Azioni Webuild: tra semestrale e Opa su Trevi cosa fare in Borsa? | Investire.biz

Azioni Webuild: tra semestrale e Opa su Trevi cosa fare in Borsa?

30 lug 2026 - 09:01

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Il trend ribassista presente sulle azioni Webuild ha avvicinato i corsi ai minimi di periodo. I conti semestrali e l'OPA su Trevi riusciranno ora a rafforzare il titolo?

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, le parole di Warsh in occasione della decisione della Fed di confermare i tassi di interesse e i dati trimestrali presentati da big come Meta e Microsoft nella serata di ieri innervosiscono le Borse europee, che aprono le contrattazioni in leggero territorio ribassista.

Dopo le vendite della passate giornate, per le Borse asiatiche è stata una seduta volatile e contrastata, con i principali listini che hanno chiuso le contrattazioni in ordine sparso. Nel dettaglio il Nikkei ha guadagnato lo 0,7%, mentre il Kospi coreano ha perso l'1,23%.

Con i futures a stelle e strisce che anticipano un'apertura in rialzo dello 0,3%, il FTSE Mib inaugura le contrattazioni vicino ai valori di ieri in area 51.250 punti. Dal punto di vista operativo fondamentale per l'indice italiano sarà la tenuta dei minimi delle ultime settimane situati sui 51 mila punti.

La violazione di queste aree, dove troviamo l'indicatore del Supertrend, dovrebbe favorire una continuazione delle vendite. In questo caso i prossimi target sarebbero posti sui 50.800-50.700 punti e a seguire i 50.550-50.500 punti.

Tra le azioni da seguire a Piazza Affari troviamo Webuild che in occasione della presentazione dei dati semestrali ha lanciato un'OPA su Trevi. Andiamo a scoprire tutti i dettagli.

 

Webuild: presenta i conti e lancia Opa su Trevi

Grazie alla resilienza del proprio modello industriale è proseguito anche nei primi sei mesi del 2026 la crescita di Webuild, con i ricavi che si sono attestati sui livelli record del 2025 a 6,7 miliardi di euro.

Il 90% di questi sono stati realizzati su mercati a basso profilo di rischio, mentre il 60% è stato generato al di fuori dell'Italia.

In aumento del 13,6% a 673 milioni di euro è risultato l'Ebitda, mentre l'Ebit è cresciuto del 15% a 464 milioni di euro. Da segnalare il miglioramento dei margini rispettivamente del 10,1% e 7%. Per l'ottavo mese consecutivo la posizione di cassa è risultata positiva per 110 milioni di euro.

In aumento di 259 milioni di euro è risultato il debito che si è attestato a 3,33 miliardi di euro, con una leva finanziaria a 2,67x rispetto al 2,64x di fine 2025.

Per quanto riguarda gli ordini si sono attestati a 7,7 miliardi di euro, portando il portafoglio ordini a 53,7 miliardi di euro. Da segnalare che oltre 19,6 miliardi di gare presentate sono in attesa di essere aggiudicate.

Alla luce di questi numeri Webuild ha fornito la guidance sull'anno in corso. I ricavi dovrebbero attestarsi a 13,6 miliardi di euro, l'Ebitda essere superiore agli 1,2 miliardi di euro e la PFN portarsi oltre i 300 milioni di euro. Ricordiamo che Webuild nel prossimo mese di settembre presenterà il nuovo Piano industriale al 2029.

La vera sorpresa in occasione della presentazione dei conti è stata l'OPA totalitaria promossa da Webuild su Trevi. L'offerta finalizzata al delisting prevede un corrispettivo interamente in contanti pari a 4,5 euro per azione, corrispondente a una valorizzazione complessiva pari a circa 295 milioni di euro.

L'offerta risulta superiore ai 273 milioni calcolati da Icop, che invece proponeva 0,133 azioni ordinarie Icop di nuova emissione per ciascuna azione Trevi portata in adesione. Ieri Trevi ha chiuso la giornata di ieri a 4,21 euro.

Per il numero uno di Webuild, Pietro Salini, l'acquisizione di Trevi andrà a rafforzare la competitività del gruppo nell'esecuzione dei grandi progetti complessi.

Inoltre l'ingresso dell'azienda nel Gruppo Webuild non solo garantirà scala, solidità finanziaria e accesso a un portafoglio ordini di 54 miliardi, ma aprirebbe un nuovo percorso di crescita per la società, per le sue persone e per il suo know-how. 

La valorizzazione di Trevi all'interno del Gruppo permetterà di generare importanti sinergie commerciali e industriali.

Nello specifico Webuild prevede sinergie tra gli 80-90 milioni di Ebitda all'anno a regime, tale da rendere l'operazione accrescitiva sull'Ebitda del Gruppo per 150-170 milioni di euro.

 

Azioni Webuild: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire come potrebbero reagire le azioni Webuild sulla Borsa italiana dopo queste notizie. È stata una seduta all'insegna della rinnovata debolezza quella di ieri per il titolo Webuild che, con un calo dello 0,46%, ha terminato le contrattazioni a 2,142 euro.

Con un'impostazione che su tutti i time frame è al ribasso, nel breve periodo fondamentale sarà la tenuta dei 2,10, minimi della passata settimana e degli ultimi 2 anni.

La perdita di questi livelli andrebbe a indebolire ulteriormente la struttura grafica, aprendo di conseguenza le porte a nuovi ribassi.

I prossimi obiettivi ribassisti sarebbero posti sui 2 euro e successivamente gli 1,9 euro.

La violazione di tali aree dovrebbe far proseguire le vendite sulle azioni, con prossimi target gli 1,83 euro e a seguire gli 1,7 euro, che rappresenta il bottom degli ultimi 32 mesi.

Al contrario la tenuta dei 2,1 euro e il superamento dei 2,2 euro, massimi delle ultime 3 settimane e dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, dovrebbe aprire la strada a un recupero delle quotazioni.

In questo caso sono possibili allunghi in direzione dei 2,35 euro e a seguire i 2,4 euro.

Lasciandosi alle spalle queste aree resistenziali il titolo Webuild dovrebbe proseguire il suo rimbalzo in direzione dei top degli ultimi due mesi situati sui 2,6 euro.

Oltre tali livelli si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico di breve periodo, con prossimi target i 2,7 euro e successivamente i top degli ultimi 4 mesi a 2,80-2,82 euro.

 

 

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