FTSE Mib: il rally continua? Ecco i motivi del rialzo

L’indice delle 40 società quotate a maggior capitalizzazione nel panorama italiano è ritornato sui livelli pre crisi del 2008. Dopo aver agevolmente superato un  importante supporto fissato a 24.500 punti nella giornata di lunedì si è aperta una fase rialzista che ha portato l’indice a superare i 24.850 punti. Il prossimo livello sarà quota 25000 che potrebbe scatenare un vero rally: il tentativo di raggiungere e superare tale soglia (anche considerando movimenti intraday) è però fallito fino ad ora (il livello massimo raggiunto è stato di 24893 punti).


Piazza Affari: i quattro motivi che sostengono le quotazioni del FTSE Mib

Guardando il quadro attuale il momento non sembra dei migliori per i mercati: infatti da un lato il Corona virus preoccupa il mondo ed i comunicati provenienti dall’ OMS non sono rassicuranti, le voci dei vaccini si susseguono ma senza che vi siano prove di medicinali certificati, la nota positiva è che sembra si tratti di un virus non estremamente aggressivo rispetto ad epidemie precedenti.
Anche i dati macroeconomici (italiani e tedeschi) riguardo la produzione industriale si sono dimostrati  mediocri se non negativi. Tuttavia i mercati si sono, per ora, dimostrati resilienti a quanto scritto sopra. Analizzando il Ftse Mib si possono considerare quattro motivi che stanno sostenendo gli acquisti:


1) US-Cina: gli accordi raggiunti sono stati alla base della prima parte del movimento del mercato, quando ancora il Corona virus non governava le cronache;

2)  Fiducia nelle Banche Centrali: gli investitori credono che le Banche Centrali abbiano in serbo aggiustamenti e soluzioni per far fronte al possibile rallentamento globale causato dall’insorgere del Corona virus;

3) Ottima reporting season: fino ad ora i titoli italiani hanno riportato un Q4 2019 davvero positivo specialmente il settore bancario che ha visto Unicredit, Intesa, Bpm, Unipol (che da sole costituisco il 30% del nostro indice);

4) Spread Btp/Bund: lo spread è arrivato sotto quota 130 raggiungendo i livelli di maggio 2018.

Su quest’ultimo punto è bene approfondire l’analisi: ci si potrebbe infatti chiedere come possa ridursi lo spread quando in Italia la stabilità del governo sembra “scricchiolare” pesantemente. Guardando al passato infatti, ad ogni crisi di governo o presunta tale, lo spread si impennava riflettendo l’aumento di volatilità, contrastata dagli investitori con pesanti sell off.


Tuttavia oggi le condizioni sono leggermente diverse: la riduzione dello spread è causata dagli acquisti di titoli di stato italiani che sono tra i pochi in Europa ad avere ancora un rendimento positivo. In mancanza di alternative (si parla di obbligazionario) quindi gli investitori comprano il decennale italiano, il che provoca un aumento del suo prezzo e contestualmente una riduzione del rendimento che riflette ad un assottigliamento dello spread Btp/Bund.

Ma … dove si andrà?

Ragionando è possibile prevedere un calo verso la fine del primo trimestre quando gli effetti del Coronavirus potrebbero rivelarsi tramite le trimestrali del Q1 2020. Nel “Bel Paese” peserà molto anche l’evolversi della situazione politica. Tuttavia se ragioniamo a lungo raggio il market mover dell’anno in corso sono sicuramente le elezioni  americane del 2020. Storicamente se Trump vorrà mantenere lo “scettro del potere” dovrà dimostrare (almeno in campagna elettorale) che l’economia e i mercati vanno a gonfie vele.
E’ quindi pronosticabile che i mercati continueranno a salire (seppur con momentanei incidenti) fino a Novembre 2020.

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