Nvidia sta provando a rilanciare il proprio business in Cina. Il più grande progettista mondiale di chip ha inviato ai clienti cinesi una comunicazione con cui li informa della disponibilità, già a partire da agosto, dei nuovi processori centrali per data center dedicati all'intelligenza artificiale, denominati "Vera". Le aziende interessate possono quindi iniziare a effettuare gli ordini. La notizia è stata riportata in esclusiva da Reuters, che ha citato tre fonti a conoscenza della questione.
Si tratta di un passo avanti importante nei rapporti tra Nvidia e la Cina, dove la quota di mercato dell'azienda si è praticamente azzerata a causa delle restrizioni statunitensi sull'esportazione di chip avanzati. Recentemente, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dato il via libera alla vendita degli H200, i secondi semiconduttori più potenti del colosso di Santa Clara, in occasione di un incontro con il suo omologo cinese Xi Jinping.
Le spedizioni erano rimaste bloccate per mesi, causando un forte calo del fatturato di Nvidia nell'area. Washington ha concesso licenze a circa dieci aziende cinesi per acquistare il chip H200, ma finora non è stata effettuata alcuna consegna. Le autorità cinesi, infatti, non hanno ancora rilasciato le necessarie autorizzazioni.
Nvidia: cosa sapere dei processori Vera
Il chip Vera è progettato per gestire le operazioni di elaborazione che avvengono dietro le quinte e sulle quali fanno affidamento gli agenti AI. Secondo Nvidia, il processore, presentato a marzo e attualmente in piena produzione, è fino a 1,8 volte più veloce rispetto alle soluzioni concorrenti. Il chip viene implementato in collaborazione con importanti società cloud, tra cui Alibaba e ByteDance.
La società di ricerca SemiAnalysis ha affermato che un singolo processore Vera costerà oltre 20.000 dollari, mentre un rack completamente configurato con 256 chip potrebbe raggiungere un valore di circa 10 milioni di dollari, a seconda della configurazione della memoria. Inoltre, la maggior parte dei chip sarà inizialmente destinata ai grandi rack preassemblati utilizzati dagli hyperscaler, mentre la produzione dei server equipaggiati con due processori aumenterà in una fase successiva.
L'amministratore delegato Jensen Huang ha dichiarato di aspettarsi che Vera diventi un business multimiliardario per Nvidia, con ricavi pari a 20 miliardi di dollari entro la fine dell'esercizio fiscale 2026, che si concluderà a gennaio.
Ma ci sarà davvero un interesse cinese?
La Cina sta spingendo con forza affinché le proprie aziende raggiungano l'autosufficienza nell'approvvigionamento di chip avanzati, sganciandosi così dalla dipendenza dalle tecnologie statunitensi. Le pressioni del governo hanno spinto aziende come Huawei ad accelerare questo processo, sviluppando in molti casi alternative competitive.
Viene quindi da chiedersi se i clienti cinesi abbiano un interesse sufficiente da aiutare Nvidia a raggiungere gli obiettivi prefissati. Secondo le fonti di Reuters, alcuni clienti hanno già manifestato interesse. Una delle principali società del settore prevede di ordinare oltre 300 server dotati di due CPU Vera ciascuno. In una prima fase, l'azienda utilizzerà i sistemi per effettuare test e soltanto successivamente potrebbe decidere di procedere con ordini su larga scala.
Resta però da verificare se l'interesse iniziale si tradurrà in un'adozione diffusa del processore. Una delle fonti sostiene che persistano criticità legate agli ecosistemi software, alla compatibilità dei sistemi e alle difficoltà di migrazione dei carichi di lavoro costruiti attorno ai chip AI sviluppati in Cina. Per questo motivo, i clienti cinesi prevedono inizialmente di utilizzare i chip Vera esclusivamente nei propri data center situati all'estero, dove verranno effettuati i test preliminari.