Le quotazioni del cambio EUR/USD rimangono all’interno di una fase laterale di breve periodo. L’assenza di una direzione chiara riflette una fase di attesa da parte degli operatori, dopo la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro degli Stati Uniti e in vista del principale appuntamento macro della settimana: l’inflazione USA (CPI) di aprile.
Inflazione USA e Fed: il vero driver del cambio Euro-Dollaro
Il mercato guarda con attenzione ai dati dell’inflazione degli Stati Uniti, attesa in accelerazione su base annua. Le stime indicano un possibile aumento del tasso headline al 3,7% su base annua, mentre la componente “core” dovrebbe risalire al 2,7% a/a. I dati arrivano in un contesto macro già caratterizzato da un mercato del lavoro resiliente, con i Non-Farm Payrolls di aprile superiori alle attese e revisioni al rialzo del mese precedente.
Questa combinazione - occupazione solida e inflazione in risalita - rafforza l’ipotesi di una Federal Reserve prudente o potenzialmente più restrittiva nel medio termine. In questo scenario, il dollaro tende a mantenere un vantaggio relativo, sostenuto anche dall’ipotesi di tassi USA più elevati più a lungo rispetto alle attese precedenti.
Un elemento centrale per l’EUR/USD resta il differenziale dei tassi tra Federal Reserve e BCE. Attualmente, il rendimento USA si colloca significativamente sopra quello europeo, mantenendo un flusso strutturale favorevole agli asset denominati in dollari.
Se i dati macro confermassero un atteggiamento più restrittivo della Fed, questo spread potrebbe ampliarsi ulteriormente, rendendo più complesso per l’euro costruire un trend rialzista sostenuto. Dati sul CPI superiori alle attese potrebbero rafforzare il dollaro e aumentare la pressione sull’EUR/USD, mentre letture più deboli potrebbero offrire un temporaneo sostegno all’euro, senza però modificare il quadro strutturale dominato dal differenziale dei tassi.
Forex, EUR/USD: le indicazioni del Forecaster

Nelle ultime giornate, le quotazioni del cambio EUR/USD hanno oscillato tra area 1,17 e 1,18, dopo il rimbalzo messo a segno da fine aprile da area 1,1650. In ottica multi-day i principali livelli da monitorare rimangono il supporto a 1,1655 e la resistenza a 1,1850.
Per quanto riguarda la stagionalità - analizzata con la piattaforma Forecaster - gli archi temporali selezionati mostrano un potenziale minimo a metà mese, seguito da una potenziale fase rialzista che potrebbe estendersi fino ai primi giorni di giugno.


Il tool “Pattern” della piattaforma Forecaster, con orizzonte temporale a 1 mese, evidenzia nello scenario “best match” (linea blu) e “long” (linea verde) un iniziale storno verso area 1,1680-1,1560 e un successivo possibile rialzo verso area 1,1980-1,1850, prima di un eventuale storno (guarda come funziona il tool “Pattern” di Forecaster Terminal).

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