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Intel: azioni crollano in Borsa, la trimestrale delude il mercato

Gli investitori vendono il titolo Intel dopo la trimestrale che non ha convinto soprattutto in riferimento alle vendite. Vediamo insieme tutti i numeri della trimestrale

Intel in pesante ribasso nel pre-market di Wall Street dopo la deludente trimestrale pubblicata ieri a mercati chiusi. Il titolo perde quasi il 10% sotterrato dalle vendite degli investitori che non hanno digerito un fatturato più basso delle attese per via della crisi dei semiconduttori. La carenza di chip ha inciso particolarmente sulle spedizioni di pc determinando ritardi e disagi, a cui si è giunta la repressione cinese riguardo i giochi per i computer che ne ha frenato la vendita.

 

Intel: i numeri della trimestrale

Il terzo trimestre del colosso dei microprocessori però non è stato nel complesso negativo. Anzi addirittura l'utile per azione di 1,71 dollari ha battuto il consensus che lo dava a 1,11 dollari. Le vendite invece sono state inferiori alle attese: 18,1 miliardi contro 18,2 miliardi stimati dagli analisti. In verità il fatturato è in crescita del 5% su base annua, generando un guadagno netto di 6,8 miliardi di dollari.

Le vendite però sono diminuite del 10% con riferimento all'unità che comprende i chip dei notebook. Tuttavia, sono state compensate da prezzi più alti dei dispositivi vista l'altissima domanda che vi è nel mercato. Quelle sul lato PC della società si sono contratte dopo sette trimestri consecutivi di guadagni.

Il problema fondamentale è che la carenza dei chip ha aumentato il periodo di tempo che passa dal momento in cui viene effettuato l'ordine a quando arriva la consegna. Questo lasso di tempo è arrivato a 22 settimane, il più lungo dal 2013.

Nel mese di settembre l'Amministratore Delegato Pat Gelsinger ha dichiarato che l'azienda avrebbe investito 95 miliardi di dollari per aumentare la sua capacità produttiva in Europa. Un impegno notevole che si unisce a quello negli Stati Uniti dove sono in programma 20 miliardi di dollari impiegati in nuove fabbriche.

Non è finita. Intel sta cooperando con le case automobilistiche più colpite dalla carenza dei semiconduttori e intensificherà la produzione di chip per auto in uno dei suoi stabilimenti irlandesi. Secondo Gelsinger comunque il chip shortage potrebbe durare fino al 2023, sebbene dall'anno prossimo la situazione dovrebbe iniziare a migliorare.

 

Intel: outlook per il futuro

Per il quarto trimestre le stime dell'azienda sono abbastanza in linea con quelle del mercato. L'EPS è dato a 0,90 dollari su ricavi di 19,2 miliardi (il consensus ne prevede 19,4 miliardi). Se si fa riferimento a tutto l'anno, l'azienda stima un utile per azione di 4,50 dollari, inferiore ai 4,79 dollari pronosticati dagli analisti, ma ricavi per 77,7 miliardi di dollari, superiori ai 73,59 miliardi stimati del mercato.

Quanto al prossimo anno, i ricavi dalle vendite rettificate dovrebbero raggiungere i 74 miliardi di dollari, con una spesa in conto capitale di 28 miliardi di dollari. La notizia negativa arriva dai margini lordi annuali che scenderanno per il prossimo triennio al 51-53%, dopo che per 10 anni sono stati in media superiori al 60%.

Ad ogni modo non è stata questa una gran sorpresa per gli analisti, perché in molti avevano già previsto una contrazione del margine per via del piano di risanamento aziendale. C'è da dire che, facendo il paragone con l'altro colosso dei semiconduttori, TSMC, si può vedere come l'azienda taiwanese abbia ottenuto negli ultimi 5 anni margini lordi inferiori al 50%.

 

 

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