Le grandi IPO in arrivo a Wall Street stanno spingendo i grandi investitori a fare spazio nei portafogli. Secondo quanto riportato da John Flood, managing director di Global Banking & Markets, FICC & Equities di Goldman Sachs, i gestori di fondi stanno riducendo le attuali partecipazioni nei titoli a grande capitalizzazione per ottenere la liquidità necessaria a investire nelle nuove IPO. Per i fondi passivi, invece, le nuove regole del Nasdaq-100 costringeranno i gestori a vendere una parte delle partecipazioni nelle large cap proprio per aprire la strada alle società di nuova quotazione.
Il prossimo mese è previsto il debutto di SpaceX, il colosso aerospaziale fondato e guidato da Elon Musk, che, con una raccolta di 75 miliardi di dollari, realizzerebbe la più grande offerta pubblica iniziale della storia.
Ciò attribuisce alla società una valutazione di 1.750 miliardi di dollari. Successivamente potrebbero arrivare anche le IPO di due giganti tecnologici, le startup di intelligenza artificiale OpenAI e Anthropic, candidate a una valutazione intorno ai 1.000 miliardi di dollari.
"Gli investitori sono sempre più concentrati sull’impatto delle potenziali grandi IPO in arrivo. Prima di ciascuna delle quattro maggiori IPO degli ultimi decenni, i fondi comuni azionari statunitensi hanno aumentato le proprie riserve di liquidità", ha dichiarato Flood.
Wall Street: importanti le nuove regole sugli indici
Quest’anno il Nasdaq-100 ha introdotto nuove regole per facilitare l’ingresso rapido delle mega-IPO negli indici azionari. Le modifiche sembrano pensate proprio per società come SpaceX, OpenAI e Anthropic.
Le novità includono l' ingresso “fast entry” nell'indice, la riduzione drastica dei tempi di inclusione, l'eliminazione di alcuni requisiti sul flottante e la maggiore flessibilità nel calcolo del peso nell’indice.
In pratica, una società può entrare nel Nasdaq-100 dopo appena 15 giorni di contrattazioni, mentre in precedenza doveva attendere almeno circa tre mesi. Questo significa che ETF e fondi passivi sarebbero costretti ad acquistare le azioni molto prima, aumentando così la domanda sul titolo, oltre alla visibilità e alla liquidità della società.
Il Nasdaq ha inoltre eliminato il requisito minimo del 10% di flottante. In passato era infatti necessario che almeno quella quota fosse realmente disponibile sul mercato. Di conseguenza, una società può quotare solo una piccola parte del capitale, i fondatori possono mantenere il controllo e l’offerta di azioni disponibili si riduce, aumentando potenzialmente la pressione rialzista sui prezzi.
Le nuove regole consentono anche di considerare la market cap complessiva della società, e non soltanto il flottante effettivamente negoziabile. Ciò favorisce enormemente aziende private gigantesche come SpaceX, OpenAI e Anthropic.
In sostanza, con l’ingresso rapido nell’indice, i fondi sarebbero obbligati ad acquistare automaticamente le azioni, creando una forte domanda iniziale e un rapido aumento dei prezzi. Ed è proprio per questo che i grandi fondi stanno accumulando liquidità, vendendo parte delle attuali mega-cap.
In sintesi, i fondi passivi replicano un indice. Se nell’indice entra una nuova mega-cap, sono obbligati a comprarla. Tuttavia, non possono creare capitale dal nulla. Quindi, per fare spazio a società come SpaceX o OpenAI, hanno due possibilità: utilizzare la liquidità già disponibile oppure vendere parte delle posizioni esistenti.
L’impatto delle grandi IPO sugli indici
Ma quale sarà l’effetto di IPO come quella di SpaceX sugli indici? La liquidità dei fondi potrebbe essere fondamentale per ridurre lo shock derivante dalla fine del periodo di lock-up post-IPO, che dura solitamente tra 90 e 180 giorni. Quantomeno, ciò contribuirebbe ad attenuare le forti oscillazioni provocate dalle vendite massicce degli insider alla scadenza del vincolo.
Secondo Flood di Goldman Sachs, "le grandi IPO inserite rapidamente nei principali indici avrebbero inizialmente un peso ridotto nei benchmark, anche se la loro incidenza aumenterebbe con la crescita del flottante della società".