Quando si parla di scenari macroeconomici e di nuovi paradigmi globali, le sorprese più grandi arrivano spesso dalle latitudini che il mercato tende momentaneamente a trascurare. "La Cina sta esplodendo in innovazione". Questa affermazione porta la firma di Davide Serra, fondatore di Algebris e riconosciuto come uno dei gestori di patrimoni italiani più capaci e celebri a livello mondiale.
In un recente video pubblicato sul canale YouTube della sua società di gestione, l'esperto ha spiegato in maniera dettagliata perché proprio questo territorio sarà uno dei mercati su cui punterà con maggiore convinzione nei prossimi anni. Vi invito a leggere fino in fondo questa analisi, poiché scopriremo anche come il team di investire.biz ha deciso di posizionarsi concretamente per capitalizzare sulle opportunità offerte da quest'area geografica.
I fattori di rottura: energia, cervelli e il salto quantico tecnologico
Le valutazioni di Serra non si basano unicamente su freddi modelli matematici, ma su osservazioni dirette raccolte durante un viaggio di 10 giorni in Cina, un'esperienza che ha messo in luce dinamiche strutturali impressionanti. Il primo elemento di discontinuità riguarda la capacità di generare energia elettrica, un pilastro per qualsiasi sviluppo industriale futuro.
Per comprendere le proporzioni, l'infrastruttura installata cinese è ormai pari a tre volte quella degli Stati Uniti. Il divario si fa ancora più marcato guardando alla capacità marginale: se l'anno scorso gli USA hanno aggiunto circa 54 gigawatt alla loro rete, Pechino ne ha integrati ben 550 gigawatt, viaggiando a una velocità di implementazione dieci volte superiore.
Il vantaggio competitivo si estende prepotentemente anche al capitale umano e accademico. Le stime indicano che, per i prossimi cinque anni, il numero di laureati con PhD in materie STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) supererà di gran lunga la produzione combinata di Europa e Stati Uniti.
Questo esercito di talenti sta già producendo risultati concreti: oggi, un impressionante 60-70% di tutti i paper accademici innovativi a livello mondiale focalizzati su settori cruciali come la robotica, l'intelligenza artificiale, l'industrializzazione di precisione, la green economy e i veicoli elettrici proviene proprio da questo Paese. Non si tratta di una semplice crescita lineare, ma di un vero e proprio salto quantico dal punto di vista dell'innovazione tecnologica.
Hong Kong come ponte strategico per attrarre capitali globali
Dal punto di vista sistemico, Serra ha individuato una strategia politica ben precisa: il partito centrale desidera mantenere un canale di accesso privilegiato al mercato dei capitali globale attraverso il fiorire di IPO e quotazioni sulla Borsa di Hong Kong. Questo ecosistema funge da magnete per attrarre i migliori cervelli, offrendo un ibrido vincente. Si tratta di un ambiente che rimane "100% Cina", ma che al contempo garantisce quella indispensabile libertà economica e imprenditoriale necessaria per competere e prosperare sulla scena internazionale.
Un mercato azionario fuori scala rispetto all'economia reale
Spostando il focus sulle metriche puramente finanziarie, l'analisi evidenzia uno squilibrio clamoroso e denso di opportunità. Attualmente, l'economia della nazione pesa per circa il 30% del PIL globale, eppure la sua rappresentazione all'interno dei mercati azionari mondiali non raggiunge nemmeno il 10%. Secondo le valutazioni di Algebris, sia la valuta locale (il Renminbi) sia l'intero mercato azionario risultano profondamente sottovalutati.
Mentre l'azionario globale viaggia a multipli generosi, scambiando a circa 20-25 volte gli utili e offrendo un dividend yield del 2-3%, la piazza orientale tratta a 10-12 volte gli utili, garantendo un rendimento da dividendi ben più interessante, stimato intorno al 4-5%. Esporsi oggi attraverso gli indici di Hong Kong significa acquistare asset strategici a valutazioni scontate.
Nel medio-lungo termine, questo posizionamento favorirà un eccezionale effetto compound (interesse composto), soprattutto perché si investe in quelli che saranno i "clear winner" (i chiari vincitori) assoluti dell'innovazione nel corso del prossimo decennio.
Fonte: Forecaster.biz
La conferma analitica attraverso il Forecaster Terminal
Le intuizioni di Davide Serra trovano un formidabile e rigoroso riscontro matematico. Per verificarlo, è sufficiente accedere al nostro Forecaster Terminal. Navigando nella sezione Ranking posta nel menu superiore dell'applicativo, è possibile esplorare l'intero database di indici, settori e industries globali. Selezionando gli indici asiatici, il nostro faro si accende immediatamente sull'Hang Seng di Hong Kong, esattamente il listino che ha stuzzicato l'interesse del celebre gestore.
I dati estratti dal nostro software spazzano via ogni dubbio: l'indice asiatico è oggettivamente e pesantemente sottovalutato. Grazie ai sofisticati algoritmi del Forecaster, in grado di calcolare il fair value (ovvero il valore intrinseco e fondamentale) per ogni singola azienda componente, scopriamo che l'Hang Seng nella sua interezza presenta una sottovalutazione del 35,59%. Se tracciamo un parallelo con l'indice americano di riferimento, l'S&P 500, notiamo una situazione diametralmente opposta, con il mercato statunitense che risulta attualmente prezzato in maniera del tutto corretta rispetto ai suoi fondamentali.
Solidità degli utili e un rapporto P/E imbattibile
Scavando all'interno dell'architettura dell'Hang Seng, notiamo un paniere composto da 47 compagnie, dove le prime 10 posizioni dominano la scena pesando per il 60% dell'indice, con una forte concentrazione nel settore finanziario e bancario. Esaminando la pagina di Overview dedicata allo strumento, emerge un dettaglio che non può essere ignorato: le aziende sottostanti stanno generando profitti stellari.
Sovrapponendo il grafico dei prezzi dell'Hang Seng all'andamento del net income (utile netto) aggregato dei suoi componenti, si nota una solidità senza precedenti. L'indice ha storicamente abbattuto il muro dei 2 trilioni di dollari di Hong Kong in utili, registrando livelli di redditività mai visti prima. Questo disallineamento tra prezzi stagnanti e profitti record si riflette inevitabilmente sul rapporto P/E (Prezzo/Utili). L'analisi puntuale del Forecaster fissa il P/E attuale dell'Hang Seng a 17,4, un multiplo incredibilmente più a buon mercato se confrontato con il P/E di 27 sfoggiato attualmente dall'S&P 500.
Fonte: Forecaster.biz
Come posizionarsi nel megatrend: il certificato Best of China
L'analisi di Davide Serra, supportata in maniera chirurgica dai nostri strumenti proprietari, ci ha convinto pienamente. Come si traduce questa consapevolezza macroeconomica in una strategia operativa applicabile? Per scoprirlo, vi invitiamo a visitare il nostro portale specializzato tuttocertificati.it. All'interno della sezione dedicata al "Monitor Certificati", che racchiude tutte le nostre operazioni a mercato, abbiamo appena inaugurato una nuova e promettente posizione, facilmente individuabile a pagina due della watchlist.
Abbiamo ribattezzato questo strumento Best of China, identificato univocamente dal codice ISIN DE000VY2EJK2. Si tratta di un certificato di investimento costruito su un paniere di sottostanti d'eccezione: Alibaba Group, JD.com, Meituan, Tencent Holdings e Xiaomi Corporation. Parliamo di aziende totalmente orientali ma regolarmente quotate sull'indice Hang Seng di Hong Kong.
Fonte: Vontobel.com
Rendimenti elevati, ruolo strategico ed effetto memoria
Questi colossi non sono semplicemente le aziende a maggiore capitalizzazione del listino, ma rappresentano l'autentica spina dorsale dell'economia e della mastodontica infrastruttura tecnologica del Paese. Il certificato è stato strutturato per erogare una corposa cedola mensile pari a 1,49 euro, offrendo agli investitori la concreta possibilità di maturare un rendimento annuo del 17,88%. Se la tesi della ripartenza asiatica si rivelerà corretta, garantirsi un simile flusso di cassa periodico rappresenta un'opportunità di assoluto rilievo.
Un ulteriore punto di forza dello strumento è la presenza dell'effetto memoria. Qualora le oscillazioni fisiologiche del mercato dovessero causare uno storno momentaneo portando i titoli al di sotto delle soglie di pagamento, le cedole non incassate non andrebbero perdute, ma verrebbero recuperate integralmente non appena le azioni torneranno a rispettare le condizioni previste in una delle date di osservazione successive.
Attualmente, questo certificato è appena stato quotato e viaggiava a un prezzo estremamente interessante di 99,90 anche se va detto che è già salito a 102, a conferma però della sua bontà. La distanza di sicurezza dalle soglie di rischio è decisamente rassicurante: il titolo peggiore del paniere ("worst of") è al momento Tencent, che conserva un eccellente cuscinetto del 33,89% di distanza dalla barriera invalidante. Per visionare questa struttura in tempo reale e seguire i nostri aggiornamenti, vi ricordiamo che sul sito tuttocertificati.it, nella sezione Monitor Certificati, è disponibile la panoramica completa di tutti gli strumenti su cui abbiamo scelto di investire.
Vi invito a monitorare questi ISIN su tuttocertificati.it e ad unirvi al canale Telegram per gli aggiornamenti in tempo reale sulle date di osservazione e sui pagamenti delle cedole.
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