Prysmian: origine, storia e sviluppi del leader mondiale dei cavi | Investire.biz

Prysmian: origine, storia e sviluppi del leader mondiale dei cavi

23 mag 2021 - 09:00

Quando è nata Prysmian? Che ruolo ha nel panorama mondiale dell'industria dei cavi? Che progetti ha per il futuro sul cambiamento ambientale? Ecco tutte le risposte

Prysmian è una società italiana quotata alla Borsa di Milano e facente parte dell'indice FTSE Mib (qui le quotazioni in real time). L'azienda si occupa di progettazione, sviluppo, produzione, fornitura e installazione di cavi nei seguenti settori: energia e telecomunicazioni; commercio e installatori; industriale. Attualmente è leader a livello mondiale riguardo la produzione di cavi per le torri eoliche. La sede aziendale si trova a Milano.

La società è una public company, con il 68% del capitale detenuto dal pubblico retail. Il soggetto che ha la quota di partecipazione maggiore è il fondo americano BlackRock con il 5,2%. Sotto la soglia del 5% troviamo altri grandi player della finanza internazionale: UBS con il 4%, T. Rowe Price Group con il 3,9%, Crédit Agricole SA con il 3,7%, Sun Life Financial, Inc. con il 3,2%, AXA SA con il 3,1%, Schroders PLC con il 3%, The Vanguard Group con il 2,8% e Hardman Johnston Global  Advisors LLC con il 2,7%.

 

Prysmian: origini, storia e sviluppo

Le origini della società risalgono al 1879 quando dal gruppo Pirelli fu fondata la divisione cavi denominata Pirelli Cavi e Sistemi. L'ente negli anni realizzò opere importanti come la rete telegrafica per conto dello Stato e il cavo telegrafico sottomarino di oltre 5 mila chilometri per collegare l'Italia e il Sud America.

Nel 1998 vi furono una serie di acquisizioni di assets nel settore energetico che comprendevano aziende come Siemens, BICC, Metal Manufacturers e NKF. Questo rappresentò la premessa per la nascita di Prysmian Srl, grazie a Goldman Sachs, che acquisì le attività di Pirelli Cavi e Sistemi per 1,5 miliardi di euro. Nelle casse della società di pneumatici furono versati 225 milioni di euro dalla banca d'affari americana, il resto fu a debito della nuova azienda nascente.

Il 3 maggio del 2007 la società si quotò alla Borsa di Milano collocando il 46% delle azioni detenute da Goldman Sachs e 4 mesi più tardi entrò a far parte del principale indice italiano delle società quotate. Nel 2009 l'istituto bancario iniziò il processo di uscita dall'azienda che si completò a marzo del 2010.

Nel 2011 Prysmian lanciò con successo un'Offerta Pubblica d'Acquisto nei confronti di Draka, la quarta azienda più grande del Mondo nel settore dei cavi e della fibra ottica, dando vita a Prysmian Group. Quello fu solo il primo grande passo per un'altra grande operazione che ebbe luogo nel 2017, con l'acquisizione per 3 miliardi di dollari della grande concorrente americana General Cable.

All'epoca, Prysmian era la prima società del Mondo per volume di vendite, mentre General Cable era la quarta. Dalla fusione nacque un conglomerato di 10 miliardi di fatturato, con un margine operativo lordo di 840 milioni di euro e oltre 30 mila lavoratori alle dipendenze del gruppo operante in 50 Paesi.

 

Prysmian: il progetto per azzerare l'emissione di CO2

A novembre del 2020 il leader mondiale di cavi energetici ha lanciato un progetto per azzerare entro il 2040 le emissioni nette di carbonio dalla sua attività produttiva. Per fare questo, Prysmian investirà fino al 2022 fino a 450 milioni di euro in modo da rendere più efficienti le tecnologie via cavo, migliorando nel contempo la sostenibilità aziendale.

In questo contesto l'azienda ha sviluppato la tecnologia P-Laser che sfrutta il 100% di materiali riciclabili riducendo lo scarico di anidride carbonica del 40%. Inoltre è stata confermata l'attuazione della nave posacavi più performante del Mondo, la Leonardo da Vinci, che dovrebbe diventare operativa a partire da luglio di quest'anno.

In occasione della presentazione dei conti del primo trimestre 2021, Prysmian ha anche annunciato che nel 2020 la porzione dei ricavi dai prodotti a bassa emissione di carbonio è stata del 48%. Entro il 2022 l'obiettivo dell'azienda è quello di arrivare al 50%, quindi siamo ad un livello molto vicino al target.

 

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