Wall Street è con il fiato sospeso per i risultati trimestrali di Nvidia, che saranno rilasciati questa sera a mercati chiusi. L’appuntamento arriva in un momento critico per il mercato azionario, con l’incertezza sui dazi che si aggiunge alle preoccupazioni legate a un possibile attacco militare degli Stati Uniti all’Iran e, soprattutto, alle prospettive dell’intelligenza artificiale.
La maggior parte degli osservatori finanziari si aspetta numeri molto forti dai conti del gigante dei chip, vista la crescita poderosa delle spese in AI da parte delle grandi aziende tecnologiche. Tuttavia, c’è molta incertezza su come reagiranno le azioni, non solo di Nvidia, specialmente nel caso in cui si registrino nei dati trimestrali scostamenti, anche minimi, rispetto alle attese.
Trimestrale Nvidia: i punti chiave a cui prestare attenzione
Wall Street si aspetta che Nvidia riporti questa sera ricavi nel quarto trimestre fiscale, conclusosi il 31 gennaio, pari a 65,9 miliardi di dollari, segnando un impressionante +68% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli utili rettificati dovrebbero salire del 72%, a 1,53 dollari per azione.
Gli investitori si concentreranno in particolare sul margine lordo, che lo scorso anno ha subito pressioni a causa degli elevati costi di produzione dei chip Blackwell. Le aspettative sono per un margine del 75%, un livello molto elevato e il più alto da oltre un anno. Gli analisti stimano che tale livello non si discosterà in modo significativo per l’intero esercizio fiscale.
Tuttavia, il mercato vuole rassicurazioni sulla sostenibilità di questa elevata redditività, considerando i costi legati ai chip di memoria in costante crescita. Nvidia si rifornisce da aziende come Samsung per questi semiconduttori, necessari per costruire le potenti GPU, e una carenza produttiva potrebbe rappresentare un rischio da non sottovalutare.
“I margini rappresentano potenzialmente un fattore di rischio”, ha affermato Melissa Otto, responsabile della ricerca su tecnologia, media e telecomunicazioni di Visible Alpha. “La questione sarà capire il livello del margine lordo in ingresso nel primo trimestre e se verranno fornite indicazioni per il resto dell’anno”.
Un altro elemento di grande attenzione nella trimestrale di Nvidia riguarda la Cina. Non tanto per i ricavi dei data center nel Paese, che Nvidia ha già annunciato di non includere nel quarto trimestre, quanto per la capacità dell’azienda di vendere in Cina dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dato il via libera ai chip H200, meno potenti rispetto a quelli più avanzati.
Per tutte queste ragioni, sarà importante ciò che dirà l’Amministratore delegato Jensen Huang nella conferenza con gli analisti, a margine della pubblicazione dei dati, anche e soprattutto in merito alle spese in AI delle Big Tech e alla disruption causata dalla nuova tecnologia con particolare riferimento alle aziende software. “Ciò che Nvidia dirà sulla guidance è importante, così come quello che dirà sulle vendite all’estero e su cosa potrà effettivamente vendere”, ha dichiarato Luke Rahbari, CEO di Equity Armor Investments.
La paura è perla reazione del mercato
Il titolo Nvidia rappresenta circa il 7% dell’S&P 500: il gigante di Santa Clara è la società a maggiore capitalizzazione al mondo con un valore di mercato di circa 4.700 miliardi di dollari. Di conseguenza, quanto verrà comunicato questa sera avrà un’influenza enorme sull’andamento dell’indice nei prossimi giorni.
Gli Stati Uniti hanno appena archiviato una delle stagioni delle trimestrali più solide degli ultimi anni, ma il comportamento del mercato azionario non ha seguito le indicazioni positive emerse dai conti. Secondo i dati forniti da Jefferies Financial Group, le società dell’S&P 500 hanno registrato una crescita degli utili del 13% nel quarto trimestre, quasi sei punti percentuali oltre le attese, esprimendo anche ottimismo sull’anno in corso.
Eppure, l’S&P 500 ha perso l’1,7%, segnando una delle peggiori performance durante una stagione degli utili negli ultimi dieci trimestri. Questo indica che il mercato è attualmente influenzato da fattori che vanno oltre i risultati aziendali, e che molti osservatori finanziari attribuiscono alle incertezze legate all’intelligenza artificiale.
Per tale ragione, la trimestrale di Nvidia di questa sera finirà per avere un’importanza cruciale. “Un’accoglienza positiva dei risultati di Nvidia potrebbe contribuire a migliorare il sentiment sul cosiddetto ‘AI pain trade’”, ha detto Rahbari. “Se Nvidia uscirà dicendo che l’AI è positiva per l’intero settore e per questa struttura, penso che una marea che sale sollevi tutte le barche, compreso il software”.
David Pascucci, market analyst del broker XTB, mette invece in guardia sulle possibili reazioni del mercato. “Il problema delle trimestrali risiede sempre nella reazione del mercato: nelle ultime trimestrali delle big abbiamo visto ottimi risultati seguiti da reazioni negative, una situazione che potrebbe tranquillamente ripetersi con Nvidia”, ha affermato. “Ricordiamo che solitamente la volatilità attesa sui titoli dopo le trimestrali è del +/- 8% in after-hours. Domani ci sarà poi la ‘sentenza’ del mercato a negoziazione continua”.
E le azioni Nvidia?
Ovviamente, anche le azioni Nvidia sono sotto i riflettori dopo il rilascio della trimestrale. Il mercato delle opzioni prezza un movimento di circa il 5% in entrambe le direzioni il giorno successivo alla pubblicazione dei risultati. In ciascuno degli ultimi due report trimestrali, il titolo è sceso il giorno seguente.
Gabriel Debach, market analyst di eToro, osserva che “più Alphabet, Meta, Amazon e Microsoft investono nell’infrastruttura AI, più Nvidia ha da guadagnare come fornitore di riferimento di chip specializzati ad alte prestazioni”. Tuttavia, sottolinea anche che “nonostante tutte queste spese, il prezzo delle azioni Nvidia è rimasto quasi inattivo negli ultimi sei mesi. Sono passati 77 giorni dall’ultimo massimo storico, una sequenza che non si vedeva dal periodo successivo all’effetto DeepSeek”.
Un altro aspetto interessante è che il rapporto prezzo/utili di Nvidia, riferito ai prossimi 12 mesi, è inferiore a 30, un livello più basso rispetto al multiplo della stessa azienda negli ultimi anni e a quello di altre Big Tech. Il titolo è quindi sottovalutato? Osservando le indicazioni del fair value di Forecaster.biz sembrerebbe di sì. Attualmente questo valore è pari a 269,96 dollari, circa il 40% in più rispetto al prezzo di mercato di 192,85 dollari registrato nell’ultima chiusura di Wall Street.