Con l'attenzione degli operatori sempre rivolta agli sviluppi del conflitto in Medio Oriente e ai segnali inflattivi che emergono in Europa e Oltreoceano, le Borse europee hanno terminato le contrattazioni in ordine sparso.
In questo contesto è una giornata al momento negativa per Wall Street che, in attesa della trimestrale di Nvidia, paga sia le decise vendite presenti sul settore tecnologico che la risalita dei rendimenti dei titoli Stato. Nello specifico il Treasury a 30 anni si porta sui massimi degli ultimi 19 anni al 5,18%.
Con il Parigi in calo dello 0,05% e Francoforte in guadagno dello 0,73%, grazie agli acquisti presenti su Sap e Rheinmetall, il FTSE Mib ha concluso la seconda seduta della settimana in discesa dello 0,65% a 48.354,89 punti.
Operativamente il mancato recupero dei 48.500 punti dovrebbe favorire una continuazione delle vendite sull'indice italiano. I prossimi target sarebbero posti sui 48.300-48.250 punti e a seguire la soglia dei 48 mila punti. La violazione di questi ultimi sostegni dovrebbe spingere i corsi verso i 47.750 punti e successivamente in direzione dei 47.500 punti, dove verrebbe messo sotto pressione l'indicatore daily del Supertrend.
Tra le azioni che a Piazza Affari hanno registrato una performance decisamente negativa troviamo Ferretti, che paga i deludenti dati del primo trimestre. Andiamo a leggerli nel dettaglio e a scoprire l'outlook sul 2026.
Ferretti: ricavi in calo dell'8%
Un contesto commerciale meno dinamico e una conversione degli ordini più lenta di quanto preventivato, ha impattato sui conti del primo trimestre di Ferretti.
Il costruttore di yacht ha terminato i primi 3 mesi del 2026 con ricavi in calo dell'8% a 302,1 milioni di euro e un utile netto in discesa del 12% a 21 milioni di euro. Segnali di debolezza sono arrivati anche dal margine operativo lordo diminuito nel trimestre del 7,2% a 48,7 milioni di euro, con un margine che è passato dal 16% al 16,1%.
Con una raccolta ordini scesa del 33,7% a 179,6 milioni di euro, a causa dell'incertezza globale generata dalle tensioni in Medio Oriente, il portafoglio ordini è passato dagli 828,6 milioni di euro del 31 dicembre scorso agli attuali 722,3 milioni di euro.
Nel dettaglio il segmento Composite yachts, che rappresenta il 53% della raccolta, ha visto ordini in aumento del 7,3% a 96,1 milioni di euro, mentre il segmento Made to measure yachts, che vale il 46,5% della raccolta, ha visto un calo degli ordini del 42,1% a 83,5 milioni di euro.
Per quanto riguarda sia il segmento Super yachts, che vale il 12,2% della raccolta, che gli altri business, che valgono l'1,4% della raccolta, non hanno raccolto ordini. In forte calo del 92,6% è risultata la posizione finanziaria netta, che si è attestata a 18,4 milioni di euro.
Nel corso della presentazione dei dati l'amministratore delegato del Gruppo, Stassi Anastassov, ha ricordato come oltre 400 milioni di ‘Net Backlog' si convertiranno in ricavi nel 2026, offrendo una visibilità significativa sull’evoluzione dell’esercizio.
Per l'esercizio in corso l'azienda prevede quindi di raggiungere ricavi netti tra 1,25 e 1,26 miliardi di euro, con un margine operativo lordo compreso tra il 16,2% e il 16,6%. Gli investimenti dovrebbero attestarsi tra 70 e 75 milioni di euro.
Inoltre in attesa del nuovo Piano industriale che dovrebbe essere presentato entro la fine del 2026, il management ha voluto sottolineare come gli Usa rappresenteranno una priorità per la crescita del Gruppo.
Azioni Ferretti: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si sono comportare le azioni Ferretti sulla Borsa italiana e quali sono le attese nel breve e medio periodo. Con volumi in aumento rispetto alla media giornaliera mensile è stata una seduta in deciso ribasso per il titolo Ferretti che, con un calo del 5,06%, ha terminato le contrattazioni a 3,08 euro.
Con una struttura grafica che si è decisamente deteriorata nel corso delle ultime settimane, fondamentale sarà la tenuta dei 3 euro. L'eventuale violazione di questi supporti andrebbe a indebolire ulteriormente la struttura grafica, con prossimi obiettivi i 2,9 euro e a seguire i 2,8 euro. La mancata tenuta di tali livelli dovrebbe spingere i corsi verso i minimi degli ultimi 12 mesi in area 2,65-2,60 euro.
Al contrario il superamento dei 3,25 euro, dove transita la media mobile di lungo periodo, dovrebbe porre le basi per un recupero del titolo. In questo caso il primo obiettivo sarebbe situati sui 3,35 euro e a seguire i 3,5 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 15 maggio.
Sopra questi livelli è possibile una continuazione degli acquisti verso i 3,65 euro e a seguire i 3,75-3,80 euro, dove verrebbe messo sotto pressione l'indicatore daily del Supertrend. L'eventuale superamento di tali aree andrebbe a rafforzare il quadro grafico di fondo, con possibili allunghi verso i 4 euro e successivamente i top assoluti in area 4,25-4,3 euro.
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