I buoni numeri comunicati nella serata di ieri da Nvidia non scaldano i mercati azionari europei, che aprono le contrattazioni in leggero ribasso. Con i futures di Wall Street in calo dello 0,1%, il FTSE Mib si conferma oltre la soglia dei 47 mila punti.
Nel breve periodo la tenuta di queste aree dovrebbe far proseguire il trend rialzista di fondo, prima in direzione dei 47.500 punti e a seguire i 47.700-47.750 punti. Al contrario, segnali di debolezza si avrebbero solo con la violazione dei minimi dell'ultimo mese situati sui 45 mila punti.
Tra le azioni da seguire a Piazza Affari troviamo Poste Italiane, dopo la presentazione dei conti del 2025 e l'aggiornamento del Piano strategico 2026. Andiamo a leggerli nel dettaglio.
Poste Italiane: ricavi 2025 in crescita del 4,2%
È stato un 2025 all'insegna dei record per Poste Italiane che, grazie alle buone performance registrate da tutte le aree di business, ha terminato l'anno registrando i migliori risultati di sempre.
Il Gruppo guidato da Matteo Del Fante ha chiuso il 2025 con ricavi in aumento del 4,2% a 13,12 miliardi di euro, oltre le attese poste a 13,06 miliardi. Nell'ultimo trimestre dell'anno passato i ricavi sono saliti del 3,5% a 3,48 miliardi, sopra il consenso situato a 3,42 miliardi.
Nel dettaglio i ricavi dei servizi finanziari sono aumentati del 3% a 5,7 miliardi. Quelli dei servizi assicurativi, spinti sia dal comparto vita che da quello protezioni, sono cresciuti del 21% a 1,2 miliardi di euro. Per quanto riguarda i ricavi del settore pacchi e logistica sono cresciuti del 2,7% a 3,9 miliardi.
In miglioramento il risultato operativo adjusted, salito del 9,6% a 3,25 miliardi di euro, anche in questo caso oltre il consenso situato a 3,19 miliardi.
L'utile netto è aumentato dell'11% a 2,21 miliardi di euro, in linea con le attese degli analisti. Nel 4° trimestre del 2025 l'utile è cresciuto del 7% a 447 milioni di euro, leggermente sotto le attese poste a 451 milioni. In questo contesto l'utile per azione è stato di 1,71 euro.
Al 31 dicembre dello scorso anno la posizione finanziaria netta era positiva per 5,64 miliardi di euro, dai 4,34 miliardi di inizio anno. Per quanto riguarda le attività finanziarie investite, risultavano pari a 600 miliardi di euro, con un aumento di 10 miliardi rispetto al valore di inizio anno.
In scia a questi dati, il management di Poste italiane ha proposto la distribuzione del dividendo 2026 di 1,25 euro per azione, in aumento rispetto agli 1,08 dello scorso anno. Ricordiamo che nello scorso mese di novembre era stato staccato un acconto sul dividendo 2026 pari a 0,4 euro per azione.
Durante la presentazione dei dati il Gruppo ha fornito un aggiornamento del piano strategico, fissando i target finanziari per l'anno in corso-
Nello specifico la società prevede di chiudere il 2026 con ricavi nell’ordine dei 13,5 miliardi di euro, mentre il risultato operativo adjusted è previsto oltre i 3,3 miliardi di euro. L’utile netto, esclusa la partecipazione in TIM, è visto a 2,3 miliardi di euro. Con riferimento alla politica dei dividendi, i vertici dell’azienda prevedono un pay-out superiore al 70%.
Per quanto riguarda la partnership con Tim, il management ha sottolineato come le due aziende stanno lavorando a stretto contatto con l'obiettivo di realizzare sinergie di lungo periodo.
Azioni Poste Italiane: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire cosa ci suggerisce l'analisi tecnica nel breve e medio periodo sulle azioni Poste Italiane. È stata una giornata all'insegna degli acquisti quella di ieri per il titolo Poste Italiane che, con un guadagno superiore al 2%, ha chiuso le contrattazioni a 23,35 euro.
Con tutti i time frame impostati al rialzo, il superamento dei top assoluti situati sui 23,50 euro andrebbe a rafforzare ulteriormente il quadro grafico di fondo.
In questo caso i prossimi obiettivi sono situati sui 26 euro e successivamente la soglia dei 27 euro. Nel caso in cui dovessimo assistere a prese di beneficio verso i 22,20 euro, dove troviamo sia la media mobile a 50 giorni che l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero essere lette come nuove occasioni di acquisto.
Al contrario la perdita dei supporti appena menzionati dovrebbe aprire le porte a una fase correttiva di breve periodo.
Il primo target ribassista di questo movimento dovrebbe essere situato sui 21,55-21,50 euro e successivamente i minimi degli ultimi due mesi posti sui 21,25-21,20 euro.
Nel caso in cui dovessimo assistere alla perdita di tali livelli dovremmo assistere a una continuazione delle vendite, prima verso i 20,90 euro e a seguire i minimi degli ultimi 4 mesi situati sui 20,15-20,1 euro.
Fondamentale sarà la tenuta di questi ultimi sostegni, dove transita la media mobile di lungo periodo, per evitare un ulteriore indebolimento del quadro grafico, il cui prossimo target sarebbe posizionato sui 19,80 euro.
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