Kering limita il calo dei ricavi nel Q4, ma la sfida resta Gucci | Investire.biz

Kering limita il calo dei ricavi nel Q4, ma la sfida resta Gucci

10 feb 2026 - 13:00

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Ricavi Q4 meglio delle attese, ma Gucci è al 10° trimestre in calo. Il nuovo CEO de Meo punta su margini e debito per rilanciare il gruppo nel lusso

Kering apre una nuova fase della propria storia industriale con il primo trimestre sotto la guida del nuovo CEO Luca de Meo. Il gruppo francese del lusso ha chiuso il quarto trimestre con ricavi pari a 3,9 miliardi di euro, in calo del 3% a cambi costanti: una flessione più contenuta rispetto al -5% atteso dal consenso degli analisti.

Un risultato che segnala primi segnali di stabilizzazione operativa, ma che non cambia la natura del problema principale del gruppo, ovvero la lunga fase di debolezza di Gucci. Il marchio italiano, che rappresenta ancora la parte predominante della redditività del gruppo, ha registrato un calo del 10% delle vendite, segnando il decimo trimestre consecutivo di contrazione.

Tuttavia, secondo il management, la dinamica ha mostrato un miglioramento nella parte finale dell’anno grazie all’introduzione di nuovi prodotti e alla buona performance delle borse, categoria chiave per la marginalità del settore luxury.

 

Kering: margini sotto pressione e ristrutturazione in corso

Negli ultimi anni Kering ha perso terreno rispetto ai principali concorrenti. Il margine operativo del gruppo è sceso all’11%, mentre Gucci è al 16%, livelli nettamente inferiori rispetto al 2022 quando erano rispettivamente al 28% e al 36%. Il confronto con LVMH rimane impegnativo: il colosso rivale mantiene un margine intorno al 22%, con la divisione moda e pelletteria al 35%.

Anche la generazione di cassa riflette la fase complessa. Il free cash flow operativo è sceso del 35% su base annua, attestandosi a 2,3 miliardi di euro (escludendo operazioni straordinarie immobiliari). La combinazione di calo della redditività e struttura dei costi elevata ha alimentato l’attenzione degli investitori sulla leva finanziaria, oggi pari a circa 8 miliardi di debito netto, oltre a circa 5 miliardi di passività di leasing.

Per affrontare la situazione, de Meo ha già avviato una revisione strutturale. Il gruppo ha ceduto la divisione beauty e alcune licenze a L’Oréal per 4 miliardi di euro, rafforzando la liquidità e riducendo la leva. Parallelamente è stata ridotta la rete retail con la chiusura di 75 boutique, mentre ulteriori interventi sono previsti.

 

Kering: Gucci deve tornare a vendere

Il vero punto critico resta però la crescita organica. Negli ultimi anni Gucci ha sofferto il cambio di gusto del mercato dopo la fine del ciclo creativo di Alessandro Michele, con un sell-through - la quota di prodotti venduti a prezzo pieno - significativamente inferiore rispetto ai leader del settore come Louis Vuitton ed Hermès.

Il nuovo management ha indicato chiaramente la priorità: prima ancora della finanza, serve il rilancio commerciale. La pulizia del bilancio è stata accolta positivamente dal mercato, ma il recupero della valutazione dipenderà dalla capacità di aumentare i ricavi e ripristinare il posizionamento del brand.

Il piano strategico completo sarà presentato ad aprile durante l’Investor Day. Da quel momento gli investitori avranno indicazioni più precise sulla traiettoria industriale. Per ora, il quarto trimestre suggerisce che la fase peggiore potrebbe essere alle spalle.

 

Azioni Kering: cosa dice il Forecaster

 

Nonostante il balzo in corso, le azioni Kering rimangono impostate al ribasso se si guarda l’azione dei prezzi in atto dai massimi segnati a ottobre in area 354 euro. I prezzi hanno rimbalzato dopo il test della linea di tendenza che collega i minimi segnati ad aprile e giugno 2025, tornando sopra al livello statico a 283 euro. La difesa di quest’ultimo livello potrebbe favorire l’implementazione di strategie long.

Per quanto riguarda la stagionalità - analizzata con la piattaforma Forecaster - gli archi temporali selezionati mostrano una possibile fase rialzista che potrebbe estendersi fino a fine aprile, seguita da un potenziale storno nella prima decade di maggio, prima di un eventuale nuovo allungo.

 

 

Il tool “Projection” della piattaforma Forecaster, con orizzonte temporale a un mese, evidenzia – nello scenario “best match” (linea blu) e “short” (linea rossa) una possibile flessione verso area 212-198 euro, seguita da un possibile rimbalzo verso area 280 euro (scenario “best match”). (PREVEDERE I MERCATI CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: la nuova funzionalità di Forecaster Terminal).

 

 

 

 

 

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