L'accordo commerciale tra Usa e India, con i dazi su quest'ultima ridotti al 18%, e i buoni dati presentati da Palantir nella serata di ieri sostengono i mercati azionari. E mentre il Nikkei fa registrare i nuovi massimi storici, gli indici di Borsa europei che aprono le contrattazioni in territorio positivo.
Con i futures di Wall Street in rialzo dello 0,3%, il FTSE Mib inaugura la seconda seduta della settimana nei pressi dei 46.400 punti. Con un'impostazione di fondo in continuo rafforzamento, le attese sull'indice italiano sono di una continuazione degli acquisti prima verso i 46.500-46.550 punti e a seguire i 46.700-46.750 punti. Al contrario segnali di debolezza si avrebbero solo con il ritorno dei prezzi sotto i primi supporti di breve periodo posti sui 45 mila punti.
Tra le azioni da seguire in queste ore a Piazza Affari troviamo Stellantis, dopo le buone notizie arrivate dalle immatricolazioni in Italia nel corso del mese di gennaio. Andiamo a leggere i numeri.
Stellantis: +11,8% le immatricolazioni a gennaio
Nella serata di ieri il ministero dei Trasporti ha comunicato i dati delle immatricolazioni in Italia, riferite allo scorso mese di gennaio. Nello specifico queste sono cresciute del 6,18% a 141.980 unità, grazie in particolar modo alla decisa performance positivo di Stellantis.
Da segnalare nel corso del mese passato il buon dato che arriva dalle auto elettriche, le cui immatricolazioni, attestandosi a 9.321 unità, sono cresciute di oltre il 39%. La quota del settore passa dal 5% di un anno fa all'attuale 6,6%.
Tornando a Stellantis nello scorso mese di gennaio sono state immatricolate 46.452 automobili, in aumento dell'11,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Grazie a questo dato la quota di mercato passa dal 31% al 32,6%, confermandosi al primo posto come player del mercato italiano.
Tra i modelli più venduti troviamo la Fiat Pandina, seguita dalla Jeep Avenger che rimane il Suv più venduto in Italia. Buona la performance sia della Citroen C3 che della Grande Panda, che nel corso dei prossimi mesi dovrebbe ampliare la sua offerta con la versione 1,2 turbo a benzina.
Per quanto riguarda i brand Jeep sale del 4,9%, Citroen del 3,1%, Opel del 12,4% e Lancia del 15,7%. Da sottolineare la decisa accelerazione di Leapmotor, il partner cinese del Gruppo guidato da Antonio Filosa, che ha immatricolato il 594% in più rispetto a dodici mesi prima. La sua crescita è visibile anche nel settore elettrico, posizionandosi con una quota dell'11,2% al secondo posto nel mercato Bev complessivo. La sua TO3, è l'auto elettrica più venduta in Italia.
Nel settore dei veicoli commerciali ottima la performance del brand Fiat Professional, la cui quota di mercato passa dal 22% al 25,1%. Tra i modelli più venduti troviamo Doblò e Ducato.
Azioni Stellantis: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire quali sono le attese sulle azioni Stellantis nel breve e medio termine. Con volumi in ribasso rispetto alle precedenti giornate è stato un inizio di settimana all'insegna degli acquisti per il titolo Stellantis che, con un guadagno dell'1,45%, ha chiuso le contrattazioni a 8,406 euro.
Dal punto di vista operativo ancora una volta la soglia degli 8 euro, che rappresentano i minimi degli ultimi 4 mesi, si è confermata un'area di acquisto da parte degli istituzionali.
Nel breve termine il recupero potrebbe spingersi verso gli 8,5 euro e successivamente gli 8,70-8,80 euro, dove troviamo sia la media mobile di lungo periodo che l'indicatore daily del Supertrend.
Oltre tali livelli dovremmo assistere a un rafforzamento del quadro grafico di breve periodo, i cui prossimi target sono situati sui 9,10 euro, dove troviamo la media mobile a 50 giorni.
Il superamento di queste resistenze dovrebbe far proseguire il trend ascendente prima in direzione dei 9,5 e successivamente verso i 9,70-9,75 euro.
Nel caso in cui questi ultimi livelli dovessero essere lasciati alle spalle, le azioni si aprirebbero le porte a nuovi allunghi in direzione dei 10 euro e a seguire verso i massimi degli ultimi 11 mesi situati sui 10,45 euro.
Al contrario la perdita degli 8 euro andrebbe a indebolire la struttura grafica del titolo, aumentando le possibilità di rivedere i minimi degli ultimi 6 anni situati sui 7,25 euro, con target intermedi sui 7,5-7,45 euro.
Nel caso in cui dovessimo assistere alla violazione dei 7,25 euro, si avrebbe un ulteriore indebolimento del quadro grafico, con prossimi obiettivi i 7 euro e a seguire i 6,75-6,70 euro.
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