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MPS: aumento di capitale ed esuberi, ecco il nuovo piano al 2026

Il CdA della banca toscana ha presentato il nuovo piano industriale 2022-26, delineando dettagliatamente gli obiettivi e annunciando un ritorno al dividendo. I dettagli

Banca Monte dei Paschi di Siena ha presentato il nuovo Piano industriale 2022-26 incentrato su 3 pilastri. Il primo riguardante un modello di business che, attraverso l'ottimizzazione della struttura organizzativa, punta a ottenere nel tempo una redditività sostenibile. Il secondo che mira a un bilancio solido e resiliente realizzato per mezzo di un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro entro la fine di quest'anno. Il terzo basato sulla gestione dei rischi della banca, facendo tesoro dell'esperienza maturata in tanti anni.
 
L'Amministratore Delegato Luigi Lovaglio ha dichiarato che il Piano industriale permette alla banca di "ripartire dalle proprie radici, dalla forza del brand, dal talento delle persone e dalla propria vocazione di banca commerciale" e anche di "essere più attraente per gli investitori". Entriamo quindi nel dettaglio del piano, analizzando attentamente i 3 pilastri.
 

Modello di business con redditività sostenibile

Banca MPS punta a raggiungere l'obiettivo di una redditività sostenibile facendo riferimento a 3 canali che possono facilitare il percorso:
 
  • una solida generazione dei ricavi focalizzandosi in particolare sui comparti del risparmio gestito, della bancassurance e del credito al consumo. Nello specifico è previsto un aumento dei ricavi commerciali pari a circa 424 milioni di euro nel 2024 e di 612 milioni nel 2026; la riduzione dei ricavi da trading e di altri ricavi della gestione finanziaria corrispondenti a 303 milioni nel 2024 e 306 milioni nel 2026; la riduzione dei costi operativi a 248 milioni nel 2024 e 221 milioni nel 2026;
  • l'aumento dell'efficienza operativa realizzata con un organico ottimizzato attraverso l'accesso al Fondo di Solidarietà e una governance nuova nella gestione dei costi. Il piano di uscite volontarie mediante il Fondo interesserà circa 4.000 risorse, il che porterà a un risparmio in termini di costi di circa 270 milioni di euro l'anno partendo dal 2023, con costi di ristrutturazione che ammontano a circa 800 milioni di euro. Inoltre, è previsto lo smantellamento di 150 filiali durante tutto l'arco del Piano, delle quali 100 saranno eliminate entro il 2024. Alla fine il numero totale dovrebbe arrivare a 1,218;
  • la semplificazione dell'assetto societario, grazie all'incorporazione delle società prodotto e di quella dei servizi IT. In proposito verrà costituita una struttura di Cost Governance in modo da effettuare un'efficiente gestione della spesa, oltre a due altre sezioni: una che concerne i clienti Premium e una per il consumer finance.
 

Struttura di bilancio solida e resiliente

Raggiungere un bilancio solido e resiliente è una sfida molto ardua da sostenere per la banca, considerato il contesto a livello economico che si fa sempre più difficile e impegnativo. Tuttavia, il piano prevede:
  • un miglioramento del livello generale di rischio della banca, grazie alla riduzione dal 2,6% del Net NPE ratio del 2021 all'1,9% nel 2024 e all'1,4% nel 2026. Ciò implica un abbassamento del livello dei crediti deteriorati da 4,1 miliardi di oggi a 2,8 miliardi del 2026. Degli 1,3 miliardi di tali posizioni da eliminare, 800 milioni verranno ceduti mediante operazioni in corso e il rimanente è previsto per la fine dell'anno;
  • la sostenibilità nel lungo periodo del funding e della posizione di liquidità, realizzata grazie all'ottimizzazione dei depositi della clientela e della raccolta istituzionale. Al riguardo sono previsti 12 miliardi di euro di nuove emissioni, anche con scadenze in essere e la riduzione del ricorso al funding dalle Banche centrali;
  • un miglioramento dei coefficienti patrimoniali, con un buffer di oltre 300 punti base nel 2024 e di più di 400 punti base nel 2026 rispetto al requisito SREP sul Tier 1 ratio.
 

Gestione della legacy

La gestione della legacy di MPS avverrebbe attraverso un approccio basato su elementi fattuali e sull'esperienza maturata. In questo caso i target finanziari e patrimoniali raggiungibili consistono in:
  • utile ante-imposte di 705 milioni di euro nel 2024 e 909 milioni di euro nel 2026. L'utile netto, che beneficia del reassesment di DTA, sarebbe di 1 miliardo di euro nel 2024 e di 833 milioni nel 2026, con l'ipotesi di distribuzione dei dividendi a partire dal 2025, con un pay-out sugli utili del 30%.
  • cost/income ratio che passa dal 71% del 2021 al 60% del 2024 e al 57% del 2026. Il costo di rischio in entrambi gli anni sarebbe inferiore allo 0,5% per effetto della riduzione del default rate, del rafforzamento dei sistemi early warning e controllo portafoglio crediti anche per mezzo di operazioni di cessione;
  • CET1 ratio del 14,2% nel 2024 e del 15,4% nel 2026.
 

Aumento di capitale: l'adesione del Tesoro

Come accennato, MPS effettuerà un aumento di capitale di 2,5 miliardi di euro quest'anno. Il MEF, proprietario del 64,23% dell'istituto senese, ha confermato la sua adesione proporzionalmente alla quota detenuta. Poco prima dell'avvio dell'operazione saranno diffusi tutti i termini e le condizioni, compreso ovviamente il prezzo di sottoscrizione delle azioni.
 
Piazza Salimbeni ha già firmato un accordo di pre-sottoscrizione con BofA Securities, Citigroup Global Market, Credit Suisse e Mediobanca, che agiranno in qualità di Joint Global Coordinators. L'Assemblea degli azionisti per l'approvazione del piano di aumento di capitale dovrebbe essere convocata a settembre, in occasione dell'approvazione dei conti relativi al secondo trimestre.
 
 
 

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