Con il focus degli operatori che rimane sempre rivolto sia alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente che alle trimestrali in arrivo da Oltreoceano, le Borse europee aprono la quarta seduta della settimana in leggero territorio positivo.
Al contrario, è stata una giornata contrassegnata da vendite sui listini asiatici che, nel giorno in cui la Corea del Sud ha aumentato dopo 3 anni i tassi di interesse, hanno chiuso le contrattazioni in generale ribasso. Nello specifico Tokyo ha perso il 2,63%, mentre il Kospi coreano è arretrato del 6,37%.
Con i futures di Wall Street che si muovono nei pressi della parità, il FTSE Mib inaugura la giornata in guadagno dello 0,3% oltre l'area dei 52.500 punti.
La tenuta di questi livelli dovrebbe far proseguire il recupero dell'indice italiano. I prossimi obiettivi sarebbero situati sui 52.750-52.800 punti e a seguire la soglia dei 53 mila punti. Al contrario, la perdita dei 52 mila punti andrebbe a riattivare la fase correttiva di breve periodo, con primi target situati sui 51.500 punti e successivamente l'area dei 51.250-51.200 punti.
Tra le azioni da seguire a Piazza Affari troviamo Banca Mediolanum, con il Gruppo che ha comunicato la cessione di un proprio asset. Andiamo a scoprire di cosa si tratta.
Banca Mediolanum cede Flowe a Dinit
Il Gruppo guidato da Massimo Doris ha comunicato di aver raggiunto un accordo con la slovena Dinit Card Services per la cessione di Flowe, la fintech di Banca Mediolanum. Superando la concorrenza di Numia, Bancomat e Nexi, la società slovena ha già avviato l'iter per ottenere l'autorizzazione da parte di Bankitalia.
L'operazione si è chiusa a un prezzo di circa 500 mila euro e mette fine per Banca Mediolanum a un'iniziativa lanciata nel 2020 che doveva nei piani iniziali intercettare una clientela più smart e giovane e che avrebbe dovuto andare a break even in tre anni.
Invece la realtà è stata differente, tanto che nel 2023 la società presentava un rosso di 30 milioni, 23 milioni nel 2024, per arrivare a una perdita di quasi 8,4 milioni di rosso nel 2025.
Nel corso degli ultimi anni Flowe si è riposizionata verso il B2B, offrendo tecnologia e infrastrutture digitali ad altre aziende.
Con questa operazione Banca Mediolanum vende un asset divenuto no core, mentre Dinit acquisisce una società con un patrimonio di circa 10 milioni di euro, rafforzando la propria presenza sul mercato italiano.
Il Ceo dell'azienda, Primoz Patru, già responsabile della divisione carte dell'ex Banka Koper di Intesa Sanpaolo, avrà ora il compito di sviluppare il business B2B di Flowe, che supporta migliaia di aziende nel settore dei pagamenti.
Azioni Banca Mediolanum: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere cosa ci suggerisce l'analisi tecnica nel breve e medio periodo sulle azioni Banca Mediolanum.
È stata una seduta in leggero territorio negativo quella di ieri per il titolo Banca Mediolanum, con le quotazioni che hanno chiuso 22,51 euro. Con un'impostazione che su tutti i time frame è confermata al rialzo, le attese sono per un test sui top assoluti situati a 22,87 euro.
Con il superamento di questi livelli si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico, con prossimi obiettivi i 23,5 euro e successivamente la soglia dei 24 euro.
Eventuali prese di beneficio che dovessero riportare il titolo in direzione dei 21,30-21,40 euro, minimi dell'ultimo mese e dove transita l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario, la violazione di tali supporti andrebbe a indebolire il quadro grafico di breve termine.
Il primo target sarebbe situato sui 20,9 euro, dove troviamo la media mobile a 50 giorni, e a seguire i 20,7 euro, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 15 giugno.
Nel caso in cui anche queste aree non dovessero arrestare la fase discendente, le quotazioni dovrebbero proseguire il ribasso verso la soglia dei 20 euro e in seguito i 19,4 euro.
La mancata tenuta di questi supporti dovrebbe spingere i corsi a mettere sotto pressione la media mobile di lungo periodo sui 18.85 euro.
Fondamentale sarebbe non perdere questi ultimi livelli, per evitare un indebolimento del quadro grafico i cui prossimi obiettivi sarebbero situati sui 17,855 euro, dove verrebbe chiuso un altro gap-up lasciato aperto lo scorso 8 aprile.
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