Le azioni Salesforce aumenteranno di circa un quarto rispetto al loro valore attuale. È questa la previsione di Samik Chatterjee, analista di JPMorgan Chase, secondo cui le preoccupazioni degli investitori sul titolo sono esagerate.
Il colosso americano del software cloud ha vissuto un periodo di appannamento a Wall Street, arrivando a più che dimezzare il suo valore dal massimo storico di dicembre 2024 pari a 369 dollari, prima di risalire negli ultimi due mesi. Ora le quotazioni viaggiano intorno ai 193 dollari, circa il 48% al di sotto dei top di sempre.
Il principale fattore che ha spinto gli investitori a vendere le azioni è ciò che viene definito "SaaSpocalypse", con l'avvento dell'intelligenza artificiale. In pratica, gli agenti AI sviluppati da OpenAI e Anthropic rischiano di sostituire almeno in parte i software tradizionali venduti agli utenti.
Salesforce sta investendo molto su Agentforce, la piattaforma di agenti AI proprietaria che può svolgere attività per conto dell'azienda, come rispondere ai clienti, gestire richieste di assistenza, qualificare contatti e supportare i venditori.
La differenza rispetto a un chatbot tradizionale è che Agentforce può non solo conversare, ma anche "agire" sui dati e sui processi aziendali integrati nel CRM (Customer Relationship Management), su cui Salesforce esercita il dominio assoluto. Quest'ultimo è un software che permette a un'azienda di raccogliere e organizzare tutte le informazioni sui clienti: contatti, acquisti, email, telefonate, trattative commerciali, assistenza e attività di marketing.
Gli sforzi di Salesforce sull'AI sono importanti, ma gli investitori chiedono una dimostrazione concreta nei numeri di bilancio che questa attività possa accelerare la crescita complessiva dell'azienda. Una crescita che negli ultimi anni è rallentata, in quanto il mercato ha iniziato a pretendere maggiore disciplina finanziaria dopo il boom pandemico del software e Salesforce ha quindi puntato più sulla remunerazione agli azionisti attraverso dividendi e buyback, piuttosto che reinvestire gli utili.
Salesforce: obiettivo "Rule of 50"
Lo scorso anno Salesforce ha annunciato l'obiettivo Rule of 50 entro il 2030, che consiste nell'arrivare, entro la fine del decennio, a un livello almeno del 50%, combinando la crescita dei ricavi e il margine operativo non-GAAP. Per esempio, se i ricavi crescono del 15%, il margine operativo dovrà essere del 35% per rispettare la regola.
Il senso di tutto ciò è quello di tornare a una crescita elevata mantenendo contemporaneamente i margini alti, piuttosto che sacrificare la redditività per inseguire la crescita. In altri termini, Salesforce intende crescere velocemente, ma senza rinunciare alla redditività.
Chatterjee di JPMorgan ha affermato che la valutazione attuale delle azioni è molto conveniente perché in questo momento non sta scontando i progressi verso l'obiettivo Rule of 50, ma una "decelerazione della crescita". L'esperto vede "un'accelerazione del core business nella seconda metà dell'anno fiscale che si chiude a gennaio 2027", mentre i timori legati alla disruption dei modelli AI concorrenti "dovrebbero essere limitati a una piccola parte del business".
Alla luce di tutto ciò, Chatterjee vede un rialzo delle azioni a 250 dollari, dai 193,32 dollari dell'ultima chiusura a Wall Street. Tale scenario anche senza un'accelerazione dei ricavi e basandosi solo sul mantenimento di crescita e margini, ha precisato l'analista di JPMorgan.
Salesforce: le azioni sono sottovalutate?
Gli investitori si chiedono quindi se effettivamente le azioni Salesforce siano sottovalutate in questo momento a Wall Street, dopo i cali degli ultimi anni. Una risposta proviene dal fair value elaborato da Forecaster.biz, che tiene conto di quattro parametri chiave: Discounted Cash Flow, Peter Lynch Indicator, Economic Value Added ed EV/Sales. Il valore equo in questo momento risulta di 287,45 dollari, il 48,69% oltre il prezzo di mercato. Quindi, il titolo appare sottovalutato.