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Nike: le vendite digitali compensano l'effetto Covid-19

  • Terzo trimestre 2020 contrassegnato, per Nike, da ricavi in crescita che battono le stime degli analisti e utili in decremento a causa del coronavirus in Cina;
  • le vendite sono state trainate dal digitale con un +36% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, prevalentemente in Nord America;
  • in Cina è stato riaperto l’80% dei negozi e, dato l’aumento di traffico riscontrato, l’azienda prevede che le vendite nel paese possano tornare a crescere durante il 2020.

Un paio di giorni fa Nike ha diffuso i dati relativi al terzo trimestre dell’anno fiscale 2020. Il periodo ha visto l'azienda americana registrare da un lato un incremento delle vendite, dall'altro un calo degli utili in scia all’espandersi dell’epidemia da Coronavirus. Il gigante statunitense dell’abbigliamento sportivo ha riportato ricavi pari a 10,1 miliardi di dollari, in rialzo del 5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il dato ha così battuto le stime degli analisti, con il consensus fissato a 9,8 miliardi di dollari.

 

L'e-commerce sostiene i conti dal rischio Coronavirus

A trainare il giro d'affari ha contribuito in modo significativo la divisione digitale, cresciuta del 36% grazie prevalentemente al contributo del Nord America. Le vendite di calzature e abbigliamento tramite l'e-commerce ha così consentito di compesare i mancati introiti derivanti dalla Cina, primo Paese al Mondo ad adottare misure di contenimento dei contagi particolarmente stringenti. La multinazionale statunitense ha raggiunto utili pari a 847 milioni di dollari, corrispondenti a 0,53 dollari per azione, in calo rispetto a 1,1 miliardi di dollari, ovvero  0,68 dollari per azione dell’anno precedente. Ora che il virus si sta diffondendo in Europa e in America, potrebbe essere proprio la Cina a portare un apporto positivo ai conti della società. I negozi aperti attualmente nella Repubblica Popolare sono l'80% del totale, a febbraio erano solo il 25%. Il peso dei negozi potrebbe essere inferiore al passato. Complice il periodo di quarantena totale cui sono stati sottoposti i cinesi, il canale digitale sta tuttora facendo registrare un'accelerazione notevole nel Paese. Nike si attende dunque di tornare a crescere in Cina già in questo anno fiscale. Molti analisti ritengono che Nike abbia ancora una posizione di rilevanza rispetto ai propri diretti concorrenti, derivante dalla sua capacità di consegnare i propri prodotti in modo efficiente, anche in questo periodo di estrema difficoltà, alle sue possibilità di approvvigionamento e sul fatto che possa contare su una catena affidabile di fornitori.

 

Azioni Nike: l'impostazione grafica del titolo a Wall Street e i livelli di trading

Analizzando il grafico settimanale delle azioni Nike  quotate al NYSE, notiamo come all’apice del crollo determinato dall’espandersi del Covid-19 i prezzi hanno chiuso per la prima volta dopo 11 anni al di sotto della media mobile a 200 settimane. In verità questo si è verificato anche in un'altra occasione nel corso degli ultimi 11 anni: era l'ottobre 2017 e l'incrocio dall'alto verso il basso della media mobile a 200 periodi durò davvero poco. La settimana successiva le quotazioni delle azioni si riportarono prontamente sopra  la media rimanendo così saldamente all'inteno del trend positivo che solamente lo scorso 22 gennaio ha visto le azioni toccare il massimo storico di Borsa a 105,62 dollari. Analizzando l'andamento dei titoli a Wall Street, sul grafico con time frame giornaliero il titolo ha rotto violentemente al ribasso la media mobile a 200 giorni trovando però negli ultimi giorni un’ottima base in area 69 dollari, livello da cui è partito un rialzo che potrebbe diventare anche significativo. In un'ottica di trading, vediamo dunque i livelli operativi long e short da considerare nei prossimi giorni:

 

Long

Ingresso: breakout area 88,40 dollari
Stop: appena al di sotto del minimo relativo precedente
1° Target: area 93,82 dollari 2° target: 97,07 dollari

Short

Ingresso: breakout area 60,58 dollari
Stop: appena al di sopra del massimo relativo precedente
1° Target: area 57,28 dollari 2° target: area 50,35 dollari

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