Il sell-off visto questa settimana a Wall Street ricorda, per certi versi, quello di aprile, quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annunciò per la prima volta l’introduzione di dazi commerciali verso tutti i partner degli Stati Uniti. Questa volta, nel mirino degli investitori sono finite le grandi aziende tecnologiche, poiché cresce la preoccupazione che gli investimenti nell’intelligenza artificiale si siano spinti troppo oltre.
Quest’anno i principali gruppi tecnologici hanno stimato una spesa complessiva per l’AI pari a circa 670 miliardi di dollari, sottolineano gli strategist di Bank of America. Una cifra che rappresenta il 96% dei flussi di cassa, contro appena il 40% del 2023. Le Big Tech non sono più, almeno in questa fase, l’oggetto del desiderio degli operatori di mercato. Da diversi mesi è in corso una rotazione verso i titoli value e, più di recente, verso le azioni di società che operano in settori il cui business non è facilmente replicabile dall’intelligenza artificiale.
In altri termini, se prima l’AI attirava in massa gli investitori verso le aziende direttamente o indirettamente legate a questa tecnologia, oggi i trader appaiono molto più cauti nell’esposizione al comparto.
Wall Street: BofA punta sulle Mid-Cap
In un contesto che si è fatto più complesso, gli strategist di Bank of America ritengono che la migliore opportunità di investimento, in vista delle elezioni americane di metà mandato, sia rappresentata dalle azioni statunitensi a piccola e media capitalizzazione. In effetti, quest’anno l’indice Russell 2000, che include le aziende di dimensioni minori, ha sovraperformato l’S&P 500, che raccoglie invece le società a maggiore capitalizzazione.
Il team guidato da Michael Hartnett ha affermato che "l’intervento aggressivo di Trump per ridurre i costi di energia, sanità, credito, abitazioni ed elettricità sta penalizzando settori come i giganti dell’energia, le case farmaceutiche, le banche e la Big Tech". Di conseguenza, "questo scenario rende le società meno capitalizzate le principali beneficiarie di un 'boom' nella fase che precede le Mid-Term statunitensi".
Gli strategist della banca americana si dicono "long su Main Street e short su Wall Street finché il tasso di approvazione di Trump non risalirà grazie a una svolta nelle politiche orientate ad affrontare il tema dell’accessibilità dei prezzi", hanno scritto in una nota. Gli esperti hanno inoltre sottolineato la crisi dei grandi titoli tecnologici, evidenziando come "il passaggio da modelli di business 'asset-light' a modelli 'asset-heavy' rappresenti una minaccia significativa alla leadership di mercato delle cosiddette Magnifiche Sette".