Golden power: Consob chiede lista aziende strategiche

Il crollo degli indici di Borsa Italiana degli ultimi due mesi non ha lasciato imperturbati Governo e CONSOB. Il tonfo storico del FTSE Mib dello scorso 12 marzo, giorno dell'epica 'gaffe' di Christine Lagarde, aveva portato a un'immediata reazione da parte dell'Autorità di vigilanza di Borsa: stop allo short selling su 85 titoli quotati a Piazza Affari.

Tra le basi che avevano spinto CONSOB in questa direzione la paura che il mercato italiano potesse essere manipolato per deprimerne i corsi, favorendo così l'ingresso nel capitale delle società tricolori di investitori esteri. Da settimane la preoccupazione è condivisa dal Governo targato Giuseppe Conte e COPASIR, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.

 

Golden power: serve una lista di aziende strategiche

La possibilità di estendere la golden power alle aziende quotate in Borsa ritenute strategiche per l'interesse nazionale, sia dal punto di vista occupazionale che di aree di business, è stata ventilata a più riprese nelle ultime settimane sia da diversi esponenti della maggioranza di Governo che della minoranza parlamentare.

Proprio in Parlamento è stato protagonista quest'oggi Paolo Savona, ex Ministro del primo Governo Conte e ora alla guida di CONSOB. Durante l'audizione davanti alle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera sul decreto liquidità, il Presidente della Commissione nazionale per le società e la Borsa ha esortato il Governo a "fare una lista delle società che considera strategiche e che potrebbero sottostare al golden power". Questo anche per evitare che alcune aziende attualmente quotate a Piazza Affari lascino il listino milanese e se ne vadano all'estero.

 

Golden Power: il capitolo Borsa Italiana

Nel corso dell'audizione, Savona ha fornito la sua visione su quella che potrebbe essere una voce di particolare rilievo di questo elenco: Borsa Italiana. Parlando del progetto di fusione con London Stock Exchange, Savona ha sottolineato come CONSOB una volta saputo dell'ipotesi di fusione di Borsa Italiana nel LSE ha scritto per chiedere due garanzie: autonomia operativa e crescita. "CONSOB ha chiesto a LSE - e ancora non ci è stato risposto - la costituzione di un gruppo congiunto di lavoro per definire nell'ambito di quell'accordo la garanzia su questi due punti", ha dichiarato in audizione Savona.

"Borsa italiana è in grado di operare qualsiasi sia la sua collocazione. Se poi il Governo vuole esercitare il golden power su questo tema può farlo", ha assicurato Savona, sottolineando come questo messaggio sia un modo per dire "attenzione signori, se non ci date l'autonomia operativa e la garanzia di crescita allora altre autorità interverranno e potreste trovare altre complicazioni nel vostro disegno". Savona ha confermato di essere giò inn stretto contatto con altre autorità, come il Ministero delle Finanze e dell'Economia.

0 - Commenti