Circle Internet ha presentato domanda per un'offerta pubblica iniziale alla Borsa di New York. I documenti sono stati depositati questa settimana presso la
Securities and Exchange Commission, senza specificare il numero di azioni offerte e il prezzo target dell'IPO. Per il momento si sa solo che le azioni ordinarie di classe A recheranno simbolo "CRCL".
Circle è la società emittente di USDC, la stablecoin più grande dopo USDT di Tether. Le stablecoin sono particolari criptovalute che agiscono come una forma di denaro contante pur trovandosi al di fuori del sistema bancario. In pratica, sono ancorate soprattutto al dollaro USA con un rapporto uno a uno (ossia ogni token deve essere coperto da un dollaro) e vengono utilizzate per pagare beni e servizi, nonché altre criptovalute in maniera più veloce ed economica rispetto al sistema bancario.
Attualmente, Circle ha circa 60 miliardi di dollari di token in circolazione, in aumento rispetto ai 43 miliardi di dollari della fine del 2024. Tether è al comando, con una capitalizzazione di oltre 144 miliardi di dollari. Tra i maggiori azionisti di Circle figurano i gruppi di private equity Accel, Breyer Capital, General Catalyst e il gestore di fondi Fidelity. JP Morgan Chase e Citigroup stanno guidando l'offerta.
Circle: la situazione finanziaria della società
Dai documenti depositati risulta che l'azienda ha prodotto nel 2024 un fatturato di 1,68 miliardi di dollari, che si confronta con ricavi di 1,45 miliardi del 2023 e di 0,77 miliardi del 2022. L'utile netto lo scorso anno è risultato di 0,16 miliardi di dollari, a fronte di guadagni per 0,27 miliardi di dollari dell'anno precedente e di una perdita di 0,77 miliardi di due anni prima.
La discesa dei profitti dell'ultimo anno si spiega con l'aumento delle spese operative. Circle infatti ha pagato 1 miliardo di dollari in commissioni e costi di transazione per incentivare aziende come l'exchange Coinbase a utilizzare e distribuire le stablecoin USDC.
Dal documento risulta anche che il 99% delle entrate del 2024 risulta dalle riserve di stablecoin. Una parte degli introiti deriva dai buoni del Tesoro fruttiferi. Circle possiede anche 6,2 milioni di dollari in Bitcoin, 5,6 milioni di dollari in Sui, 3,3 milioni di dollari in Ether, e altri fondi in Aptos e Optimism.
L'IPO arriva al momento giusto?
Circle aveva già tentato la strada della quotazione nel 2021 attraverso una SPAC (Special Purpose Acquisition Company), ma il progetto è stato abbandonato nel dicembre del 2022. L'azienda è tornata alla ribalta nel gennaio 2024 attraverso un deposito confidenziale presso la SEC. Questa potrebbe essere la volta buona, visto il contesto normativo più favorevole alle criptovalute dopo l'elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti.
Il capo della Casa Bianca ha promesso di fare degli USA la capitale mondiale delle criptovalute, anche attraverso una normativa completamente all'opposto di quella repressiva del passato. Da gennaio di quest'anno, la SEC ha posto fine o interrotto la maggior parte dei casi giudiziari che aveva portato avanti contro le società crittografiche. Mentre ora il Congresso sta discutendo in merito a una legislazione per creare un quadro normativo per gli operatori di stablecoin.
"Diventare una società quotata è la prosecuzione del nostro desiderio di operare con la massima trasparenza e responsabilità possibile", ha affermato l'Amministratore delegato di Circle, Jeremy Allaire. "Ma più di ogni altra cosa, la quotazione in Borsa è rappresentativa del fatto che ci troviamo a un bivio significativo per Circle e lo sviluppo del sistema finanziario di Internet", ha aggiunto.
Tuttavia, ci sono anche dei venti contrari. I tassi di interesse negli Stati Uniti sono in discesa, quindi gli operatori di stablecoin sembrano destinati a guadagnare meno dalle loro riserve. Nel contempo, sono in aumento le preoccupazioni per l'impatto che i dazi di Trump avranno sulla crescita economica e sui mercati finanziari.