FedEx rafforza la propria strategia europea nel last-mile delivery partecipando a un consorzio guidato dal fondo Advent per l’acquisizione di InPost, operatore di locker automatici per pacchi, in un’operazione da circa 7,8 miliardi di euro (9,2 miliardi di dollari).
L’offerta, pari a 15,60 euro per azione e con un premio di circa il 17% rispetto alla chiusura di venerdì, segnala la volontà del gruppo statunitense di espandere la presenza nella logistica e-commerce fuori dagli Stati Uniti.
Nel nuovo assetto, FedEx e Advent deterranno ciascuno il 37% della società, mentre il fondatore e CEO Rafal Brzoska controllerà il 16% tramite il veicolo A&R e il gruppo ceco PPF il restante 10%. L’operazione dovrebbe chiudersi nella seconda metà dell’anno e InPost continuerà a operare con lo stesso marchio e management in Polonia.
FedEx: la logica dietro la mossa strategica in Europa
Per FedEx il deal rappresenta soprattutto una mossa strategica sulla consegna “out-of-home”, cioè tramite locker automatizzati, segmento in forte crescita nell’e-commerce europeo. InPost possiede una delle reti di APM (automated parcel machines) più estese del continente, attiva in nove Paesi, e punta a espandersi in Francia, Spagna, Portogallo, Italia, Benelux e Regno Unito.
Questa infrastruttura consente a FedEx di migliorare l’ultimo miglio, la fase più costosa della spedizione, riducendo i tentativi di consegna falliti e aumentando la flessibilità per i consumatori. In pratica, i locker permettono di comprimere costi operativi e tempi di consegna, due fattori chiave nella competizione con operatori integrati e marketplace logistici.
FedEx-InPost: una risposta alla pressione competitiva
Il mercato europeo dei pacchi è diventato sempre più competitivo e a bassa marginalità, mentre i volumi e-commerce continuano a crescere. Negli ultimi anni InPost ha investito aggressivamente nell’espansione - con acquisizioni come Yodel nel Regno Unito - sacrificando parte della redditività. FedEx punta ora a sfruttare la rete già costruita per aumentare l’efficienza del proprio network internazionale.
Dal punto di vista strategico, l’operazione avvicina FedEx a un modello più capillare e urbano, meno dipendente dalle consegne porta-a-porta tradizionali e più orientato a punti di ritiro automatizzati, una dinamica già diffusa in Europa ma ancora poco presente negli Stati Uniti.
Azioni FedEx: cosa dice il Forecaster

Le azioni FedEx sono evidentemente impostate al rialzo dai minimi registrati a ottobre scorso in area 222 dollari. Il rally degli ultimi mesi ha portato i prezzi in area 370 dollari, segnando una performance di oltre il 64% negli ultimi 4 mesi. L’attuale struttura grafica farebbe privilegiare l’implementazione di strategie long in linea con il trend sottostante.
Tuttavia, per quanto riguarda la stagionalità - analizzata con la piattaforma Forecaster - gli archi temporali selezionati mostrano una possibile fase di debolezza che potrebbe estendersi fino a metà marzo, seguita da una potenziale ripartenza al rialzo che potrebbe durare fino ai primi giorni di aprile.


Il tool “Projection” della piattaforma Forecaster, con orizzonte temporale a un mese, evidenzia – nello scenario “best match” (linea blu) e “long” (linea verde) il possibile sviluppo di un trading range compreso tra i 354 dollari come supporto e i 394 dollari come resistenza. Eventuali posizioni in acquisto potrebbero quindi essere valutate in area 350-354 dollari (PREVEDERE I MERCATI CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: la nuova funzionalità di Forecaster TerminalA).

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