L'estensione di uno stop agli attacchi al settore energetico iraniano fino al prossimo 6 aprile, comunicata nella serata di ieri da Donald Trump, con l'obiettivo di arrivare a un accordo che ponga fine alla guerra in Medio Oriente, spinge le Borse europee che aprono l'ultima seduta della settimana in leggero rialzo.
In questo contesto recuperano terreno i listini asiatici, grazie anche ai profitti industriali cinesi aumentati nell'ultimo mese del 15%.
Con i futures di Wall Street che anticipano un inizio di giornata in aumento dello 0,35%, il FTSE Mib apre le contrattazioni in guadagno dello 0,2% nei pressi dei 43.800 punti.
Dal punto di vista operativo non cambia la view sull'indice italiano, che solo con il recupero dei 44 mila punti eviterebbe una continuazione delle vendite prima in direzione dei 43.500 punti e successivamente verso la soglia dei 43 mila punti.
Al contrario la ripresa dei 44 mila punti, tornerebbe a rafforzare il quadro grafico di breve periodo, con possibili allunghi verso i 44.250-44.300 punti e successivamente i 44.517 punti, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 19 marzo.
Tra le azioni da seguire a Piazza Affari troviamo Unipol, dopo che il Gruppo assicurativo ha comunicato i conti del 2025. Andiamo a scoprirli e ad analizzare il titolo nel breve e medio periodo.
Unipol: utle netto 2025 in crescita del 36,8%
Grazie all'ottima performance registrato dal core business assicurativo e ai solidi risultati conseguiti dalla gestione finanziaria, Unipol ha chiuso il 2025 con numeri in decisa crescita rispetto a quelli dell'anno precedente e in linea con gli obiettivi presenti nel Piano industriale 2025-2027.
Nello specifico compagnia assicurativa ha terminato il 2024 con un utile netto consolidato in aumento del 36,8% a 1,53 miliardi di euro. Il risultato netto del gruppo assicurativo è cresciuto del 40,5% a 1,21 miliardi di euro.
Per quanto riguarda la raccolta diretta assicurativa è aumentata dell'11,1% a 17,36 miliardi di euro, grazie alla buona performance registrata nel comparto Vita salita del 20,6% a 7,78 miliardi di euro.
Positiva anche la raccolta diretta nel comparto Danni che passa dai 9,175 miliardi di euro del 2024 ai 9,584 miliardi di euro. Il combined ratio danni è pari al 92,9%, contro il 93,6% registrato al 31 dicembre 2024.
Alla fine dello scorso anno il patrimonio netto consolidato di Unipol era pari a 10,72 miliardi di euro, mentre l’indice di solvibilità indicava un rapporto tra fondi propri e capitale richiesto pari al 230%, rispetto al 212% di inizio anno.
Il management di Unipol, ha sottolineato come nell’intero 2025 il portafoglio degli investimenti finanziari della compagnia ha ottenuto un rendimento pari al 5,2% degli asset investiti, di cui il 4,2% relativo alla componente di cedole e dividendi, mentre il restante 1% fa riferimento ai realizzi e alle valutazioni.
In scia a questi dati è stato proposto un dividendo pari a 1,12 euro per azione, in crescita rispetto agli 0,85 euro assegnati nell’esercizio precedente.
Per quanto riguarda la guidance sull'anno in corso, le aspettative sono di un andamento reddituale della gestione per l’anno in corso, in linea con gli obiettivi fissati nel Piano Strategico 2025-2027.
Azioni Unipol: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire cosa ci suggerisce l'analisi tecnica nel breve e medio periodo sulle azioni Unipol. È stata una giornata all'insegna delle vendite quella di ieri per il titolo Unipol che, con un calo dell'1,36%, ha chiuso le contrattazioni a 19,53 euro.
Con un trend di fondo che rimane sempre impostato al rialzo, nel breve termine il superamento del 20 euro, top delle ultime settimane, metterebbe in un angolo la fase correttiva che ha contrassegnato il mese di marzo.
Sopra questi livelli, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, il titolo dovrebbe spingersi prima in direzione dei 20,5 euro e a seguire i 20,97 euro, dove verrebbe chiuso il gp-down lasciato aperto lo scorso 2 marzo.
Con il superamento di queste aree le azioni andrebbero a mettere sotto pressione i massimi degli ultimi 17 anni situati sui 21,40 euro.
Oltre questi livelli si assisterebbe a un ulteriore rafforzamento del quadro grafico, con prossimi target situati sui 22 euro.
Al contrario la perdita dei 18,50-18,40 euro, minimi settimanali e degli ultimi 4 mesi, andrebbe a indebolire la struttura grafica di breve periodo.
La violazione di questi sostegni, dove troviamo anche la media mobile di lungo periodo, potrebbe essere sfruttata per aprire posizioni ribassiste. Il primo obiettivo discendente sarebbe situato sui 18 euro e a seguire i 17,60-17,50 euro.
Nel caso in cui anche tali aree non dovessero arrestare la spinta ribassista, le azioni dovrebbero proseguire la discesa fin verso il bottom degli ultimi 7 mesi situati sui 17 euro.
Fondamentale diventerebbe la tenuta di questi ultimi livelli per evitare un indebolimento del quadro grafico di medio termine, i cui prossimi target sarebbero situati sui minimi toccati nel giugno del 2025 in area 16 euro.
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