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Shortage chip? Ecco l'azione su cui investire

La crisi globale dei chip rappresenta un rompicapo anche per gli investitori che devono trovare l'azienda giusta su cui puntare. Ecco un'opportunità interessante

I chip come il petrolio. Molti stanno cominciando a fare questo paragone per sottolineare l'importanza che rivestono oggi i semiconduttori per tutta l'industria mondiale che spazia in ogni settore: dalle automobili agli smartphone, ai computer e a tante altre attività produttive. In questo momento quindi essi potrebbero svolgere lo stesso ruolo che per tanti anni ha occupato, e occupa ancora, l'oro nero nel campo energetico. 

Il boom della domanda di computer e ogni altro prodotto correlato alle attività da casa hanno creato per tutto il periodo pandemico uno squilibrio enorme nel mercato dei chip, che continua ancora adesso e presumibilmente durerà per parecchio tempo.

Capital Group ad esempio stima che le vendite globali di semiconduttori potrebbero raddoppiare da circa 450 miliardi di dollari nel 2019 a quasi 1.000 miliardi entro il 2030. Mentre, secondo la multinazionale statunitense Intel, la carenza di chip potrebbe durare almeno per altri 2 anni.

 

MediaTek: perché comprare le azioni in Borsa

Il problema di ogni investitore in merito all'argomento è ovviamente ricercare le opportunità per sfruttare questo disequilibrio di mercato. Un'azienda che è in crescita in maniera strabordante da oltre un anno è il progettista taiwanese di chip MediaTek. Le sue azioni sono aumentate di valore di oltre il 100% dall'inizio del 2020 e oggi capitalizzano circa 62 miliardi di dollari, facendo dell'azienda la seconda più grande del Paese.

La società ha conquistato sempre maggiori quote di mercato grazie soprattutto a 4 fattori:

  1. Il suo principale concorrente, Qualcomm, ha perso terreno a causa dell'arresto per via delle tempeste invernali dell'impianto di produzione di Austin nel Texas del suo grande partner, Samsung.
  2. Le sanzioni americane a Huawei hanno agevolato i grandi clienti di MediaTek come i produttori di smartphone cinesi Xiaomi, Oppo e Vivo, i quali nell'ultimo trimestre hanno rappresentato il 35% delle spedizioni globali di telefonini;
  3. I produttori di smartphone cinesi hanno aumentato gli ordini per aumentare il magazzino;
  4. Il passaggio al 5G ha consentito di sostenere prezzi più alti. Secondo le stime di Morgan Stanley, la rete di nuova generazione avrà una presenza globale nel mercato che passerà dal 18% del 2020 al 47% del 2021.

 

MediaTek vs Qualcomm: analogie e differenze

In questo momento MediaTek dovrà rivaleggiare con il colosso americano Qualcomm in una guerra tecnologica che assume un significato più profondo per via dei rapporti conflittuali tra la Cina e gli Stati Uniti. Secondo l'istituto di ricerca Counterpoint Research, l'azienda di Taiwan ha superato il progettista a stelle e strisce per diventare il più grande produttore di chipset mobili nel 2020, almeno ragionando in termini di fatturato.

I vantaggi di MediaTek ancora si riflettono nella fascia medio-bassa della clientela, mentre Qualcomm è ancora avanti riguardo il 5G. Dal punto di vista finanziario, entrambi hanno una valutazione di mercato analoga in rapporto agli utili attesi.

Le azioni del produttore cinese scambiano a 19 volte gli utili, mentre quelle della società statunitense a 18. Quindi queste ultime sono leggermente più economiche, ma la differenza è irrilevante se si considera l'enorme ascesa in Borsa di MediaTek e soprattutto le potenzialità che, a giudizio di molti analisti, risultano ancora inespresse.

 

 

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2 - Commenti

Vittorino Carlo

Vittorino Carlo - 07 maggio 09:53 Rispondi

Johnny Zotti

Johnny Zotti - 07 maggio 13:43 Rispondi