E' stata una giornata all'insegna della debolezza sulle Borse europee che, dopo il rimbalzo di ieri, hanno chiuso le contrattazioni in generale territorio negativo.
A impattare negativamente sul sentiment degli operatori sono i raid israeliani sul Libano e i contrasti sulla riapertura dello stretto di Hormuz, che stanno mettendo a rischio la tregua raggiunta martedì notte da Usa e Iran. In questo contesto gli acquisti sono tornati sia sul biglietto verde che sul petrolio, con il Brent e il WTI in guadagno del 2,4% e del 5,8%.
Con Parigi e Francoforte che hanno terminato la giornata in ribasso dello 0,6% e dell'1,34%, sorprende positivamente il FTSE Mib, con l'indice di riferimento di Piazza Affari che ha chiuso la terza seduta della settimana in guadagno dello 0,5% a 47.327,99 punti.
Nel breve periodo le attese sull'indice italiano sono di una continuazione del trend rialzista in direzione dei massimi degli ultimi 26 anni in area 47.500 punti. Il superamento di queste aree andrebbe a rafforzare ulteriormente il quadro grafico, con prossimi obiettivi i 47.750-47.800 punti e a seguire la soglia dei 48 mila punti. Al contrario segnali di debolezza si avrebbero solo con il ritorno dei corsi sotto l'area dei 45 mila punti.
Tra le azioni che si stanno mettendo in luce a Wall Street troviamo CoreWeave, dopo che l'azienda ha siglato un nuovo accordo con Meta. Andiamo a vedere di cosa si tratta e com'è impostato il titolo dal punto di vista grafico.
Coreweave: accordo da 21 mld $ con Meta
CoreWeave, fornitore di servizi cloud specializzato in infrastrutture ad alte prestazioni per l'intelligenza artificiale, e Meta hanno comunicato di aver ampliato la loro partnership esistente, originariamente valutata fino a 14,2 miliardi di dollari, con un nuovo accordo il cui valore è vicino ai 21 miliardi di dollari.
Nello specifico CoreWeave fornirà al colosso guidato da Mark Zuckerberg capacità cloud dedicata fino al 2032, supportando al tempo stesso lo sviluppo e l'implementazione dell'intelligenza artificiale da parte di Meta.
L'infrastruttura si estenderà su più sedi e comprenderà alcune delle prime implementazioni della piattaforma Nvidia Vera Rubin. L'obiettivo è quello di migliorare l'efficienza, l'affidabilità e la scalabilità per le operazioni AI di Meta.
La piattaforma Nvidia Vera Rubin è un'architettura di supercalcolo AI di nuova generazione, che dovrebbe rappresentare una svolta significativa per il passaggio dalla "Generative AI" all'"Agentic AI". In questo caso l'intelligenza artificiale eseguirà tutti i passaggi per arrivare ai propri obiettivi senza affidarsi ai comandi umani.
L'accordo raggiunto dai due Gruppi conferma ancora una volta la crescente domanda del settore di infrastrutture ad alte prestazioni, in grado di supportare carichi di lavoro di intelligenza artificiale sempre più impegnativi e su larga scala.
Da segnale infine che Coreweave per finanziare il costo dell'ingresso in transazioni capped call, ha deciso di offrire obbligazioni senior convertibili con scadenza 2031 e 2032 per un importo tortale di 4,25 miliardi di dollari.
CoreWeave: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si stanno muovendo le azioni CoreWeave sulla Borsa statunitense. Prosegue il rimbalzo del titolo CoreWeave che, partito dai minimi di periodo toccati lo scorso 30 marzo in area 67,15 dollari, si portano oltre la soglia degli 90 dollari.
Dal punto di vista operativo la tenuta di queste aree dovrebbe far proseguire gli acquisti in direzione dei 95,02 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 27 febbraio, e successivamente i massimi degli ultimi due mesi sui 103 dollari.
Nel caso in cui queste aree dovessero essere lasciate alle spalle, si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico di medio periodo. I prossimi obiettivi di tale movimento ascendente sarebbero situati sui top del 2026 in area 115 dollari e in seguito i massimi degli ultimi 6 mesi posti sui 130 dollari.
Al contrario la perdita dei minimi intraday odierni situati sugli 85 dollari, dovrebbe aprire le porte a una nuova fase correttiva di breve periodo che potrebbe essere sfruttata con delle operazioni short.
Il primo target di tale movimento sarebbe situato sugli 80 dollari e in seguito i 76-75,5 dollari. La perdita di questi sostegni dovrebbe far proseguire il ribasso prima in direzione dei 70 dollari e successivamente verso i minimi degli ultimi 2 mesi situati sui 67,15 dollari.
L'eventuale violazione di queste ultime aree spingerebbe le azioni a mettere sotto pressione i minimi degli ultimi 11 mesi situati sui 63,8 dollari.
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