In una seduta caratterizzata da una volatilità in ulteriore aumento, anche in scia alle scadenze tecniche delle 4 streghe, i principali indici di Borsa europei hanno chiuso le contrattazioni all'insegna delle rinnovate vendite. Se nelle prime ore della giornata erano state le rassicurazioni arrivate da Israele e Usa a non attaccare più le infrastrutture energetiche iraniane, nel pomeriggio alcune indiscrezioni di stampa secondo cui gli USA starebbero considerando la conquista dell’isola di Kharg hanno riportato sotto pressione i mercati azionari.
In questo contesto le vendite hanno colpito anche i mercati obbligazionari, che iniziano a scontare un rialzo del tassi di interesse da parte delle varie banche centrali. Nello specifico il rendimento del Btp si è spinto sui massimi degli ultimi due anni al 3,83%, il Bund al 3,02% e il T-Bond al 4,36%.
Con il Dax e il Cac 40 che hanno terminato l'ultima seduta della settimana in calo rispettivamente dell'1,99% e dell'1,93%, il FTSE Mib ha chiuso le contrattazioni in discesa dell'1,97% a 42.840,90 punti.
Dal punto di vista operativo il mancato recupero dei 43 mila punti, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, dovrebbe favorire una continuazione della fase discendente di breve periodo. I prossimi target sarebbero situati sui 42.500 punti e a seguire i 42 mila punti, che rappresentano i minimi degli ultimi 5 mesi.
Tra le azioni che a Piazza Affari sono riusciti a mantenersi in territorio positivo troviamo Recordati, grazie ai buoni conti del 2025 comunicati dal Gruppo farmaceutico. Andiamo a scoprirli nello specifico.
Recordati: ricavi 2025 in aumento dell11,8%
Nonostante l'impatto negativo sul cambio, il gruppo farmaceutico italiano ha terminato il 2025 raggiungendo gli obiettivi finanziari comunicati a inizio dell’anno passato. Grazie alle partnership sia nel settore Specialty & Prymary Case che in quello Rare Diseases, la multinazionale farmaceutica ha terminato il 2025 con ricavi in aumento dell’11,8% a 2,618 miliardi di euro.
Nel dettaglio il segmento Specialty & Primary Care si è apprezzato del 3,8% rispetto all’anno precedente, mentre quello Rare Diseases è aumentato del 16,6%. In crescita del 14,5% a 991,1 milioni di euro è risultato l'Ebtida, con un'incidenza sui ricavi del 37,8%. L’ottima performance dell’Ebtida ha impattato positivamente sul free cash flow, cresciuto del 4,3% a 558,8 milioni di euro.
Buona la performance dell’utile netto rettificato cresciuto del 14,5% a 651,1 milioni di ero, con un’incidenza sui ricavi del 24,9% rispetto al 10,4% del 2024. Per quanto riguarda l’utile netto è aumentato del 6,5% a 443,6 milioni di euro, con un'incidenza sui mercati che passa dal 13,4% al 16,9%. In calo è risultato il debito che è passato da 2,15 miliardi del 2024 agli attuali 2,037 miliardi di euro, di poco inferiore a 2,1x l’Ebtida.
Per quanto riguarda la remunerazione agli azionisti è stato proposto un dividendo di 0,71 euro per azione, a saldo dell’acconto sul dividendo dell’esercizio 2025 di 0,63 euro. ll dividendo complessivo per azione proposto per l’esercizio 2025 ammonta quindi a 1,34 euro per azione, in aumento del 5,5% rispetto a 1,27 euro per azione nel 2024.
Per quanto riguarda l'anno in corso la società prevede che i ricavi dovrebbero attestarsi tra i 2,73-2,8 miliardi di euro, mentre l’Ebtida porsi nel range tra i 995 milioni di euro e gli 1,03 miliardi di euro, con un margine nei pressi del 36,5%. Infine l’utile netto rettificato dovrebbe attestarsi tra i 655-685 milioni di euro, con un margine vicino alla soglia del 24%.
Azioni Recordati: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come le azioni Recordati hanno reagito a Piazza Affari dopo queste notizie. E' stata una giornata in leggero rialzo per il titolo che, con un guadagno dello 0,45%, ha chiuso le contrattazioni a 44,68 euro. Dal punto di vista operativo il movimento odierno non cambia il trend primario che rimane confermato al ribasso.
Nel breve periodo fondamentale sarà la tenuta dei minimi degli ultimi due anni situati sui 44 euro. L'eventuale violazione di questi sostegni andrebbe a indebolire ulteriormente il quadro grafico, con prossimi obiettivi i 43 euro e successivamente i 41,7 euro, che rappresentano i minimi di luglio 2023.
Al contrario la tenuta dei 44 euro e il ritorno oltre le prime resistenze situate sui 46 euro, dovrebbe porre le basi per un recupero delle azioni. Il primo target rialzista sarebbe situato sui 46.5 euro e successivamente i 47 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend.
Oltre questi livelli i prossimi obiettivi rialzisti sarebbero posizionati sui 58-48,5 euro e a seguire i top degli ultimi 3 mesi in area 50 euro. Nel caso in cui anche tali aree dovessero essere messe alle spalle, si dovrebbe assistere a una continuazione degli acquisti.
I prossimi target sarebbero situati sui 51,2-51,25 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, e successivamente i 52 euro dove verrebbe messa sotto pressione la trendline discendente che parte dai massimi toccati nel settembre del 2025 e congiunge quelli dello scorso mese di novembre.
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