con 10 azioni.

Nel momento dello stacco del diritto, ossia della sua gratuita attribuzione ai soci, che generalmente è coincidente anche con la sua negoziabilità, abbiamo 10 azioni del valore di 30 euro ciascuna e quindi un portafoglio di 300 euro.

Oltre a questo abbiamo 10 diritti che ci consentono di sottoscrivere altre 10 azioni al prezzo di 20 euro ciascuna. Il TERP è normalmente inferiore al prezzo delle azioni prima dell'offerta perché le offerte corrette sono generalmente scontate, riducendo il prezzo delle azioni.

Al termine dell’emissione delle nuove azioni quindi il loro valore (essendo le nuove azioni in pari numero delle vecchie) dovrebbe essere pari a una media di 30 euro (vecchio valore) e 20 euro (valore delle nuove emissioni). Questa media, pari a 25 euro, è il prezzo teorico ex diritto o Theoretical ex right price (TERP). Vediamo ora nel dettaglio la sua formula e come viene calcolato al di fuori di questo semplice esempio.

 

TERP, prezzo teorico ex diritto: come si calcola?

Come si calcola il TERP? Quali valori tenere in considerazione? La formula canonica del prezzo teorico ex diritto (TERP) è la seguente:

 

TERP = [(P uff * V) + (P sott * N)] / (V+N)

 

Facendo riferimento all’esempio precedente, ecco a quanto corrispondono i singoli valori:

 

  • P uff = prezzo ufficiale cum diritto (30 euro)
  • P sott = prezzo di sottoscrizione di 1 nuova azione (20 euro)
  • V = numero di vecchie azioni (100)
  • N = numero di azioni di nuova emissione (100 azioni)

 

Il risultato è quindi 25 euro, come visto precedentemente. Nell’esempio il rapporto di cambio è di 1 a 1, quindi ogni diritto consente per un’azione posseduta di sottoscriverne un’altra di nuova emissione.

Tuttavia, spesso il rapporto di cambio è diverso e, pur essendo comunque assegnato un diritto per ogni titolo posseduto, ci sono casi in cui si può avere - per esempio - l’assegnazione di 3 azioni di nuova emissione per ogni 5 titoli già posseduti.

 

TERP: quando conviene comprare o vendere il diritto d'opzione

Il valore del TERP impone in automatico il valore teorico del diritto che, nell’esempio precedente, per differenza ammonta a 5 euro (differenza tra il valore del titolo sul mercato e il prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni). Questo valore è anche chiamato parità teorica del diritto d'opzione.

Se il diritto in fase di contrattazione sul mercato quota sopra questo valore, al socio conviene vendere il diritto e comprare direttamente l’azione sul mercato. Al contrario se il diritto quota sotto la parità teorica al socio conviene tenere (o anche comprare) il diritto e vendere i titoli sul mercato.

Segnaliamo che Borsa Italiana pubblica a mercato chiuso, prima dell’inizio di un aumento di capitale, i coefficienti di rettifica dei titoli coinvolti. In genere questo avviene il venerdì sera perché di solito gli aumenti di capitale cominciano il lunedì successivo.

Borsa pubblica identifica il TERP del titolo con “Prezzo di riferimento rettificato” e dunque evidenzia il prezzo teorico di titolo e diritto dal primo giorno di avvio dell’aumento di capitale con il nome di prezzo ufficiale rettificato.

 

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