Azioni: ecco dove investire quando carenza chip sarà finita | Investire.biz
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Azioni: ecco dove investire quando carenza chip sarà finita

Con la fine della scarsità di semiconduttori, molte saranno le azienda a trarne vantaggio in vari settori in cui operano. Vediamo quali sono e per quale motivo investire

La carenza di chip sta facendo tribolare una grande quantità di aziende operanti in vari settori che si approvvigionano dei semiconduttori nella loro attività. In particolar modo sono state colpite le aziende automobilistiche, alcune delle quali si sono ingegnate nel frattempo per internalizzare la produzione, facendo di necessità virtù. È il caso di compagnie come Tesla ad esempio che stanno investendo parecchie risorse per ridurre la dipendenza dall'esterno.

Tutto questo perché lo shock provocato dalla scarsità dell'offerta ha fatto dei danni non da poco agli stabilimenti produttivi delle case automobilistiche, costrette a un certo punto a chiudere battenti bloccando la produzione.

Purtroppo le previsioni non sono molto ottimistiche per il futuro, sebbene qualche miglioramento cominci a intravedersi. Secondo gran parte dei produttori di chip la scarsità della materia prima durerà ancora 1 anno e 2, mentre l'industria dell'automotive taglia le stime delle vendite future.

 

Azioni: dove investire con fine shortage chip

Tutto questo prima o poi dovrà finire e dire che le società delle auto saranno le prime a trarne vantaggio sembra più che altro un esercizio tautologico. In realtà vi sono altre aziende che usciranno da questo incubo e che avranno un alto potenziale di crescita nei mercati azionari. Vediamole:

 

Società chimiche

In verità le aziende chimiche non utilizzano i chip nella loro linea produttiva, ma sono legate alle compagnie automobilistiche che viceversa ne hanno un gran bisogno. Quindi se la produzione delle auto procede a ritmo sostenuto, ne guadagnano quelle aziende che vendono prodotti chimici ai produttori di auto.

Tra queste vi sono ad esempio DuPont, PPG Industries, Axalta Coating Systems, Ingevity, Chemours e Celanese, il cui fatturato è per il 10% dipendente dalle auto. Negli ultimi 12 mesi le azioni in Borsa sono cresciute rispettivamente circa del 21%, 23%, 16%, 35%, 52% e 43%.

 

Attività ricreative

Ci sono aziende che producono veicoli per attività ricreative, come piccole imbarcazioni, motociclette e motoslitte. Con la carenza di chip queste hanno subito un rallentamento notevole nella produzione e aspettano momenti migliori per poter tornare a lavorare come prima.

Tra le società quotate attive in questi settori si possono ricordare Harley-Davidson, BRP e Polaris. La prima ha visto il titolo azionario nell'ultimo anno aumentare circa del 29%. La crescita in Borsa di BRP nello stesso periodo è stata quasi del triplo, ovvero del 75%. Mentre quella di Polaris si è attestata intorno al 25%.

 

Ferrovie

Anche le ferrovie sono dipendenti dalla sorte delle automobili in tema di semiconduttori. Una maggiore produzione di auto infatti favorirebbe una quantità superiore di trasporti dei veicoli, riattivando quella aziende che al riguardo hanno subito una contrazione in questi mesi. Basti pensare che il volume delle auto spedite tramite i treni è diminuito nel terzo trimestre di quest'anno del 9,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Tre società potrebbero beneficiare in particolare dal ritorno alla normalità: CSX, Norfolk Southern e Kansas City Southern. Da settembre 2020 a oggi le azioni CSX hanno realizzato una performance del 23%, quelle di Norfolk del 17% e il titolo Kansas City del 53%.

 

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